I 18 mq della stanza- rifugio di una microbiologa sono il buen retiro dei sogni di ogni smartworker

Di Isabella Prisco
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Jag Studio
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From ELLE Decor

Contro ogni tipo di distrazione, la casa che ognuno di noi si meriterebbe per lavorare all'ombra del silenzio e della calma avrebbe proprio le sembianze e le caratteristiche di questo rifugio affacciato su Quito, la capitale dell'Ecuador. Il progetto è del trio di architetti di RAMA Studio e, non a caso, si chiama proprio Room in the Air - Urban Refuge. Gli autori del mini-appartamento, Carolina Rodas, Felipe Donoso, Carla Chávez, hanno saputo organizzare in un'area di 18 metri quadrati di superficie un eremo funzionale pensato appositamente per accogliere un'ospite speciale: Sara, una giovane microbiologa ecuadoriana che, studiando le dinamiche virali del Covid-19, necessitava di un luogo isolato in cui stare per non compromettere la salute dei suoi famigliari.

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Così, la particolare architettura che sorge nella corte del complesso abitativo in cui vive la famiglia di Sara, su quello che prima di diventare il suo personale laboratorio di ceramica, era quasi sicuramente un solarium, oggi è diventato uno spazio multifunzionale a lei dedicato. Tra le pareti di vetro, si intrecciano infatti zona giorno e zona notte, più un'area studio. Per i mobili sono stati scelti arredi essenziali e trasformabili, tra cui due letti, di cui uno singolo e a scomparsa, due scrivanie apri&chiudi e anche un'altalena. L'obiettivo del team di Rama Studio è stato infatti quello di realizzare una stanza-rifugio dove l'inquilino potesse svolgere tutte le attività previste in sicurezza e in ottime condizioni ambientali. Uno spazio eco-compatibile e armato attraverso un sistema costruttivo semplice, efficiente, economico e veloce che, in legno e in vetro, risultasse simile ad una grande scatola trasparente.

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Posizionato nel centro della città, il rifugio di Sara si propone quindi come un sistema costruttivo modulare a cui si accede tramite una scala indipendente. I moduli della scaffalatura, che costituiscono la struttura portante della casa, sono composti da due pilastri in legno verticali profondi 30 centimetri, separati da una serie di ripiani larghi 61. Travi dello stesso materiale e pannelli di compensato compongono poi il tetto. Se la facciata a nord, quella che guarda allo skyline urbano, è scorrevole e trasparente per sfruttare al meglio la vista e la luce pomeridiana, il pannello disposto a est e a sud è fisso e chiuso con del policarbonato bianco per restituire privacy e intimità. Accogliente ma allo stesso tempo sicuro, Cuarto en el Aire, come lo chiamano in spagnolo, ha una struttura facilmente espandibile, smontabile e trasportabile. Se poi pensiamo che è stato costruito solo in un mese sembra davvero il sogno di molti smartworker...

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