È in atto una strana guerra fredda tra Russia e Francia per rivendicare la denominazione Champagne

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Dal 2 luglio la Russia ha vietato il commercio di Champagne da altri Paesi a meno che questi non cambino la denominazione del loro prodotto in spumante: in altre parole Vladimir Putin ha firmato una legge che dichiara una strana guerra fredda culinaria alla Francia.

Così in Russia il nome Champagne potrà essere adottato solo dai vini prodotti in patria, mentre gli altri dovranno accontentarsi di un declassamento se vogliono continuare a vendere nel Paese. Ovviamente le critiche si sono immediatamente fatte sentire, in particolare dalla Francia, la patria dello Champagne che nasce dall'omonima regione settentrionale. In tempo zero Moet & Chandon, Veuve Cliquot e Dom Perignon hanno annunciato lo stop alle esportazioni di Champagne verso la Russia, almeno con modalità temporanea, per l'inaccettabilità della proposta russa.

Photo credit: FRANCOIS NASCIMBENI - Getty Images
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Sul tema è ovviamente intervenuto anche il Comité Champagne, associazione con sede a Epernay che riunisce tutti i viticoltori e le Maison di Champagne, che nelle parole dei co-presidenti Maxime Toubart e Jean-Marie Barillère ha fatto sapere: "Il Comité Champagne disapprova questa normativa che non assicura ai consumatori russi un’informazione chiara e trasparente sull’origine e le caratteristiche dei vini. Il Comité si dispiace che questa nuova legge rimetta in discussione più di vent’anni di colloqui bilaterali tra l’Unione Europea e la Russia sulla protezione delle denominazioni d’origine e sta analizzando i dettagli e le conseguenze di questa legge, di cui non era stato informato dalle autorità russe".

Sulle motivazioni che abbiano spinto Putin a compiere questa scelta, Le Monde ipotizza che la Russia stia cercando di rivitalizzare la produzione di vini della zona della Crimea, annessa nel 2014. Già in quell'occasione, Putin aveva vietato l’importazione di formaggi e prodotti alimentari dai Paesi europei, come risposta alle sanzioni dell'UE per l'annessione della zona, dando così come effetto collaterale una spinta notevole alla produzione di formaggi del Paese. Che dunque Putin stia provando a mettere in atto la stessa strategia? Dal canto suo la Commissione europea ha espresso preoccupazione e disaccordo, facendo sapere che: "Proteggeremo il nostro diritto e faremo i passi necessari contro i danni che questa legge causerebbe". Staremo a vedere quindi come si evolverà questa nuova, paradossale, guerra della bollicina.

Photo credit: Getty Images
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