Alcuni marsupiali australiani possono brillare al buio

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Alcuni marsupiali australiani, tra cui gli ornitorinchi e i vombati, hanno pellicce che possono brillare al buio se illuminate da radiazione ultravioletta. Lo hanno scoperto gli esperti del Western Australian Museum e del Northland College, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Mammalia per rendere noti i risultati del loro studio, per cui sono stati analizzati degli esemplari delle collezioni museali, sottoposti a luce ultravioletta (UV). 

“Per quanto riguarda alcune specie sarà necessario approfondire le ricerche – spiega Kenny Travouillon, un paleontologo del Western Australia Museum – dobbiamo anche comprendere il motivo per cui queste caratteristiche possano brillare al buio, ma questa scoperta potrebbe aiutare la ricerca a individuare altre specie con questa peculiarità”. 

Il team ha utilizzato delle lenti ultraviolette per illuminare una serie di esemplari dalle collezioni museali, individuando una forma di biofluorescenza mai osservata prima nei mammiferi. 


“Abbiamo scoperto – continua l'esperto – che esistono diverse specie con queste caratteristiche, talpe marsupiali, vombati, ma questa caratteristica non sembra essere propria dei marsupiali carnivori, probabilmente perché se le prede potessero vedere la luce sarebbe più difficile per loro nascondersi”. Gli esperti spiegano che la biofluerescenza si attiva quando una creatura vivente è in grado di assorbire una radiazione ad alta energia, come la luce ultravioletta, in modo da poterla emettere a frequenze più basse. 

“Ci sono composti in molte parti animali diverse che sembrano fluorescenti – commenta Greta Frankham, scienziata della fauna selvatica presso l'Australian Museum – molte creature che abbiamo scoperto essere fluorescenti sono specie notturne, come i Macrotis, che vivono nel deserto e si nutrono di scorpioni”. Gli scienziati sottolineano che sarà necessario approfondire gli studi per comprendere meglio il motivo e la natura di questa bioluminescenza. “È improbabile che questa caratteristica rappresenti un segnale visivo – conclude Michael Bok, un esperto dell'Università di Lund – molti materiali biologici emettono fluorescenza, ma le condizioni di illuminazione in cui questi pigmenti risultano brillanti sono piuttosto innaturali”.