6 cose praticissime da fare per essere più creativi

Di Claudia Santini
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Photo credit: Courtesy of Unsplash - The Creative Exchange
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Vi siete mai sentiti bloccati, come se foste di fronte a un impasse emotiva e incapaci di proiettarvi nel futuro? O vi siete mai visti come scrittori di fronte a un foglio bianco, con quella prima riga che proprio non vuole fare capolino? Il mantenersi originali è fondamentale tanto per l'innovazione nel mondo lavorativo quanto nella nostra crescita personale. Ça va sans dire, per assicurarci che la nostra creatività sia in costante movimento, dobbiamo metterci in testa che è necessario molto sforzo da parte nostra: dobbiamo esseri pronti a uscire dalla nostra comfort zone e buttarci nel vuoto di ciò che ci è sconosciuto. Ma come possiamo imparare a mantenere la macchina della creatività in movimento - in altre parole: come possiamo imparare a sognare? Secondo Fast Company sembra che, se non abbiamo avuto la fortuna di nascere con una predisposizione naturale alla creatività, possiamo esercitarci all’immaginazione con 6 esercizi. Creativi si nasce, ma si può anche diventare!

Pensare in metafore

Affrontare i problemi attraverso metafore richiede uno spostamento di prospettiva dalla concretezza all'astrazione: è questo il primo passo fondamentale per liberare la nostra creatività. Se per un concreto un fiore rimarrà sempre e solo un fiore, per una mente metaforica il fiore potrà ricordare il sorriso di un bambino, la bellezza delle guance di una ragazza o una mattina d'estate. Se dobbiamo inventare un nome per una pasticceria, possiamo rimanere concreti con un classico "Negozio di dolciumi" o pensare ad associazioni: se lo chiamiamo "La fabbrica di cioccolato", andremo a stimolare il ricordo del film "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato". I nostri avventori non solo ricorderanno il nome della nostra pasticceria, ma la assoceranno a un ricordo dolce - che si tratti dell'infanzia dei Millenials quando, il giorno di Pasqua, la tv proponeva lo storico film con Gene Wilder, o della sua più recente versione del 2005 con Johnny Depp.

Pensare in immagini

Vedere il mondo attraverso immagini è una prospettiva comune al 60-65% della popolazione. Più comune di quanto si pensi quindi, il visual thinker è colui che visualizza i problemi come immagini - pensate che addirittura Einstein lo preferiva al pensiero letterale e concreto, in quanto gli permetteva di sviscerare i problemi più complessi fino alla loro essenza semplice. Un'organizzazione nonprofit Olandese, la "Maria J. Krabbe Stichting Beelddenken" ha sviluppato persino un test, lo "Ojemann wereldspel" ("il gioco del mondo") per identificare fin da piccoli i bambini che si basano principalmente sul pensiero visivo-spaziale: in questo test viene chiesto ai bambini di costruire un villaggio con case giocattolo, replicandolo qualche giorno dopo.

Photo credit: Courtesy of Unsplash - Kelly Sikkema
Photo credit: Courtesy of Unsplash - Kelly Sikkema

Rubare da altre sfere

Secondo George Bernard Shaw, "l'imitazione non è solo la più sincera forma di adulazione, ma il più onesto modo per imparare". Anche se rubare da altre sfere non fa di per sé pensare a un processo creativo, ci vuole pur sempre un salto mentale per poter adattare un'idea da un campo a un altro. Pensiamo a Yves Saint Laurent che, nel 1965, ha letteralmente copiato i motivi dei quadri di Piet Mondrian e li ha resi un'altra opera d'arte - la collezione Mondrian, con le sue linee geometriche dal linguaggio modernista tipico del movimento De Stijl, è addirittura celebrata nel mondo dell'arte ed esposta nei musei di tutto il mondo, tra cui il Rijksmuseum di Amsterdam e il Metropolitan Museum di New York.

Creare connessioni improbabili

Cos’è un blind date, se non una connessione improbabile tra due sconosciuti? Applichiamo questo principio al processo creativo, cercando di trovare un punto di unione tra due elementi disconnessi tra loro. Chi avrebbe mai pensato di unire uno spettacolo di Broadway al circo? Il Cirque du soleil non è altro che questo: la sua originalità nasce dal fatto che nessuno, ma proprio nessuno, si sarebbe mai sognato di associare questi due elementi insieme. Alzi la mano chi non pagherebbe oro adesso per vedere uno dei loro sofisticati spettacoli circensi!

Photo credit: Courtesy of Unsplash - Anthony Ievlev
Photo credit: Courtesy of Unsplash - Anthony Ievlev

Invertire la polarità

Sei un genitore e non puoi proprio sopportare quando, dopo una sessione di gioco, il tuo salotto sembra un campo di battaglia? Prova a invertire la polarità! Inizia con il fare una lista di supposizioni, come:

  1. I bambini non amano riordinare

  2. I bambini litigherebbero: non sia mai che uno sistemi anche i giochi dell'altro

  3. Sarò io a dover riordinare e sono stanca!

Ora rovesciamo questi presupposti:

  1. I bambini amano riordinare

  2. I bambini non litigherebbero ma si divertirebbero a riordinare, immaginando i giochi dell'altro come i propri

  3. Saranno i bambini a riordinare, non io: stanchezza evitata!

Cosa ci vorrebbe affinché questa seconda lista di affermazioni diventi realtà? Essere creativi ci viene in aiuto: potremmo magari trasformare il riordinare in un gioco, coinvolgendo entrambi i bambini e facendo arrivare a loro il messaggio che riordinare è divertente!

Trovare il paradosso

Se riusciamo a trovare la contraddizione alla base di un problema, siamo già sulla strada per poterlo risolvere. I fratelli Adi e Rudi Dassler crearono la loro prima bottega di scarpe da corsa perché il mercato ne era sprovvisto: non ne potevano proprio più di correre tra i campi del loro paesino bavarese di Herzogenaurach con delle scarpe rigide e scomode. Fu così che progettarono i primi prototipi di scarpe da corsa leggere e che si adattano al piede. Dalle prime scarpe create insieme nel 1924 al successo: sono infatti loro a fondare, rispettivamente, la Adidas e la Puma nel 1947.

Se l'epoca moderna ci porta a pensare che tutto sia a portata di mano, dobbiamo tenere bene a mente che siamo in un periodo di continua esplosione creativa: fare nostra l'immaginazione, separandoci dalla più banale logica lineare, ci renderà originali - in quanto creativi, siamo potenzialmente degli asset indispensabili tanto nel lavoro quanto nella vita privata!