9 film che dimostrano che in effetti andare al cinema è mega pericoloso

Di Stanlio Kubrick
·8 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy of New Line Cinema
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From Esquire

È da mesi ormai che l’intero comparto culturale in Italia sta provando a mettere in guardia il governo e l’utenza. “Non chiudeteci” dicono teatri e cinema. “Siamo rifugi sicuri! Abbiamo speso un sacco di soldi e tempo per adeguare le nostre attività alle nuove normative sanitarie e oggi i teatri e le sale cinematografiche sono tra i luoghi pubblici più controllati del Paese!”. E in effetti i dati dell’AGIS dicono che da giugno a ottobre c’è stato esattamente un caso di contagio tra cinema e teatro, e nell’impossibilità di verificare questi dati con altre fonti dobbiamo credere alla loro affidabilità (dei dati e dell’AGIS), e concludere dunque che è vero, cinema e teatri non sono tra le prime attività da chiudere se si vogliono applicare nuove restrizioni sanitarie, ma anzi dovrebbero stare molto in basso nella lista e l’attenzione spostata su altri contesti ben più pericolosi.

Photo credit: Courtesy of Magnet Releasing
Photo credit: Courtesy of Magnet Releasing

È proprio sulla base di tutti questi ragionamenti che l’altro giorno il pres del cons Giuseppe Conte ha firmato un nuovo DPCM che, tra le altre cose, chiude cinema e teatri fino a nuovo ordine, o a nuovo decreto.

(altre fonti sostengono che dietro l’inclusione di queste attività nel DPCM ci sia l’ingerenza degli stessi esercenti, in particolare quelli più grossi e che gestiscono le multisala, che preferirebbero i sussidi statali al restare aperti con tutte le precauzioni del caso. Sto dicendo che la situazione è complessa)

La decisione ha ovviamente fatto infuriare l’AGIS, chiunque gestisca un cinema o un teatro o ci lavori, e più in generale tutta quella fetta di popolazione italiana che dà ancora un valore all’esperienza della sala, sia quella con la gente che recita sia quella con il proiettore che proietta la gente che recita. Le critiche rivolte all’esecutivo sono in massima parte condivisibili, ma ahimè non tengono conto di un dettaglio che, a discolpa di chi protesta, non è stato reso noto dal CTS ed è rimasto nascosto in cartellette segrete custodite a doppia mandata nel cassetto della scrivania di Rocco Casalino.

Questo dettaglio è che il covid non è la vera ragione dietro le chiusure.

Photo credit: Mondadori Portfolio - Getty Images
Photo credit: Mondadori Portfolio - Getty Images

Essendo venuto in possesso di quei documenti, un’impresa che da sola richiederebbe un pezzo a parte o che magari un giorno racconterò in un libro, posso finalmente svelarvi il perché della chiusura imposta a cinema e teatri contro ogni evidenza scientifica (anche collaterale, pensate per esempio al problema dei trasporti pubblici: al multisala 4K superpiù ci si va in macchina, mica in autobus).

Vedete, è successo che Dario Franceschini, ministro di qualcosa, ha deciso qualche giorno fa, in vista della possibilità di dover prendere una decisione relativa a c&t, di compiere un gesto per lui inusuale: è andato effettivamente prima al cinema e poi al teatro, per capire che forma hanno e come funzionano queste cose che gli hanno detto che dovrebbe difendere e sostenere con il suo lavoro. E lì, nel buio turgido di attese di una sala cinematografica di periferia, pensate che roba, ha visto dei film!

Photo credit: Courtesy of Cristaldi Films
Photo credit: Courtesy of Cristaldi Films

Non gli capitava dal 1984, e Franceschini ha visto cose; l’esperienza l’ha profondamente turbato e cambiato, tanto che appena tornato in ufficio ha chiamato il signor Carlo “Testing” Serbelloni (CTS per gli amici), e l’ha incaricato di organizzare uno studio sui veri pericoli del mandare la gente al cinema o in teatro.

Qui sotto, in esclusiva per voi, ci sono i film scoperti dal team Franceschini/CTS e che sono stati indicati come “credibile pericolo per la salute e l’ordine pubblici”, e considerati motivo sufficiente per chiudere le sale di ogni tipo.

Il seme della follia

Documentario di John Carpenter già utilizzato in primavera per giustificare la chiusura delle librerie, Il seme della follia parla del mondo che impazzisce e di un tizio che vede questa roba succedergli davanti e non sapendo come reagire impazzisce anche lui. John Trent, magnificamente interpretato dal rappresentante ufficiale degli anni Novanta Sam Neill, vaga per mezza America nel corso del film, e vede cose che farebbero perdere la testa anche a Maria Antonietta post-16 ottobre 1793. Eppure dov’è che il nostro eroe abbandona definitivamente la sanità mentale e smarrisce la proverbiale brocca? Esatto, in una sala cinematografica: se fosse rimasto a casa il mondo probabilmente non sarebbe finito (non spiegate a Franceschini che non è ancora finito perché se no lo mandate in confusione).

Photo credit: Paramount
Photo credit: Paramount

Blob – Il fluido che uccide

E dove uccide questo fluido? In una chiesa? In un centro commerciale? In un’altra attività essenziale? No! Il luogo dove il fluido mantiene la promessa del titolo e uccide è proprio un cinema, dove peraltro si sta svolgendo una proiezione di mezzanotte (quindi dopo il coprifuoco) di Dementia, un film contro il patriarcato (quindi contrario al clima culturale imperante nel Paese) travestito da horror psicologico che corrompe le giovani menti e perverte i giovani cuori. Blob, film-verità se ce n’è mai stato uno, spiega forse meglio di qualunque altro della lista perché non è una buona idea tenere aperti i cinema.

Messiah of Evil

Dimenticato horror degli anni Settanta, è stato inserito nella lista apparentemente in virtù di una scena nella quale una delle protagoniste entra in un cinema e viene divorata da un gruppo di vampiri non socialmente distanziati. In realtà il vero motivo della sua presenza è che è stato scritto e diretto da Willard Huyck e Gloria Katz, il team produttivo dietro Indiana Jones e il tempio maledetto e American Graffiti e soprattutto la coppia che ha scritto e diretto Howard il papero, uno dei film preferiti del ministro Franceschini che ha una divorante passione per Lea Thompson.

Photo credit: Courtesy of Orion Pictures
Photo credit: Courtesy of Orion Pictures

The Town That Dreaded Sundown

Già l’originale del 1976, un film-verità sui pericoli dell’assenza di distanziamento sociale nella piccola città di Texarkana, è tenuto da marzo in grande considerazione dalle forze dell’ordine italiane in quanto dimostrazione della necessità di un coprifuoco. Il suo meta-remale del 2014, però, ha sconvolto CTS al punto da spingerlo a etichettare i fatti in esso narrati come “il pericolo più grande per la tenuta del Paese dai tempi del covid-19”. Il film si apre infatti con un gruppo di persone che vanno al cinema a vedere l’originale, e questo fa sì che il cattivissimo Fantasma di Texarkana torni in azione e le ammazzi una dopo l’altra. Ora immaginatevi il governo che non chiude i cinema e il Paese che si popola del Fantasma di Abbiategrasso, il Fantasma di Camaldoli, il Fantasma di Oliena... questo è il futuro che ha visto Franceschini, e che vuole misericordiosamente evitarci.

Vanishing on 7th Street

Il documentario che più di tutti ha messo in crisi l’intero CTS (cioè il già citato Carlo e la sua collega Cornelia “Tracing” Saffioti). Da un lato è vero che racconta di un tizio che non solo va al cinema, ma addirittura ci lavora!, e mentre sta facendo le sue cose del lavoro il resto dell’umanità scompare quasi interamente, che è un risultato che il governo ha dichiarato più volte di voler evitare. Dall’altro è anche vero che un pianeta spopolato è la soluzione migliore a qualsiasi problema di distanziamento sociale. A convincere infine per l’inclusione è la considerazione che i sopravvissuti nel film sono otto, e dunque più dei sei consentiti dal DPCM.

Photo credit: Courtesy of DAC Film
Photo credit: Courtesy of DAC Film

Demoni

È un film che si chiama Demoni, e i demoni non sono mai una bella cosa. È un film che si svolge in gran parte in un cinema dove succedono cose brutte, e le cose brutte non sono mai una bella cosa: se il cinema fosse stato chiuso non sarebbe mai successe. È pure un film sulle mascherine e l’uso delle stesse, ma che lancia un messaggio contrario a quello del governo: chi le usa diventa cattivo! Riuscite a immaginare i disordini sociali che si solleverebbero se cominciassimo ad andare in massa al cinema e a indossare maschere che ci trasformano in creature diaboliche?

Deliria

“Il mondo dello spettacolo vuole lavorare!” dice il mondo dello spettacolo. “Ah bene, così poi fate come la troupe del film di Michele Soavi che in seguito all’infortunio della protagonista la porta a curare nel più vicino manicomio dove vive un serial killer, eh?” risponde Dario Franceschini, sventolando soddisfatto l’ingiunzione di chiusura di tutti i teatri fino a nuovo ordine.

Photo credit: Warner Bros.
Photo credit: Warner Bros.

Il fantasma dell'opera

“Vogliamo andare all’opera!” dicono i melomani. “Ah bene, così poi c’è il fantasma con la faccia di Gerard Butler e ci costringete pure a sorbirci la musica di Andrew Lloyd Webber, eh?” risponde Dario Franceschini, sventolando soddisfatto la legge che abolisce i musical di Andrew Lloyd Webber.

Popcorn

Guardatelo, è fantastico, c’è Dee Wallace la mamma di E.T. (cioè non dell’alieno, del bambino protagonista del film E.T., e non nella realtà, nella finzione) ed è un meta-horror postmoderno tra violenza e commedia del 1991, con una ventina d’anni d’anticipo sull’esplosione dei meta-horror postmoderni. E sì, si svolge in un cinema ed è pieno di morte, ma non era incluso nella lista del CTS, ce l’ho aggiunto io per consigliarvi un bel film.

Tanto cos’altro avete da fare la sera?

Photo credit: Courtesy of Studio Three Film Corporation
Photo credit: Courtesy of Studio Three Film Corporation