5 domande e 5 risposte che risolvono il dilemma depilazione laser versus luce pulsata

Di Francesca Scrimizzi
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Photo credit: Getty Images
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From Cosmopolitan

Quando si parla di peli sul corpo non esistono vie di mezzo: c'è chi è a proprio agio e chi invece desidera rimuoverli in modo permanente, cercando di carpire più info possibili prima di prenotare pacchetti di sedute dall'estetista. E se siamo tutte d'accordo su ceretta brasiliana, rasoio, creme e ci sentiamo sicure di noi nel descrivere la differenza tra cera a caldo e strisce depilatorie, non è sempre semplice delineare il confine tra luce pulsata e laser. Questi sono infatti metodi che spesso vengono confusi o addirittura utilizzati come sinonimo e per togliere ogni dubbio e fare chiarezza, abbiamo fatto 5 domande mirate su luce pulsata e depilazione al dottor Fabrizio Presta, dermatologo di MioDottore, che ci ha raccontato il funzionamento di queste tecniche, a chi sono consigliate, le zone su cui agire, la durata delle sedute e quella dei trattamenti nel tempo. Qual è quindi il miglior metodo di depilazione, laser o luce pulsata? 👇👇👇

Come funziona nello specifico la luce pulsata?

La luce pulsata è una tecnologia che emette fasci di luce ad alta energia in grado di riscaldare e bruciare selettivamente il pelo e le sue cellule staminali, bloccandone quindi la ricrescita per lungo tempo. Nello specifico la luce pulsata, o IPL (Intense Pulsed Light), emette un insieme di fasci di luce composti da un ampio spettro di lunghezze d’onda che per lo più fanno parte della radiazione elettromagnetica del visibile e infrarosso.

A chi viene consigliato questo metodo di epilazione? Per quali pelli è invece sconsigliato?

È consigliato a chiunque soffra di una ipertricosi con un pelo scuro o moderatamente scuro e quindi un aumentato accrescimento pilifero in zone già normalmente ricoperte da peli. Non funziona sui peli bianchi. È possibile su tutti i tipi di pelle, ma preferibilmente si esegue su pelli chiare e non abbronzate, perché sulle pelli più scure o abbronzate ci sono maggiori rischi di ustioni nel corso della seduta. Esistono però condizioni in cui la pelle è più sensibile alla luce, cioè si può scottare più facilmente, e in questi casi è sconsigliato il trattamento, come per esempio in corso di terapie con antibiotici, derivati della Vitamina A, o con altri particolari farmaci detti fotosensibilizzanti. É sconsigliata l’esposizione a questi raggi inoltre se il paziente soffre di malattie autoimmunitarie o di vitiligine, psoriasi, lichen, cioè malattie della pelle che potrebbero riacutizzarsi a causa del trauma di queste radiazioni.

Photo credit: peakSTOCK - Getty Images
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Su quali zone è bene agire e quali è meglio evitare?

Bisogna evitare zone irritate con dermatiti o infezioni in atto: per esempio in corso di riacutizzazione dell’herpes simplex delle labbra bisogna evitare un trattamento con luce pulsata o laser in quell’area, perché l’herpes potrebbe diffondersi sulle zone trattate. È importante specificare che non ci sono rischi di tipo oncologico o di effetti collaterali se si tratta la regione mammaria, questi raggi della luce pulsata, così come quelli del LASER non sono ionizzanti come i raggi X, quindi non sono in grado di determinare un danno del DNA che può causare un tumore. Si sconsiglia comunque di utilizzare queste fonti di luci sopra i nei, perché si possono modificare e alterare anche in maniera permanente. Allo stesso modo vanno evitati o coperti bene i tatuaggi, perché se colpiti potrebbero favorire un’ustione e una rimozione del tatuaggio. Questo perché le aree più pigmentate sono più sensibili ai raggi per l’epilazione e quindi a rischio maggiore di scottature: oltre ai nei e ai tatuaggi bisogna avere speciale premura anche per aree come il capezzolo, a volte i genitali o in presenza di macchie solari o melasma.

Quanto dura ogni seduta? Quanto durano gli effetti?

Sulla durata della seduta con luce pulsata influisce l’esperienza dell’operatore che esegue il trattamento, la qualità della macchina, il diametro del raggio laser, detto spot, che nel caso delle luci pulsate sono generalmente più larghi di quelli dei laser, per questo motivo le sedute possono durare meno, ma sempre dai 5 ai 30 minuti per singola area che si vuole trattare. Le aree possono essere divise così: volto, spalle, ascelle, braccia, tronco anteriore, tronco posteriore, inguine, cosce e gambe. Servono certamente più sedute rispetto al laser e la durata degli effetti dipende da tanti fattori, come l’esperienza dell’operatore e se si tratta di una luce pulsata medicale o destinata all’uso dell’estetista, oppure ancora se è un’apparecchiatura che si può comprare per uso domiciliare. Bisogna essere a conoscenza che sia le strumentazioni presenti nei centri estetici, che in particolare quelle domiciliari, dovrebbero essere depotenziate e spesso non sono in grado di dare un’epilazione medica persistente, ma solo temporanea, definita come un ritardo nella crescita dei peli, usualmente fra 1 e 3 mesi.

In generale, quali sono i pro e i contro della luce pulsata?

I pro sono le tariffe più basse, la durata delle singole sedute e un dolore momentaneo percepito scarso o moderato. I contro sono ovviamente l’efficacia inferiore al laser, quindi un numero maggiore di sedute per un risultato soddisfacente e anche più sedute di mantenimento. C’è inoltre un’enorme differenza tra luci pulsate medicali o no. Ma dato che neanche i migliori laser medicali possono promettere a tutti la scomparsa del 100% dei peli a vita e che per mantenere il risultato finale è a volte comunque necessario qualche richiamo annuale, l’idea di un trattamento seppur parziale presso un centro estetico di fiducia, ma facilmente affrontabile economicamente, sia nella fase iniziale che in quella di mantenimento, può decisamente essere la soluzione preferibile per molte persone.

Depilazione a laser, come funziona, quanto dura e controindicazioni

Come funziona nello specifico la tecnologia LASER e su cosa agisce?

I laser sono delle tecnologie complesse che emettono fasci di luce in grado di riscaldare e bruciare selettivamente il pelo e le sue cellule staminali, bloccando la ricrescita del pelo per lungo tempo. Nello specifico il LASER (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation) emette un fascio di luce di una sola lunghezza d’onda, questo potrebbe sembrare una limitante e invece ci permette di concentrare l’energia lì dove ci interessa. Nel caso dell’epilazione non servono tutte le lunghezze d’onda contenute nel raggio della luce pulsata, in realtà ne basta una. Utilizzando solo i raggi laser specifici per i peli, e quindi concentrando l’energia in maniera sicura, possiamo avere più efficacia nel nostro trattamento e quindi possiamo riuscire a raggiungere il risultato desiderato in un numero inferiore di sedute e riuscire a mantenerlo più a lungo. I principali laser che vengono utilizzati sono tre, ciascuno ha una propria lunghezza d’onda: il Nd-YAG (1064 nm), Alexandrite (755 nm), il Diodo (808-810 nm). Di questi solo il Diodo é presente anche nei centri estetici, ma dovrebbe essere depotenziato per essere utilizzato da personale non medico al di fuori di un ambulatorio.

Photo credit: CasarsaGuru - Getty Images
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A chi viene consigliato questo metodo di epilazione? Per quali pelli è invece sconsigliato?

A chiunque voglia ridurre nel modo più sicuro ed efficace il diametro e il numero dei propri peli e soprattutto a chi ha condizioni più difficili da trattare come le forme più gravi di ipertricosi o anche d’irsutismo, cioè un aumento di peli in aree androgeno-sensibili, a volte per la presenza di condizioni mediche riconosciute come l’iperandrogenismo o l’ovaio policistico. Nello specifico il Diodo (808-810 nm), che é il più utilizzato al mondo, è consigliato per i peli scuri e spessi ed è sicuro anche nelle pelli scure, il Nd-YAG (1064 nm) è leggermente meno efficace degli altri due, ma più sicuro in particolare nelle pelli più scure, infine l’Alexandrite (755 nm) è il più efficace sia per i peli scuri, anche sottili, che per quelli più chiari (ma non bianchi), ma il più rischioso nelle pelli scure. Ultimamente sono nati dei nuovi laser che associano due di queste lunghezze d’onda e riescono eccezionalmente a beneficiare dei punti forza di entrambe e ridurre i rischi e i limiti delle lunghezze singole.

Su quali zone è bene agire e quali è meglio evitare?

Le stesse della luce pulsata, con la differenza che in questo caso abbiamo lunghezze d’onda più sicure per le pelli più scure o più abbronzate.

Quanto dura ogni seduta? Quanto durano gli effetti?

La durata di ogni seduta dipende dal tipo di laser, dalla dimensione del suo spot, e ovviamente dall’estensione della superficie cutanea da trattare: quindi può durare da qualche minuto per un labbro fino a 30-45 minuti solo per gli arti inferiori. In condizioni di semplice ipertricosi dopo 6 sedute nelle pelli chiare e 8 nelle pelli scure si può avere dal 50 al 90% di riduzione dei peli e gli effetti durano almeno 6 mesi. Successivamente si può avere una graduale ricrescita in alcune aree anatomiche particolarmente sollecitate dagli ormoni, magari non completa, ma rilevante. Per questo si consiglia un mantenimento e perfezionamento dei risultati, di norma con 1-2 sedute all’anno o addirittura meno.

In generale, i pro e i contro

I pro del laser sono il minor numero di sedute e la massima efficacia. I contro sono che causano un dolore moderato nel corso della seduta, e soprattutto le tariffe, che sono nettamente più alte, in particolare modo se eseguite con laser medicali da medici esperti in trattamenti laser.