I 300 anni di storia del Caffè Florian a Venezia

Di Micol Passariello
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Photo credit: Courtesy Caffè Florian
Photo credit: Courtesy Caffè Florian

From Harper's BAZAAR

Giacomo Casanova ci corteggiava le sue dame. Carlo Goldoni era un habitué fin da bambino. Ernest Hemingway amava i suoi cocktail. Siamo a Venezia, a Piazza San Marco, al Caffè Florian. Un posto pieno di storia e fascino, aperto il 29 dicembre 1720 e diventato uno dei locali più importanti d’Italia. Ora compie 300 anni, celebrati con un francobollo commemorativo, per ricordarne la straordinaria storia.

Il caffè era stato creato da Floriano Francesconi, sotto i portici delle Procuratie Nuove, con le vetrate affacciate sulla piazza, perché ogni salotto avesse una bella vista sulla città. Il vero nome era Alla Venezia Trionfante, ma tutti lo chiamavano il Florian, dal nome del proprietario nel dialetto veneziano. All’inizio le sale erano solo due, semplici e modeste: il locale che vediamo oggi è il risultato di diversi restyling e presenta lo stile e gli arredi del 1858.

Photo credit: Archivio Caffè Florian
Photo credit: Archivio Caffè Florian

Con la sua posizione centrale, il locale era un vero successo, frequentato soprattutto dall’élite, da artisti, rivoluzionari e nobili. Nel corso dei secoli tra quei tavoli si sono seduti illustri personaggi come Silvio Pellico, Lord Byron, Ugo Foscolo, Charles Dickens, Goethe, Rousseau, Gabriele d'Annunzio. I vari ambienti sono sopravvissuti alla caduta della ''Serenissima'' e a due guerre mondiali.

Photo credit: Archivio Caffè Florian
Photo credit: Archivio Caffè Florian

Al Caffè Florian ogni sala ha una storia e l’opulenza degli ambienti viene conservata con cura. A partire dalla Sala del Senato, tutta ori, velluti porpora e specchi, considerata la più importante per il valore storico-artistico, perché qui è nata la Biennale di Venezia. Era il 1893 e l’allora sindaco Riccardo Selvatico, con un gruppo di intellettuali e artisti, propose di organizzare una prestigiosa Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea, come omaggio a Re Umberto e alla Regina Margherita: due anni dopo andava in scena la prima esposizione internazionale.

Photo credit: Courtesy Caffè Florian
Photo credit: Courtesy Caffè Florian

I toni cambiano se entriamo nella Sala Cinese, dove le atmosfere esotiche e misteriose rivestono una bomboniera in stile Pompadour: ispirata al mondo orientale, è rivestita di decorazioni sfarzose in foglia d’oro, fregi, con le pitture e i motivi ornamentali di Antonio Pascutti. Le suggestioni da Le Mille e una Notte incantano invece nella Sala Orientale, ornata con i dipinti di Giacomo Casa nella seconda metà dell’Ottocento (autore anche della decorazione delle Sale Apollinee della Fenice e degli affreschi del Teatro Verdi di Padova), che ritraevano donne sensuali, vestite di abiti velati e trasparenze.

Photo credit: Courtesy Caffè Florian
Photo credit: Courtesy Caffè Florian

È dedicata ai dieci personaggi che hanno fatto la storia di Venezia la Sala degli Uomini Illustri, dipinta da Giulio Carlini con tanti ritratti racchiusi in medaglioni dorati, da Marco Polo a Tiziano, da Paolo Sarpi al Palladio. La punta di diamante è il soffitto, che ritrae una “Venezia Trionfante”, omaggio alla prima insegna del Florian.

Photo credit: Archivio Caffè Florian
Photo credit: Archivio Caffè Florian

Oro, giochi di specchi, motivi floreali e decori unici, accolgono nella Sala delle Stagioni, ristrutturata a metà Ottocento dal grande architetto d’interni e maestro dell’Accademia di Belle Arti, Lodovico Cadorin. L’emblema della sala sono le donne dipinte per raffigurare la bellezza delle quattro stagioni.

Photo credit: MARC DE TOLLENAERE
Photo credit: MARC DE TOLLENAERE

Quindi la Sala Liberty, creata nel 1920 per il bicentenario del Caffè, accoglie nel suo ambiente raffinato con gli specchi dipinti a mano, i tavoli dalla crociera in rame, il parquet intarsiato di legni preziosi, il soffitto a volta e le applique in vetro di Murano. È la sala più intima del Florian, con un’atmosfera armoniosa e defilata. Oggi il più antico Caffè italiano in attività resta una magnifica testimonianza di caffè concerto, dove rivivere tutta l’allure di una Venezia d’altri tempi.