"Alla politica, non si sfugge", a Venezia 2021 sbarca la seduzione asciutta di Madame Isabelle Huppert

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Photo credit: John Phillips - Getty Images
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«Alla politica, in senso lato, non si sfugge, in un modo o nell’altro riguarda tutti». Minuta, agile e dritta come un fuso, Isabelle Huppert si presenta al photocall con gli occhiali a specchio, la chioma fiammeggiante è sciolta su una giacca di lino beige che potrebbe appartenere a Clémence, il sindaco del Comune della banlieue parigina che interpreta in Les promesses.

Con Penélope Cruz, è la prima vera diva che sbarca al Lido, incantando con la sua seduzione ieratica e sobria, parca di sorrisi e ammiccamenti. Asciutta, spesso affilata: seduta accanto al regista e al fascinoso Reda Kateb, suo partner nel film, in conferenza stampa prende garbatamente per i fondelli un giornalista per il tono saccente di una domanda: «È interessante partecipare a questi incontri, scopro cose della mia biografia che nemmeno io conoscevo».

Dribbla con disinvoltura sul tema della rappresentanza e del ruolo delle donne nel mondo ancora troppo maschile della politica, che la pellicola di Kruithof, che indaga sul tema dell’impegno, della competizione e delle promesse - quelle a cui si tiene fede e quelle usate come merce di scambio - parrebbe evocare: «Questa storia esplora un’alleanza, forse anche un'amicizia, tra due funzionari che hanno a cuore la cosa pubblica e il bene dei cittadini, e solo casualmente sono un uomo e una donna. La dicotomia tra il maschile e il femminile qui non c’entra. E più in generale, non c’è molto da dire sul rapporto tra le donne e la politica, se non che ormai, molto semplicemente, stiamo lì».

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