È già sorta una piazza dedicata a Gino Strada, un gesto "di pura gratitudine"

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Photo credit: Pier Marco Tacca - Getty Images
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Una piazza minuta, accovacciata tra il fiume Arno e le case di Pontedera, attraversata da una pista ciclabile che porta al Parco fluviale, ritrovo dei volontari del circolo Arci Botteghino a cui appartiene e di tutte quelle persone che credono in una cultura sociale. Questo luogo geografico schietto, poco distante da Pisa, è diventato la casa delle grandi gesta di Gino Strada, con la prima piazza d'Italia intitolata (seppur simbolicamente) al fondatore di Emergency.

Venuto a mancare il 13 agosto, all'età di 73 anni, Gino Strada ha lasciato in eredità un mondo un po' migliore, grazie alle sue iniziative come "medico e uomo di pace" come lo ricorda la targa affissa nella piazza del circolo. "Speriamo di fare da apripista, in attesa che comuni e uffici tecnici, con i loro tempi, decidano di intitolare a Gino una 'vera' strada" hanno raccontato i volontari del Botteghino a Open, spiegando che la loro scelta di ricordare Gino Strada è venuta naturale appena appresa la notizia della sua scomparsa, anche perché Strada era già stato nominato cittadino onorario di Pontedera nel 2020.

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Alla serata di inaugurazione della piazza, il presidente del circolo Arci Il Botteghino Gianluca Macelloni ha spiegato come la loro voglia essere né una cerimonia, né una liturgia, "ma un atto di semplice gratitudine". A prendere la parola sono stati anche i volontari di Emergency della sede di Pisa che, come riporta Il Tirreno, hanno reso omaggio ai gesti di Strada: "Dalla fondazione di Emergency 27 anni fa, nel 1994, Gino ha costruito un'associazione in grado di offrire cure a più di 11 milioni di persone, in ogni parte del mondo. Anche nel remoto Afghanistan, in questi giorni tornato alla ribalta dei media per quel che sta succedendo e per le immagini terribili che arrivano".

I volontari hanno poi continuato: "Gino, già dal principio di questa guerra, era lì con i suoi collaboratori a curare le prime vittime di ogni guerra, la popolazione civile. Diceva di non essere un pacifista, ma di essere contro la guerra. Probabilmente perché, come pochi altri, aveva visto da vicino gli orrori e l'insensatezza della guerra".

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