Addio a Lucille Bridges, la paladina dei diritti civili che con la figlia ha sfidato la segregazione

Di Elisabetta Moro
·4 minuto per la lettura
Photo credit: PhotoQuest - Getty Images
Photo credit: PhotoQuest - Getty Images

From ELLE

Quando si parla di segregazione razziale negli Stati Uniti, c'è una foto che salta sempre fuori. L'abbiamo vista tante volte sui social e magari anche in qualche libro: mostra una bambina nera di circa sei anni in divisa scolastica con la sua piccola cartella in mano che viene scortata da tre marescialli fuori da un edificio. Quell'edificio è la William Frantz Elementary School di New Orleans e la bambina è Ruby Bridges che tutte le mattine, nel 1960, veniva scortata in una scuola per soli bianchi per favorire il programma di desegregazione scolastica. Ad volere fermamente che la piccola frequentasse l'istituto e ad accompagnarla ogni mattina per proteggerla dai manifestanti bianchi era sua madre, Lucille Commadore Bridges che martedì si è spenta a New Orleans a 86 anni.

{{ this.render( "@app/views/shared/embed-accessibility-text.twig", { embedName: "Instagram", })|raw}}

{% verbatim %}

{% endverbatim %}

"Oggi il nostro paese ha perso un'eroina", ha scritto Ruby Bridges, autrice e attivista, sui suoi canali social, "Coraggiosa, progressista, campionessa del cambiamento. Ha contribuito a cambiare il corso di tantissime vite indirizzandomi nel mio cammino quando ero una bambina di sei anni. La nostra nazione oggi ha perso una madre del movimento per i diritti civili. E io ho perso mia madre". Lucille Commadore Bridges è nata a Tylertown, in Mississippi, nel 1934. I suoi genitori, Curtis Commadore e Amy Jackson, erano dei mezzadri e così Lucille ha smesso di frequentare la scuola dopo l'ottavo anno in modo da poterli aiutare nel campi. Una volta adulta ha iniziato a lavorare come governante e nel 1953 ha sposato Abon Bridges, meccanico, con cui ha avuto otto figli.

"Nel 1956 abbiamo deciso di trasferirci a New Orleans per poter dare ai nostri figli la possibilità di un'istruzione migliore", ha spiegato Lucille Bridges in un'intervista nel 2016 "Volevo che i miei figli frequentassero scuole migliori delle nostre".

Photo credit: Bettmann - Getty Images
Photo credit: Bettmann - Getty Images

Nel 1954 negli Stati Uniti c'era stata una svolta fondamentale: la Corte Suprema aveva stabilito unanimemente che la segregazione scolastica era incostituzionale. Per questo nel 1960 a New Orleans, 165 bambini neri hanno sostenuto un test per l'ammissione alla scuola elementare William Frantz, allora completamente bianca. "Mia figlia Ruby era tra i cinque bambini che avevano superato il test", ha raccontato Bridges.

Così, il 14 novembre 1960, mamma e figlia sono state scortate per la prima volta da alcuni marescialli fino all'istituto mentre una folla di manifestanti urlava e lanciava uova e i genitori degli alunni bianchi si rifiutavano di portare i loro figli in classe. "Ricordo che due agenti della polizia cittadina ci hanno fermati davanti alla porta della scuola, ma uno dei marescialli ha risposto: 'Il presidente degli Stati Uniti ha detto che possiamo entrare'" spiega Lucille Bridges.

{{ this.render( "@app/views/shared/embed-accessibility-text.twig", { embedName: "Instagram", })|raw}}

{% verbatim %}

View this post on Instagram

This is 6-year-old Ruby Bridges being escorted by U.S. Marshals to school in 1960. She is known for being the first black child to attend an all-white elementary school in the South.⁣ ⁣ Bridges had to be escorted both to and from school because there were death threats made against her and her family. What's not shown in this photo are the crowds of people protesting the integration, screaming obscenities and waving Confederate flags.⁣ ⁣ Ruby recalled the moment: "Driving up I could see the crowd, but living in New Orleans, I actually thought it was Mardi Gras. There was a large crowd of people outside of the school. They were throwing things and shouting, and that sort of goes on in New Orleans at Mardi Gras."⁣ ⁣ Former U.S. Marshal Charles Burks remembered, "She showed a lot of courage. She never cried. She didn't whimper. She just marched along like a little soldier, and we're all very very proud of her." ⁣ ⁣ When she entered school, all the white parents pulled their children out. All the teachers refused to teach, except for one by the name of Barbara Henry (swipe left). For a whole year, it was just Barbara teaching Ruby in an empty classroom.⁣ ⁣ Our only classmates were the federal marshals at the door. I was the gym teacher, the music teacher. We sang 'Davy Crockett.' We’d do jumping jacks and pretend jumping rope. And I was just so certain I would give Ruby everything I could to help her become a skilled reader. We created our own oasis of love and learning," said Barbara.⁣ ⁣ "I had never seen a white teacher before, but Mrs. Henry was the nicest teacher I ever had. She tried very hard to keep my mind off what was going on outside. But I couldn't forget that there were no other kids," said Ruby.⁣ ⁣ Source: https://www.bostonglobe.com/magazine/2014/06/27/teaching-ruby-bridges-reflecting-classroom-that-made-civil-rights-history/r0ozyM4GQWzD25g5mzhtqN/story.html⁣ ⁣ https://www.womenshistory.org/education-resources/biographies/ruby-bridges⁣

A post shared by Women In History (@feminist.herstory) on Jun 25, 2020 at 5:33am PDT

{% endverbatim %}

È stato così per un anno: tutte le mattine le due percorrevano il tragitto scortate dagli agenti completamente armati per cercare di sfondare il muro di discriminazione e pregiudizio che separava i bambini neri da quelli bianchi. I genitori di Ruby hanno subito minacce, suo padre ha perso il lavoro e, quando la notizia si è diffusa, anche i nonni rimasti in Mississippi hanno perso le loro terre. Per questo la National Association for the Advancement of Colored People li ha sostenuti economicamente per diversi anni mentre gli amici del quartiere nero di New Orleans si alternavano per sorvegliare la loro casa. "Mia madre era molto determinata e prendeva davvero sul serio l'istruzione", ha spiegato Ruby Bridges mercoledì in un'intervista. "Penso che fosse perché era qualcosa che né a lei né a mio padre era stato permesso avere. E alla fine era quello che voleva per i suoi figli: che avessero una vita migliore".

"Studiate, ascoltate cosa dicono i vostri i insegnanti e i vostri genitori", ha infatti consigliato Lucille Bridges ai bambini durante un'intervista. "Se otterrete un'istruzione, poi potrete diventare ciò che volete: medici, avvocati o qualsiasi altra cosa. Ma prima dovete studiare e vorrei che vi ricordaste della mia storia e di quanto è stato difficile per i miei figli andare a scuola".