È cominciato il W20, il G20 delle donne per parlare di lavoro, imprenditorialità femminile, parità di genere

·3 minuto per la lettura

"Per colmare il divario globale di genere ci vorranno 135,6 anni", no non è una cifra scelta a caso, così tanto per dire che siamo messe male, è (ahinoi) un calcolo fatto dal World Economic Forum. Insomma, quante generazioni di donne ancora vivranno senza parità? Fate un po' i conti ma la situazione non è delle migliori. Ecco perché nel post pandemia dobbiamo puntare ad accelerare questo processo ed ecco perché in questi giorni a Roma si sta svolgendo il summit Women20, il gruppo del G20 che si occupa di parità di genere. Saranno tre giorni di full immersion in tematiche riguardanti il lavoro femminile, le opportunità per le giovani ragazze, i lati positivi e le insidie dello sviluppo digitale, l'accesso all'istruzione, il lavoro di cura e naturalmente gli gli stereotipi di genere che ancora ostacolano le donne nel mondo.

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

"Saranno presenti scienziate, economiste, donne che lottano per i diritti della propria terra, una rappresentanza ampia" spiega Linda Laura Sabbadini, presidente di Women20. Lo scopo è proprio quello di "rimettere le donne al centro del cambiamento" e tracciare una "roadmap per l'uguaglianza". A fare da sfondo naturalmente ci sono i mesi di pandemia appena trascorsi che, come ci dicono i dati, hanno avuto un impatto drammatico "sul lavoro, ma anche sull'istruzione, dove ci sono stati lockdown prolungati con la mancata partecipazione scolastica da parte dei bambini e delle bambine", spiega Sabbadini sostenendo che le donne sono state "allo stesso tempo pilastro del sistema di welfare e della lotta alla pandemia, ma la loro situazione si è aggravata". Del resto secondo il World Economic Forum le donne rappresentano solo il 26,1% di circa 35mila seggi parlamentari in 156 Paesi del mondo e solo il 22,6% di oltre 3.400 ministri nel mondo. Lo stesso vale per il mondo del lavoro: tra le posizioni di leadership le donne a livello globale rappresentano ancora solo il 27% di tutti i manager.

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Questa situazione, tra l'altro, è - ironia della sorte - confermata dal G20 stesso: "È triste sapere che al G20 io potrei essere l'unica donna", ha commentato infatti la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen in un videomessaggio diffuso in occasione del Women20. "Abbiamo bisogno delle migliori idee al livello politico per dare le giuste opportunità a tutte le donne", ha aggiunto sottolineando che "per raggiungere la parità entro il 2030, abbiamo bisogno dei pagamenti dei congedi parentali, di consolidare l'assistenza per l'infanzia e per gli anziani". "Non è vero", ha poi concluso, "che dobbiamo scegliere tra la carriera e la famiglia. Conosco gli ostacoli, ma dobbiamo pretendere un accesso equo al mondo del lavoro e poter allo stesso tempo crescere i nostri bambini". Il W20 mira proprio a stabilire degli obiettivi concreti per accorciare il divario di genere al più presto tramite strategie per aumentare l'occupazione femminile e migliorare i servizi di assistenza per sgravare le donne dal lavoro di cura. Lo scopo però è anche quello di andare alla radice del problema progettando "un piano d'azione globale contro gli stereotipi di genere e per il cambiamento culturale" e ponendo la lotta alla violenza di genere al centro dell'agenda internazionale. "Per la prima volta il G20 è un G20 che si occupa ad ampio spettro delle tematiche di genere mentre tradizionalmente era focalizzato sulle questioni economiche", spiega Sabbadini. Ora non possiamo più accettare G20 fatti di politici #tuttimaschi, le cose devono cambiare. E in fretta.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli