Alba Parietti e Fabio Adami: «Una coincidenza incredibile»

È stato un incontro casuale quello che ha portato Alba Parietti e Fabio Adami ad innamorarsi.

Il colpo di fulmine è avvenuto in un vagone ferroviario, dove un’insolita coincidenza ha fatto incontrare il manager di Poste italiane e la showgirl.

«Era il 23 marzo 2022, in treno. Io dovevo prenderlo un’ora prima, lui 2 ore dopo», rivela Alba al Corriere della Sera, seguita da Fabio: «Indossavamo la mascherina, non l’ho riconosciuta subito. Ero seduto due posti più avanti, di spalle, però la spiavo con il telefonino, tipo specchietto retrovisore».

Anche Alba era rimasta affascinata.

«La sua forma mi aveva colpito. Mentre metteva il trolley in alto ci eravamo scambiati il primo sguardo. Durante il viaggio ne ammiravo le spalle. Poi all’altezza del lago di Bolsena sono entrata in bagno per sistemarmi e lui mi ha riconosciuta». Era destino che i due si incrociassero per allacciare poi una relazione di alto profilo.

«Io ho vissuto in India e in Kenya fino ai 18 anni, mio padre lavorava per Alitalia. Quando sono tornato a Roma nella mia compagnia c’era un amico che lavorava a Telemontecarlo e tutti lo supplicavamo di farci conoscere Alba Parietti, nel periodo di massimo splendore sullo sgabello di Galagoal. Finché un giorno arrivò con una foto in bianco e nero con l’autografo e la scritta: a Fabio».

Lei ricorda bene quel momento. «So che può sembrare assurdo, ma io ricordo di aver fatto quella dedica con il pennarello bianco».

La liaison però è cresciuta lentamente.

«Io per la fretta di raggiungerla mi ero anche scordato il telefonino sul sedile, sono dovuto tornare indietro a prenderlo. Poi l’ho aiutata a portare giù il bagaglio e le ho dato il mio biglietto da visita, dicendole di chiamarmi, di qualunque cosa avesse avuto bisogno», ammette Fabio che ha scoperto un lato inedito della Parietti.

«Io ero confusa. Era successo qualcosa, un colpo di fulmine: scappai via. Non appena salii sulla macchina che mi aspettava fuori, però, gli mandai un messaggio: “Sarei curiosa di vedere l’altra metà della faccia”. Aggiunsi la faccina con la mascherina e firmai A.P.».