80 anni di Alighiero e Boetti, sciamano e showman

Di Alessia Musillo
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Photo credit: Courtesy Sky Arte
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Dal 1971 in poi, Alighiero Boetti iniziò a firmarsi con il nome Alighiero e Boetti - proprio come se a lui appartenessero due anime. Del resto, l'artista visivo che il 16 dicembre avrebbe spento 80 candeline - si sa -, aveva una doppia coscienza specchiante fatta di congiunzioni "e": "uomo e artista, sud e nord, ordine e disordine, necessità e caso, spirito e materia". L'artista ci ha lasciato in eredità concetti e parole, opere d'arte pronte a raccontare di una duplicità martellante non solo protagonista della sua sperimentazione artistica ma anche della sua vita privata. E fu da un viaggio in Afghanistan che, nel 1971, rimase affascinato dall’antica arte del ricamo a filo di lino. Così, oggi, possiamo tirare le fila (quasi letteralmente) del suo pensiero con gli occhi spalancati sui suoi Arazzi - le opere attraverso le quali si è reso celebre in tutto il mondo. Certo non è possibile parlare di lui senza nominare il sodalizio culturale alla volta dell'Arte Povera, una stretta di mano artistica con gli altri fondatori: Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio, ma, di quel movimento, non ne fece parte a lungo.

Sebbene sia uno degli artisti più eclettici del Novecento, c'è ancora molto da scoprire su Boetti. E tutta la dualità della sua produzione sta dentro al nuovo documentario di Sky Arte, Alighiero e Boetti. Sciamano e Showman, in pronta visione il 16 dicembre. Al di là del richiamo al libro Shaman showman Alighiero e Boetti di Annemarie Sauzeau (Sassella editore, Roma, 2006), per celebrare gli 80 anni dell'artista visivo e non solo, il colosso del piccolo schermo lancia un docu-film con la testimonianze e il ricordo della famiglia, i figli Agata e Matteo e la moglie Caterina Raganelli Boetti, e degli amici, storici dell'arte: Salman Alì, Stefano Arienti, Stefano Bartezzaghi, Alessandra Bonomo, Giorgio Colombo, Flavio Favelli, Tommaso Pincio, Sissi, Angela Vettese.

Dal grande fermento culturale degli Anni Settanta, sfondo acceso della vita privata di Boetti, alla nascita dell'Arte Povera fino ad arrivare al successo conclamato negli Anni Ottanta e Novanta, il film spazia le vicende storico-culturali e l'intimità dell'artista delle Mappe (ovvero, gli arazzi-planisfero colorati a registro dei mutamenti politici del mondo). Dalle 10 alle 18, il documentario sarà disponibile in anteprima in museovisione: sui siti Web di alcuni dei più importanti musei d'arte contemporanea d'Italia. Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli – Torino; Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato; GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo; Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli; MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna; MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma sono le istituzioni culturali che celebreranno il compleanno di Boetti in contemporanea - come se si tendessero la mano, insieme, per omaggiare l'artista.

Oltre alle già citate Mappe, quando si parla di Boetti è doveroso nominare i suoi Lavori Postali opere che si permettono di rivelare la segreta bellezza dei fogli contenuti nelle buste, insieme alla fascinazione della geografia dei francobolli; ma anche gli esercizi su carta quadrettata - eredità di uno studio basato sulla musica e sulla matematica -, che costituiscono un ricordo solido di un momento in cui mise via l'arte povera e ripartì da matita e foglio. Tutti i suoi lavori si intrecciano lungo il filo del "tempo", il tema unificante della produzione artistica boettiana. Il tempo, che scorre fluidamente, ci porta oggi ad alzare un calice per gli ottant'anni del torinese visionario. Come se gli anni non fossero mai del tutto passati, ripensare alla sua frase Da figura a veritas, e incontrarla al Museo del Novecento di Milano, significa che oggi celebriamo ottant'anni e domani cento - perché la sua arte è un filo che lo rende un'artista senza tempo.