18 febbraio: l'International Asperger Day

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giornata per ricordare sindrome asperger
giornata per ricordare sindrome asperger

La Sindrome di Asperger è considerata una forma di autismo lieve che comprende disturbi comportamentali e relazionali, ma chi ne è affetto può condurre una vita assolutamente normale e di successo. Il 18 febbraio ricorre la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger: sensibilizzare le persone è ancora importante.

Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger

Nella giorno della nascita di Hans Asperger, il 18 febbraio, ricorre la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger. Sebbene sia stata una neurologa russa a scrivere il primo resoconto del profilo di questo disturbo, il nome è stato dato come tributo alle osservazioni dettagliate e perspicaci di Hans Asperger. Infatti, egli riconobbe anche che il profilo è parte di ciò che ora chiamiamo spettro dei disturbi autistici, piuttosto che della schizofrenia.

Asperger morì prima che il suo modello di comportamento divenisse ampiamente riconosciuto, poiché i suoi scritti erano in lingua tedesca e per cui poco tradotti. La prima persona a usare il termine “Sindrome di Asperger”, è stato la ricercatrice britannica Lorna Wing. Infine, dai primi anni del Novecento, le sue scoperte hanno iniziato a guadagnare l’attenzione del mondo scientifico. Oggi la Sindrome di Asperger è riconosciuta come una diagnosi in molti paesi del mondo.

In questa giornata si vuole sensibilizzare adulti e bambini a comprendere un disturbo ancora troppo poco conosciuto. Sono tanti i personaggi pubblici che hanno raccontato la loro storia e il loro rapporto con questo disturbo, che colpisce sei persone ogni 10mila: dalla scrittrice Susanna Tamaro alla giovane attivista svedese Greta Thunberg, solo per fare due nomi.

Come si manifesta la sindrome di Asperger

La Sindrome di Asperger fa parte dei disordini pervasivi dello sviluppo, cioè quel gruppo di malattie che riguardano il comportamento e la socialità. Si manifesta nei bambini tra i 4 e gli 11 anni di età ed è più frequente nei maschi. Anche se il termine sindrome può essere fuorviante, in realtà non si tratta di una malattia, né di una disabilità o di un handicap.

Tale condizione è sempre stata associata all’autismo, ma bisogna ricordare che le differenze sono enormi, per esempio per quel che riguarda il linguaggio e lo sviluppo cognitivo.

Hans Asperger, colui al quale si deve il nome di questa sindrome, all’inizio del Novecento descrisse il comportamento di quelli che egli stesso definì “piccoli professori”, cioè bambini dal carattere solitario, goffi nei movimenti, spesso isolati dai loro coetanei e con difficoltà a comunicare e a relazionarsi.

Al tempo stesso, però, coltivavano i loro interessi con una particolare dedizione. Sono tutte caratteristiche riscontrabili nei bambini con la Sindrome di Asperger, i quali utilizzano inoltre un linguaggio fatto di poche parole e nella maggior parte dei casi si muovono in modo impacciato, fino ad avere difficoltà nel mantenere l’equilibrio.