Alice Merton: 24 ore (su Zoom) con la nuova reginetta pop d'Europa

Di Roberto Croci
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Gina Wetzler - Getty Images
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"Sono nata a Francoforte e dopo tre mesi ci siamo trasferiti negli Stati Uniti, nel Connecticut, salvo poi andare in Canada dove ho trascorso buona parte della mia infanzia. Poi, quando avevo 13 anni, i miei genitori hanno deciso di tornare in Europa, dove ho passato cinque anni in Germania e finito il liceo, per poi migrare di nuovo in Inghilterra. A questo punto ho preso io in mano la situazione e sono tornata in Germania, a Berlino, per studiare musica e imparare a scrivere canzoni". Si presenta così Alice Merton, 27 anni, nuova reginetta pop d'Europa, con un pedigree notevole: 460 milioni di stream; 2.5 milioni di vendite; disco d'oro in Usa e Italia; disco di platino in Germania, Austria, Francia, Polonia, Svizzera, Turchia; 500.000 follower su Youtube; oltre un milione e 200.000 ascoltatori mensili su Spotify. L’abbiamo incontrata per il lancio del suo ultimo singolo con video, dal titolo Vertigo: siamo stati con lei un'intera giornata in diretta Zoom per farci raccontare tutto, ma proprio tutto. della sua vita speciale.

La colazione: "Pur non avendo una sveglia, mi alzo sempre verso le 8, rimango a letto per un'altra ora, leggo le news dal mondo, seguite religiosamente da caffè, brioche e frutta. Poi mi metto a pulire la casa, mi rilassa farlo di mattina, prima di vestirmi e dedicarmi ai miei esercizi vocali, il fitness della gola, con gorgheggi e bagni d’acqua calda".

Al supermercato: "Dopo la colazione esco sempre, quattro passi al parco mi aiutano a stare bene mentalmente, anche se confesso che ultimamente mi ritrovo sempre più spesso al supermercato, per me fonte inesauribile d’ispirazione. Adoro le musichette, i prodotti, la gente, l’atmosfera familiare dei vari reparti, ci rimango un’oretta e mi ritrovo a prendere appunti".

Al pianoforte: "Ho sempre voluto fare musica, da quando avevo 5 anni, scrivere canzoni, essere davanti a un pubblico, esternare esperienze e sentimenti, trasmettere realtà ed emozioni che mi hanno segnata quotidianamente. Mi metto al piano e suono. Traggo idee soprattutto da quello che vivo, che rispecchia la realtà che interpretiamo dentro di noi: paure, speranze, roba da stressati mentali!".

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Appuntamenti su zoom "Prima di andare in studio, dedico del tempo a mamma e papà che sono in Inghilterra, e poi m'incontro con amici in Canada che non possono venire qui. C'è tempo anche per Chris e Roberto, i miei cugini in Irlanda".

Pranzo: "Mi piace cucinare quello che compro ogni giorno, faccio ottime quiche, oppure gli gnocchi, i miei preferiti anche se non li ho mai fatti a mano. Sughi semplici, al pomodoro, al burro, all’olio... Sai, sono tedesca, non siamo come voi in cucina. Una cosa che non posso mangiare è il formaggio perché sono allergica e mi si gonfiala gola. Finito di mangiare, si va in studio".

In studio: "Da un anno per colpa del Covid non faccio concerti e spettacoli dal vivo quindi, ogni giorno in tarda mattinata, vado in studio a sentire e provare musica con i miei produttori. A chi mi ispiro? Sono stata influenzata dalla musica ascoltata nei vari trasferimenti: quand’ero in Canada dalla musica classica, ero ossessionata dall'Opera; in Germania dall'indie rock e pop (The Killers, Brandon Flowers, Queen: ero letteralmente innamorata di Regina Spektor e suoi testi). In Inghilterra ho trovato ispirazione in Tom Odell, Sam Smith, The 1975 ... Posso dirti che Stereotomy di Alan Parsons è l’album che mi ha fatto venire voglia di cantare e far ballare la gente. E adoro come lo fa Florence Welch".

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Il disco: "Vertigo ricorda un tempo post apocalittico, tipo Blade Runner vs Mad Max, dove tutti viviamo isolati, sottoterra, quindi non siamo distanti come motivazioni, e il testo l’ho scritto volendo dimostrare che la forza può nascere anche dalla consapevolezza delle insicurezze. Vertigo è un inno alla fragilità come punto di forza".

La sera: "Due cose che non faccio mai di sera sono sentire musica (studio tutto il pomeriggio) e cucinare. Quindi UberEats, Volt o Deliveroo a volontà: pizza, pasta e soprattutto sushi. Mi piazzo davanti alla tv, oppure gioco a Scarabeo e Monopoli via Zoom, visto che non vivo con nessuno. Sono sempre in pigiama, intenta a preoccuparmi ansiosamente di due milioni di cose. Oppure leggo un libro, come La sottile arte di fare quel che c***o ti pare di Mark Manson, (un blogger americano di successo, oltre che scrittore e imprenditore. Il suo sito markmanson.net è seguitissimo, ndr), lo trovo istruttivo, visto il periodo".