A 4 giorni dalla morte del principe Filippo, la regina Elisabetta si rimette già al lavoro

Di Elena Fausta Gadeschi
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Photo credit: Chris Jackson - Getty Images
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Due anni per Vittoria, appena quattro giorni per Elisabetta. Confrontare il periodo di lutto delle due sovrane più longeve della storia della monarchia britannica è d'obbligo per definire i tratti del carattere di Her Majesty, rimasta vedova venerdì scorso dopo 73 anni di matrimonio. Solo la morte di uno dei coniugi avrebbe potuto porre fine a un'unione così duratura, sopravvissuta al bello e al cattivo tempo della famiglia reale, che negli ultimi decenni non ha mai smesso di far parlare di sé tra divorzi, scandali, lutti e fuoriuscitismi; e così è stato. Eppure ci saremmo aspettati che il tempo del dolore e del ritiro privato in famiglia sarebbe durato di più di una manciata di giorni per la sovrana, che il giorno stesso del trapasso del marito si è fatta carico di una serie di incombenze di ordine pratico, tra cui stabilire il periodo di lutto per la Royal Family, fissato entro il termine di 14 giorni.

Photo credit: Max Mumby/Indigo - Getty Images
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Se era già data per certa la presenza di Elisabetta alla Cerimonia di apertura delle Houses of Parliament, fissata per il prossimo 11 maggio, pochi si sarebbero aspettati di vederla presenziare, a quattro giorni dalla morte del marito, all'evento tenutosi martedì 13 aprile al Castello di Windsor, organizzato per il ritiro di William Peel, uno dei più stretti collaboratori della Casa Reale. Dopo 14 anni di onorato servizio in qualità di Lord Ciambellano e organizzatore di tutti le cerimonie reali degli ultimi tre lustri, il conte, che è anche uno dei più alti consiglieri della regina, si è ritirato in pensione. E la sovrana, come attestato di stima, oltre che per il suo incrollabile senso del dovere, non ha voluto mancare all'occasione ufficiale.

Photo credit: Ben Birchall - PA Images - Getty Images
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Si può ben immaginare che, se avesse voluto, l'udienza di martedì per celebrare il ritiro dell'ex Lord Ciambellano avrebbe potuto essere rinviata fino alla fine del periodo di lutto reale, ma l'ipotesi non deve neanche essere stata presa in considerazione da Elisabetta, alla quale l'ex primo ministro Sir John Major spera che verrà dato tempo e privacy per elaborare il lutto: "So che è il monarca, so che ha delle responsabilità, ma si è guadagnata il diritto di avere un periodo di privacy in cui soffrire con la sua famiglia", ha dichiarato in un intervista alla Bbc.

Photo credit: Hulton Archive - Getty Images
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Non si può dire che Elisabetta non fosse in qualche modo preparata alla tragica evenienza di perdere il marito, dimesso poche settimane prima dall'ospedale dopo un malore, alla veneranda età di 99 anni. Una differenza non da poco rispetto alla regina Vittoria, che patì la perdita dell’amato principe Alberto morto per febbre tifoidea ad appena 42 anni nel 1861. Inconsolabile nel suo dolore, per due anni si rifiutò di farsi vedere in pubblico, mettendo a rischio la stabilità della stessa monarchia e chiudendosi nella solitudine di Osborne House, la casa che aveva acquistato per lei proprio Alberto sull’isola di Wight dove morrà nel 1901, esattamente 120 anni fa. Di anni ne passarono addirittura cinque prima che Vittoria si decise a salire in carrozza con la corona – un nuovo leggero diadema esplicitamente voluto dalla sovrana – per inaugurare il Parlamento. Tutt'altro carattere rispetto alla trisnipote Elisabetta, che sabato alle 15 nella St George Chapel del castello di Windsor presenzierà al funerali di Filippo in forma privata, insieme a un ristretto gruppo di parenti. Uniti, ma distanti come richiesto dalle norme anti-Covid. Anche su questo la regina non transige.