Addio a Carla Fracci: si spegne la stella più luminosa del balletto italiano

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Photo credit: Roberto Serra - Iguana Press - Getty Images
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Non è bastata la recente riapertura al pubblico della Scala, appena due settimane fa, per dare respiro al mondo dell'opera e del balletto e a tutti i suoi appassionati. Carla Fracci è morta e con lei si spegne la stella più luminosa del balletto classico. Da qualche ora milioni di spettatori e addetti ai lavori erano con il fiato sospeso alla notizia delle sue gravi condizioni di salute. Imprecisati i dettagli, ma come riporta il Corriere della Sera l'étoile milanese, nata a Milano il 20 agosto 1936, era seriamente malata. Una notizia che già da sola rattristava e preoccupava il pubblico internazionale, già pronto a tributarle onori in occasione del suo 85esimo compleanno. E invece ancor più repentino è stato e inaspettato è stato l'addio. La ballerina di danza classica italiana più famosa e celebrata al mondo si è spenta questa mattina, ed è andata via in punta di piedi. Come ha sempre fatto nella sua luminosa carriera.

Photo credit: Evening Standard - Getty Images
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Apprezzata nel mondo per la sua eleganza, la sua grazia e il suo straordinario talento, Carla Fracci nella sua lunga carriera ha interpretato tanti ruoli romantici e drammatici. Al fianco dei più grandi ballerini della storia come Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Paolo Bortoluzzi e Roberto Bolle è stata Giselle, La Sylphide e Giulietta, ma anche Swanilda, Francesca da Rimini e Medea, solo per citare alcune delle eroine del balletto classico. Nata a Milano da una famiglia di umili origini — papà tranviere e mamma operaia —, Carla è cresciuta insieme alla sorella minore Marisa a Volongo dalla nonna materna Argelide, dove viene sfollata insieme ai genitori con lo scoppio della Guerra. Nella campagna cremonese vive un'infanzia felice circondata dalla natura dove trascorre le giornate a giocare con i cugini e gli animali della stalla.

Photo credit: Vittoriano Rastelli - Getty Images
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Con l’inizio della scuola elementare si trasferisce dalla zia a Ca’ Rigata di Gazoldo degli Ippoliti, per poi fare ritorno a Milano al termine della Guerra. Iscritta quasi per caso a un’audizione del Teatro alla Scala, supera l’esame di ingresso, ma i primi anni sono duri perché Carla fatica ad abituarsi all'ambiente rigido della scuola e sente nostalgia degli spazi aperti della campagna. Fondamentale sarà l’incontro con Margot Fonteyn che permetterà a Carla di cogliere il senso di tutto quel lavoro e di iniziare a sentire il teatro come “casa”. Da quel momento inizia per la Fracci una lunga carriera che la porta a calcare i teatri più importanti al mondo, quali il London Festival Ballet, il Sadler's Wells Ballet, ora noto come Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet. Nel frattempo conosce alla Scala il regista Beppe Menegatti, nel 1964 si sposano e da quel momento diventano inseparabili. Sempre al suo fianco, nella vita come nel teatro, il marito l'ha seguita in tutte le sue tournée e dal loro amore è nato il loro unico figlio Francesco, che a sua volta ha regalato alla madre la gioia di due splendidi nipoti: Giovanni di 16 anni e Ariele di 13.