Alessandro Michele lascia Gucci: colpa delle divergenze stilistiche?

Con un comunicato stampa uscito alla chiusura della borsa, Gucci ha annunciato la dipartita di Alessandro Michele, direttore creativo della maison.

«Gucci annuncia che Alessandro Michele lascia il ruolo di Direttore Creativo di Gucci. Alessandro Michele è stato alla guida del team creativo della Maison dal 21 gennaio 2015 e ha ricoperto un ruolo fondamentale nel rendere Gucci quella che è oggi, grazie alla sua creatività rivoluzionaria e sempre nel rispetto dei codici del brand».

Durante gli 8 anni come direttore creativo, i fatturati di Gucci hanno raggiunto i 10 miliardi di euro, ovvero circa la metà dell’intero fatturato Kering. Tuttavia negli ultimi tre mesi, Gucci è cresciuto meno rispetto agli altri brand Kering - tra cui Saint Laurent, Balenciaga, Bottega Veneta.

Ecco perché, stando a quanto ipotizza Repubblica, il proprietario di Kering François-Henri Pinault, avrebbe chiesto allo stilista di ripensare interamente il brand. Un’imposizione che Michele non ha accettato di buon grado, preferendo andarsene.

«La strada che Gucci e Alessandro hanno percorso insieme negli ultimi anni è unica e rimarrà un momento eccezionale nella storia di questa Maison. Sono grato ad Alessandro per aver portato così tanto di sé in questa avventura. La sua passione, la sua immaginazione, il suo ingegno e la sua cultura hanno messo Gucci al centro della scena, al posto che merita. Gli auguro tutto il meglio per il prossimo capitolo del suo viaggio creativo», ha detto François-Henri Pinault, Chairman e CEO di Kering.

Dal canto suo Michele chiude definitivamente la porta alle spalle.

«Ci sono momenti in cui le strade si separano in ragione delle differenti prospettive che ciascuno di noi può avere. Oggi per me finisce uno straordinario viaggio, durato più di venti anni, dentro un’azienda a cui ho dedicato instancabilmente tutto il mio amore e la mia passione creativa. In questo lungo periodo Gucci è stata la mia casa, la mia famiglia di adozione. A questa famiglia allargata, a tutte le singole persone che l’hanno accudita e sostenuta, va il mio ringraziamento più sentito, il mio abbraccio più grande e commosso. Insieme a loro ho desiderato, sognato, immaginato. Senza di loro niente di tutto quello che ho costruito sarebbe stato possibile. A loro quindi il mio augurio più sincero: che possiate continuare a nutrirvi dei vostri sogni, materia sottile e impalpabile che rende una vita degna di essere vissuta. Che possiate continuare a nutrirvi di immaginari poetici ed inclusivi, rimanendo fedeli ai vostri valori. Che possiate sempre vivere delle vostre passioni, sospinti dal vento della libertà».