“Abito in Francia e vi racconto com’è cambiata la vita con il Green pass obbligatorio”

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Photo credit: Kinga on Unsplash
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Presto l'Italia seguirà il modello francese, o modello Macron che dir si voglia, e da agosto introdurrà il famoso Green pass, dapprima per accedere a grandi eventi e ristoranti al chiuso, poi da settembre anche per i mezzi pubblici. La votazione sulle nuove norme è prevista a Palazzo Chigi per il 22 o 23 luglio, ma l'attuazione del Green pass (che si ottiene con il vaccino, con il responso negativo al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore, con la guarigione dal Covid-19 negli ultimi sei mesi) lascia ancora molti dubbi nell'opinione pubblica.

Per questo la migliore idea è sbirciare oltre i confini italiani, e più precisamente nelle città francesi, dove le nuove norme sono in vigore da mercoledì 21 luglio. La Francia è arrivata a introdurre l'obbligo di Green pass nel mezzo della quarta ondata pandemica che, tra l'altro, è coincisa con un rallentamento delle vaccinazioni. Così per iniziativa del governo Macron chiunque desideri accedere a qualsiasi struttura culturale o ricreativa con una capacità superiore a 50 persone, ovvero cinema, gallerie d'arte, biblioteche, musei, centri sportivi ed eventi (caffè, ristoranti e treni rientreranno nelle misure all'inizio di agosto) è obbligatorio esibire il pass.

Photo credit: Jossuha Theophil on Unsplash
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Nel primo giorno di questa nuova era, il giornalista del The Guardian Phil Hoad ha camminato per le strade della sua città, Montpellier, centro del sud della Francia invaso dal caldo sole mediterraneo, dai turisti stagionali e da un aumento sproporzionato di casi di positività. A colpo d'occhio ciò che si nota sono piccole code ordinate fuori da musei e attrazioni turistiche, così come dalle biblioteche. Qualcuno armeggia con il telefono per mostrare il QR code agli addetti posti all'entrata e se qualcuno dopo un po' di attesa riesce ad entrare, altri girano i tacchi protestando, nemmeno troppo sommessamente.

Fuori dalla Mediathèque Emile Zola, la principale biblioteca della città, un anziano viene respinto perché ha solo una dose di vaccino, allo stesso modo una studentessa di 26 anni, Seham, che voleva passare una giornata immersa tra le pagine dei libri, rimane fuori dalla porta perché sprovvista di certificazione e racconta al The Guardian che pensava che le nuove misure entrassero in vigore da settembre.

Photo credit: Yellow Dog Productions - Getty Images
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Il cinema Diagonal è deserto e il manager del locale, Charlie Pereniguez, siede all'esterno sorseggiando un espresso "le persone hanno iniziato a fare quello che volevano, quindi dobbiamo stringere le viti" spiega all'intervistatore, aggiungendo la sua preoccupazione per una decisione statale che valuta come troppo autoritaria e che in lui infonde il timore di piccoli passi verso qualche forma di "dittatura".

Questa idea serpeggia tra i pensieri di diversi cittadini di Montpellier, come Azak Attila, proprietario di un bistrot che da qui a una decina di giorni rientrerà nel piano del Green pass. Secondo lui, molti clienti, pur se vaccinati, si rifiuteranno di mostrare il pass per principio contro questa scelta del governo. "Penso che Macron volesse spaventare le persone facendole vaccinare, ma senza ordinargli direttamente di farlo. È un po' dittatoriale: conosco questo tipo di comportamento da quando vivevo in Turchia. Ma non avrei mai pensato che sarebbe successo così in Francia". Come la gestiranno invece gli italiani?

Photo credit: Charles Loyer on Unsplash
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