18 marzo 2021, l'Italia celebra la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid

Di Elena Fausta Gadeschi
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Photo credit: SJ Objio su unsplash
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Bandiere a mezz’asta in tutti i comuni italiani e un minuto di silenzio davanti al tricolore. Oggi 18 marzo, primo anniversario della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia da Coronavirus, il nostro Paese ricorda così i 103 mila morti per Covid, stringendosi attorno a Bergamo, uno delle città che ha pagato il suo tributo più alto dallo scoppio della pandemia, dove resta ancora presente e viva l’immagine della lunga colonna di camion dell’esercito che usciva dalla città per trasportare centinaia di bare di defunti in attesa di sepoltura. Era il 18 marzo 2020 e l’Italia affrontava il suo giorno più nero: i posti letto negli ospedali non bastavano più, i cimiteri lombardi erano al collasso, gli stessi parroci smettevano di far suonare a morto le campane, diventate angoscianti per l’intera cittadinanza, e il bollettino registrava 2.978 vittime su scala nazionale.

Oggi, a un anno di distanza e per non dimenticare il sacrificio di tanti, troppi morti, si è tenuta a Bergamo la prima celebrazione della Giornata nazionale. Un momento di cordoglio nazionale che tra le autorità presenti ha visto la partecipazione di Mario Draghi, alla sua prima uscita ufficiale fuori dalla Capitale, che al Cimitero Monumentale ha deposto una corona di fiori ai piedi della lapide in memoria delle vittime della pandemia, mentre una voce fuori campo leggeva il testo della poesia incisa sul marmo e scritta da Ernesto Olivero, fondatore del Sermig (Servizio missionario Giovani). Poco più tardi, insieme al presidente della regione Attilio Fontana, al sindaco Giorgio Gori e alla presidente dell’Associazione Comuni virtuosi Elena Carletti, il capo del governo si è spostato al Parco Martin Lutero alla Trucca, dove si è svolta la cerimonia per la messa a dimora dei primi 100 alberi del Bosco della Memoria, "un'opera viva, un monumento che respira, un messaggio di speranza e positività che da Bergamo rivolgiamo a tutto il Paese" come ha spiegato il sindaco Gori.

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Il progetto del parco, al quale lo stesso Mario Draghi ha simbolicamente partecipato piantando un tiglio, è stato promosso dall’Associazione comuni virtuosi e vedrà sorgere all'interno del Parco della Trucca, adiacente all'ospedale Papa Giovanni XXIII, un altro luogo simbolo della prima ondata della pandemia, uno spazio verde multifunzionale che grazie alle donazioni raccolte sul sito Produzioni dal basso vedrà entro l'autunno la piantumazione di 850 alberi, di cui 130 da frutta e 70 da bosco. Un'area fatta di percorsi, camminamenti e sedute tra specie rare e antiche, scelte appositamente per ricreare quella multiforme varietà di colori da cui la città vuole ripartire "per ricostruire senza dimenticare" come ha detto Mario Draghi nel suo discorso, che qui vi riportiamo.

Oggi è una giornata piena di tristezza, ma anche piena di speranza e vorrei che tutti voi mi sentiste vicino nella tristezza e nella speranza. Lo stato c’è e ci sarà. Non possiamo abbracciarci, ma questo è il giorno in cui dobbiamo sentirci tutti ancora più uniti. A partire da qui, da questo luogo che ricorda chi non c’è più. In questa città, come ricordava il signor sindaco, non vi è nessuno che non abbia avuto un familiare, un conoscente colpito dal virus. Cari bergamaschi avete vissuto giorni terribili in cui non vi era neanche il tempo di piangere i vostri cari, di salutarli e accompagnarli per l’ultima volta. Sono tante le immagini di questa tragedia che hanno colpito tutti nell’Italia e nel mondo, ma una su tutte è indelebile: la colonna di camion militari carichi di bare. Era la sera del 18 marzo, esattamente un anno fa. Questo bosco non racchiude solo la memoria delle tante vittime a cui va oggi il nostro pensiero commosso, questo luogo è un simbolo dell’intera Nazione e lo testimoniò già con la sua presenza alla commemorazione del 28 giugno al Cimitero Monumentale il presidente della Repubblica. Quella carezza che ricordava il signor sindaco. È anche il luogo di un impegno solenne che oggi prendiamo: siamo qui per promettere ai nostri anziani che non accadrà più che le persone fragili non vengano adeguatamente assistite e protette. Solo così rispetteremo la dignità di coloro che ci hanno lasciato. Solo così questo Bosco della Memoria sarà anche il luogo simbolo del nostro riscatto. Siamo qui per celebrare il ricordo, perché la memoria di ciò che è accaduto nella primavera dello scorso anno non si appanni. Ricordare ci aiuta a fare buone scelte per la tutela della salute pubblica e per la salvaguardia del lavoro dei cittadini. Ricordare i tanti e magnifici esempi di operatori del bene espressi nell'emergenza in questa terra ci dà la misura della sua capacità, del suo sacrificio".

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"Il Governo è impegnato a fare il maggior numero di vaccinazioni nel più breve tempo possibile: questa è la nostra priorità. La sospensione del vaccino AstraZeneca attuata lunedì con molti altri Paesi europei è stata una decisione temporanea e precauzionale. Nella giornata di oggi l'Agenzia europea dei medicinali darà il suo parere definitivo sulla vicenda. Qualunque sia la sua decisione la campagna vaccinale proseguirà con la stessa intensità, con gli stessi obiettivi. L'incremento delle forniture di alcuni vaccini aiuterà a compensare i ritardi di altre case farmaceutiche. Abbiamo già preso decisioni incisive nei confronti delle aziende che non rispettano i patti. Il rispetto che dobbiamo a chi ci ha lasciato deve darci la forza per ricostruire il mondo che essi sognavano per i propri figli e nipoti. Tutta la comunità bergamasca ha dato prova di saper reagire, di trasformare i dubbi e le difficoltà in voglia di riscatto, di rigenerazione. Il suo esempio è prezioso per tutti gli italiani, che sono certo non vedono l'ora di rialzare la testa, ripartire, liberare le loro energie, che hanno reso meraviglioso questo Paese. E io sono qui oggi per dirvi grazie e per impegnarmi insieme a tutti voi per ricostruire senza dimenticare".