Abbiamo scoperto le buone abitudini alimentari della nazionale di basket femminile (tutte da copiare)

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Cosa significa per un’atleta della nazionale italiana stare bene con se stessa? Equilibrare allenamenti, alimentazione, gioco di squadra, tutto per perseguire una passione precisa: quella per il basket. La nazionale femminile di basket, fondata nel 1930 e sponsorizzata oggi Barilla, sta affrontando un percorso di rinascita. Quest'anno sono state protagoniste FIBA EuroBasket Women 2021 arrivando allo spareggio per i quarti di finale ma le talentuose giocatrici della nostra nazionale non hanno intenzione di arrestare la loro crescita: con il prestigio delle atlete che diventa sempre più riconosciuto, ispirando una platea di donne sempre più ampia. Unica nota dolente in questo quadretto che sa di futuro scoppiettante? Il basket femminile non ha ancora sfondato il tetto di cristallo del professionismo (da cui è escluso anche il calcio, ndr) e di cui a oggi l’unico sport femminile riconosciuto è il golf.

Parte della squadra nazionale di pallacanestro sono alcune giovanissime e promettenti cestiste come: Cecilia Zandalasini, giocatrice del Virtus Bologna (già vincitrice del titolo WNBA con le Minnesota Lynx) classe 1996 e Ala della nazionale; Martina Bestagno, Centrale della nazionale, nata nel 1990 e atleta del Reyer Venezia; Sabrina Cinili, Ala della nazionale nata nel 1989 e cestitsta del Famila Schio; Elisa Penna, classe 1995 e giocatrice del Reyer Venezia che nella nazionale ha ruolo di Ala. A queste atlete abbiamo chiesto i segreti del loro equilibrio, alimentare e non, dallo stile di vita alle abitudini sul campo.

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Parlando dei segreti del mestiere: ci sono regole da rispettare, dai riti scaramantici alla dieta alimentare?

Cecilia Zandalasini: Ci sono sicuramente tante regole, io l’ho capito con gli anni e credo di essere arrivata oggi alla consapevolezza dell’importanza delle piccole cose, come ad esempio gli equilibri da mantenere: dormire il più possibile, riposarsi, mangiare bene, tenere molta cura del proprio corpo. Negli anni di carriera l’ho imparato pian piano, non è qualcosa che arriva subito ma si sviluppa lentamente: è essenziale essere sempre pronti, sempre sani e al 100% dell’energia per poi riuscire a giocare bene, allenarsi per migliorarsi.

Martina Bestagno: Io sono una persona molto abitudinaria, la mia routine mi dà il ritmo giusto! In generale cerco di dormire almeno 8 ore e prima delle partite un bel piatto di pasta integrale con tanto parmigiano.

A proposito: quanto conta l’alimentazione per un’atleta? Qual è il piatto a cui non rinunceresti mai?

Elisa Penna: Mangiare bene è fondamentale! Per me personalmente, col tempo e ascoltando il mio corpo, ho capito quanto il mangiare bene e sano, e il cosa mangiare, siano importantissimi per un'atleta. Fosse per me, non rinuncerei a niente. Amo mangiare! Ma se devo scegliere, non rinuncerei mai ad un bel piatto di pasta ben condito. Adoro la pasta al ragù, tagliatelle o una pasta corta come i maccheroni.

Sabrina Cinili: L’alimentazione è importante tanto quanto il carburante per una macchina. Siamo quello che mangiamo, la forza la prendiamo da lì, ma anche la concentrazione la resistenza, e tante altre cose. Il mio piatto preferito sono le melanzane alla parmigiana della mamma, che per quelle due tre volte l’anno che torno a casa lei mi fa trovare sempre pronte sul tavolo.

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Il piatto del cuore che condividi con qualcuno che ami?

C.Z. Nella mia famiglia, specialmente nei weekend, il momento della tavola è sempre stato importante, ho ricordi fin da bambina di mattine in cui ci si svegliava presto, si sceglieva insieme cosa mangiare, si usciva a far spesa e al rientro si preparava tutti insieme o comunque ci si dava sempre una mano. Ho dei bellissimi ricordi dei miei pasti in famiglia, sono dell’idea che il pasto unisce e riunisce, che è bello sedersi a tavola e condividere, specialmente davanti a un buon piatto di pasta che diventa messaggero di emozioni.

E.P. Mi capita di cucinare per chi amo e credo che attraverso il cibo si possano trasmettere emozioni, come in amore. Personalmente, cucino meglio per una persona a me cara che per me stessa. Ci metto più attenzione e voglio che sia davvero buono perché tengo alla persona e, di conseguenza, al fatto che mangi bene e con gusto.

Quanto sono importanti le dinamiche della squadra come il supporto delle compagne, la condivisione, la crescita comune?

C.Z. Le dinamiche nella squadra sono molto importanti, la pallacanestro alla fine è uno sport di squadra ed è importante riuscire a trovare la chimica giusta, conoscere bene le proprie compagne e capire qual è la strada giusta per tutte da percorrere per raggiungere un obiettivo comune. Detto ciò, sicuramente la pallacanestro mi ha insegnato moltissime cose che poi posso attuare anche al di fuori del campo di gioco, lezioni utili per la vita quotidiana.

M.B. Può essere la differenza tra essere una buona squadra e una squadra vincente. E con questo non intendo stare 24 ore su 24 ore assieme. Intendo avere uno scopo, valori comuni e condivisi per cercare di raggiungere l'obiettivo.

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Cosa significa per te essere parte della nazionale femminile?

S.C. Per me far parte della nazionale è tante cose, come giocare per la squadra numero uno in Italia, rappresentare un movimento intero, vivere esperienze al di fuori del comune attraverso il confronto con le altre nazioni. Più di tutto pero, oltre ad essere un onore, è quella possibilità in più di dare al basket tutto quel che ho per poter raggiungere un risultato che possa scrivere la sua storia in Italia.

E.P. Far parte della nazionale per me rappresenta un grande onore; abbiamo l'opportunità di rappresentare il nostro Paese e questo lo vogliamo sempre fare al massimo delle nostre capacità, portando in campo tutto ciò che abbiamo. Indossare la maglia azzurra mi fa sentire parte di qualcosa di più grande.

Quale consiglio daresti a una giovane atleta che volesse intraprendere il tuo stesso percorso?

M.B. Il mio consiglio è divertiti e sii seria. So che sembrano due cose quasi opposte ma fare sport da professionista è una delle cose più belle che ti possano capitare. Questo però comporta anche molti sacrifici, devi prendere la parte divertente restando comunque una persona seria e impegnarti ogni giorno.

S.C. Di ascoltare, di curare il dettaglio e di innamorarsi di questo sport. Spesso mi rendo conto di vedere il mondo con occhi diversi ogni volta che il basket mi ha regalato emozioni ed esperienze uniche. Dallo sport ho imparato a conoscermi meglio, i miei principi ma soprattutto il rispetto per gli altri e per se stessi. Quindi il consiglio più grande è proprio quello di essere delle spugne e non smettere mai di imparare.

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