È uscito il trailer di È stata la mano di Dio, il film più personale di Sorrentino presto a Venezia 78

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Photo credit: Netflix
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Chi l’avrebbe mai detto che un regista apparentemente così riservato e di poche parole come Paolo Sorrentino avrebbe realizzato un film sulla sua vita? Eppure è successo. “Da ragazzi, il futuro ci sembra buio. Barcollanti tra gioie e dolori, ci sentiamo inadeguati. E invece il futuro è là dietro. Bisogna aspettare e cercare. Poi arriva. E sa essere bellissimo. Di questo parla È stata la mano di Dio. Senza trucchi, questa è la mia storia e, probabilmente, anche la vostra” ha scritto il regista napoletano sul suo profilo Instagram, condividendo le prime foto del suo film che sarà in concorso alla 78° edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia a settembre e di cui Netflix ha rilasciato il trailer in queste ore.

Annunciato infatti come il film più personale del Premio Oscar, È stata la mano di Dio è ambientato nella Napoli degli Anni 80 e racconta la storia di Fabietto, un adolescente interpretato da Filippo Scotti, che cresce in una realtà difficile, vivendo tragedie e gioie inattese. Un giorno ha l’occasione di incontrare Diego Armando Maradona, ma non fa in tempo a vivere questa grande emozione che una tragedia inaspettata sconvolge la sua vita. Il destino a volte sa prendersi gioco di noi.

Photo credit: Gianni Fiorito
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Sorrentino lo ha definito “un romanzo di formazione allegro e doloroso” poiché un'alternanza di toni caratterizza la sceneggiatura. Oltre al giovane Scotti nel cast anche Toni Servillo, Luisa Ranieri, Lino Musella, Teresa Saponangelo, Renato Carpentieri, Massimiliano Gallo, per citarne alcuni. Come è stato un po’ Dolor y Gloria per Pedro Almodovar, È stata la mano di Dio è un film molto intimo perché permette di sbirciare la vita privata dell’autore, alternando luce e ombra. Potrebbe essere un’occasione per il pubblico di avvicinarsi al regista e immedesimarsi nella sua storia. Sicuramente ci vuole una buona dose di coraggio per portare sul grande schermo ricordi, emozioni e incubi del passato, ma potrebbe essere anche una sorta di terapia per valutare il presente e rendersi conto che, nonostante i vari ostacoli e il dolore, la vita ha riservato tante sorprese e soddisfazioni.

Photo credit: Gianni Fiorito
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Prodotto da The Apartment di Lorenzo Mieli e Netflix, È stata la mano di Dio con il titolo fa riferimento al goal segnato con la mano da Maradona contro l’Inghilterra nel 1986 ai Campionati del Mondo in Messico, ma per Sorrentino ha rappresentato anche altro: “A me Maradona ha salvato la vita. Da due anni chiedevo a mio padre di poter seguire il Napoli in trasferta, anziché passare il weekend in montagna, nella casetta di famiglia a Roccaraso. Ma mi rispondeva sempre che ero troppo piccolo. Quella volta finalmente mi aveva dato il permesso di partire: Empoli-Napoli. Citofonò il portiere. Pensavo mi avvisasse che era arrivato il mio amico a prendermi. Invece mi avvertì che era successo un incidente. Papà e mamma erano morti nel sonno. Per colpa di una stufa. Avvelenati dal monossido di carbonio”.

Il regista ha ringraziato il campione di calcio dal palco del Dolby Theatre quando ha ritirato l’Oscar per La Grande Bellezza, confermando il forte legame che ha sempre sentito con lui. E forse non è un caso che, dopo aver presentato gran parte dei suoi film a Cannes negli anni scorsi, Sorrentino abbia accettato di mostrare in anteprima il suo nono film al Lido, dove recentemente ha portato la serie The Young Pope e The New Pope. Dopo collaborazioni internazionali e il riconoscimento dell'Academy, l'Italia sembra il posto più adatto per tenere a battesimo un film dall'animo così sincero e autentico almeno sulla carta. Non vediamo l'ora di vederlo per poterne parlare ulteriormente.

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