È in arrivo un nuovo documentario su Amy Winehouse a 10 anni dalla sua scomparsa, imperdibile

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: STRINGER - Getty Images
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From ELLE

In tempi normali al Camden Market di Londra c'è una costante processione: tutti vogliono farsi una foto o un selfie a fianco della statua a grandezza naturale di Amy Winehouse. Sembra una sorta di rituale. Intanto la versione bronzea della cantante guarda oltre, con sguardo malinconico, incurante del caos che le sta intorno. Questa estate, Covid permettendo, saranno ancora di più i fan di Amy Winehouse ad andare a porgerle un saluto, lì nel quartiere in cui viveva: il 23 luglio sarà infatti il decimo anniversario dalla sua morte e non mancheranno le occasioni per ricordarla. Una fra tutte l'uscita del nuovo documentario della BBC, Amy Winehouse: 10 Years On (il titolo è ancora provvisorio) che si pone l'obiettivo di raccontare una versione inedita di Winehouse attraverso di occhi di sua madre, Janis Seaton. Le premesse sono decisamente interessanti.

Photo credit: Rob Verhorst - Getty Images
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"Non credo che il mondo conoscesse la vera Amy, quella che io ho cresciuto" ha detto la signora Seaton alla BBC, "e non vedo quindi l’ora di avere l’opportunità di far conoscere le sue radici e di offrire una visione più profonda della vera Amy". Non si tratta chiaramente del primo documentario dedicato alla cantautrice di Back to Black: il film del 2015 intitolato Amy e girato dal regista Asif Kapadia, ad esempio, ha vinto l'Oscar come miglior documentario, anche se il padre del cantante, Mitch Winehouse, si è lamentato del fatto che fosse squilibrato e "contaminato" definendolo addirittura "un'occasione persa per celebrare la sua vita e il suo talento" e sostenendo che, "oltre a essere fuorviante, contiene alcune falsità di base". “Mi sono sentito male quando l'ho visto per la prima volta", ha raccontato, "Amy sarebbe furiosa. Questo non è quello che avrebbe voluto".

Photo credit: Peter Macdiarmid - Getty Images
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Stavolta, invece, la narrazione sarà affidata prevalentemente alle persone più vicine ad Amy Winehouse, in particolare sua madre che, secondo quanto preannunciato dalla BBC, fornirà una versione "femminile" della "vita, degli amori e dell'eredità" della cantante scomparsa a 27 anni con un racconto degli eventi che "spesso differisce dalla narrazione che ci è stata raccontata prima". Per Janis Winehouse, tra l'altro, questa opportunità è particolarmente importante perché uno dei suoi più grandi timori è quello di dimenticare a poco a poco la figlia. A Janis, infatti, è stata diagnosticata la Sclerosi Multipla e nel suo libro del 2014 Loving Amy: A Mother's Story, ha scritto che una graduale "perdita di nitidezza" della memoria fa parte della malattia.

"Mi preoccupo per il giorno in cui Amy smetterà di essere viva nella mia testa e nel mio cuore", ha spiegato, "Non voglio che quel giorno arrivi mai". Per questo il documentario è anche un modo per incastonare i ricordi e tramandarli perché non vadano persi. "Amy era una vera icona musicale", ha dichiarato Dov Freedman, produttore esecutivo, "e non potremmo essere più orgogliosi di aiutare le persone a lei più vicine a reclamare la sua storia, 10 anni dopo la sua morte". In effetti, forse non c'è davvero modo migliore per ricordarla (a parte la sua musica).