Acidi grassi e covid: come abbassare il rischio di morte

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omega 3 coronavirus
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Gli studi per cercare cure e metodi preventivi contro il coronavirus aumentano di giorno in giorno. Uno dei più recenti afferma che chi ha livelli elevati di Omega 3 nel sangue potrebbe avere un rischio di morte minore se contrae il virus.

L’Omega 3 è in grado di proteggerci dal coronavirus?

Gli acidi grassi Omega 3 sono un tipo di grassi polinsaturi considerati essenziali perché l’organismo umano non è in grado di sintetizzarli in quantità sufficienti per soddisfare i suoi fabbisogni.

Tra le proprietà di queste sostanze, sono rilevanti gli effetti benefici sulla salute dell’apparato cardiovascolare e del sistema nervoso.

Inoltre, queste molecole sono utilizzate come base di partenza per la sintesi di altre sostanze che svolgono un ruolo funzionale importante nel nostro organismo, come le molecole dall’azione antinfiammatoria.

Il nuovo studio

Uno studio del Fatty Acid Research Institute (FARI), condotto in collaborazione del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles e di Orange County ha studiato la correlazione tra Omega 3 e coronavirus. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids.

Da quanto è emerso dalle ricerche, gli acidi grassi Omega 3 dovrebbero avere effetti benefici nei pazienti affetti da coronavirus. Per avere dei risultati certi, occorrerà però aspettare studi controllati che sostengano queste indicazioni.

Lo studio ha coinvolto 100 pazienti ricoverati in ospedale per covid, dei quali erano stati conservati campioni di sangue al momento del ricovero. Quattordici di questi pazienti sono morti.

I risultati

I ricercatori hanno quindi analizzato i livelli di Omega 3 presenti nel sangue e hanno scoperto che le persone con i livelli più elevati avevano il 75% di probabilità in meno di morire rispetto ai pazienti con livelli di acidi grassi più bassi. In sostanza, il rischio di morte era di circa quattro volte superiore nei pazienti con un livello di Omega 3 molto basso.

I ricercatori sono cauti in merito a questa scoperta, dato che i risultati non sono statisticamente significativi. Essi però, pur affermando che sono necessari ulteriori studi in merito, sono fiduciosi che questa scoperta possa portare ad avere un’ulteriore cura per contrastare il coronavirus.