Alla scoperta dell'eclettica casa museo di Sir John Soane a Londra

Di Micol Passariello
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Photo credit: GARETH GARDNER
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From Harper's BAZAAR

Al numero 13 di Lincoln's Inn Field, a Londra, si trova uno dei musei più piccoli d'Inghilterra, ma anche uno dei più intriganti. È la casa di Sir John Soane, un cabinets de curiosités dal fascino unico. Famoso architetto neoclassico, eccentrico collezionista d’arte e d’antichità, Sir Soane realizzò questa abitazione unendo e trasformando, uno dopo l’altro, alcuni edifici residenziali di Holborn. Iniziò nel 1792, acquistando una casa al numero 12, per farne il suo studio. Qualche anno dopo comprò anche l’edificio accanto (l’ingresso dell'attuale museo), la sua dimora. Nel 1823, acquistò poi il numero 14, ricavandone una galleria espositiva.

Photo credit: GARETH GARDNER
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Le facciate esterne ingannano con linee essenziali e semplici. Ma basta varcare la soglia di questa atipica residenza per restare affascinati da un intrigo labirintico, fatto di archi gotici e corridoi, un’infilata di spazi amplificati da giochi di specchi che disorientano, creando infiniti echi tra gli ambienti. In un saliscendi di saloni, salotti e salette traboccanti di oggetti, si ammira la straordinaria collezione raccolta dal mecenate nel tempo, dalle preziosissime opere d’arte agli arredi eclettici, innumerevoli memorabilia e bizzarri tesori.

Photo credit: GARETH GARDNER
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Alla fine della sua vita, Soane aveva accumulato molte migliaia di oggetti. Entrando c’è da perdersi nello stile sovraccarico del posto. L’edificio era stato trasformato dal proprietario in un vero mausoleo, che celebrasse la sua vita e le sue passioni, a partire dall’arte. Una sala con le pareti rosso pompeiano è una delle prime tappe. Nella Library Dining Room si trovano ancora i disegni, le bozze e una ricca biblioteca di settemila libri di architettura, che aveva messo da parte nel corso della sua vita: sul caminetto c’è un ritratto di Soane firmato da Lawrence nel 1828, ma occhio ai soffitti decorati, opera di Henry Howard.

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Curiosando nella pittoresca residenza, che conserva intatti gli ambienti dell'epoca, con tanto di arredi originali, si respira tutta l’atmosfera del luogo che fu. La Model Room porta indietro ai tempi dell’Antica Roma e della Magna Grecia, con una sfilata di modelli in sughero e gesso raffiguranti alcuni dei monumenti più famosi del mondo antico. Durante il Grand Tour attraverso l'Europa, un rito di passaggio per l'élite britannica, Soane aveva visitato le rovine di opulenti templi classici a Roma, Pompei e Paestum, prendendo ispirazione per creare questi modelli da sfoggiare.

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Una delle sale più interessanti è la Picture Room, dove sono esposte le opere d'arte più preziose di Sir John, tra cui i capolavori di Hogarth, Canaletto, Turner e Piranesi. Non immaginate gli spazi delle gallerie dei musei però. Lo stravagante architetto neoclassico ha stipato in una stanza di appena tre metri per quattro un vero tesoro: ben 118 dipinti, appesi uno accanto all’altro, coprendo (quasi) ogni centimetro dello spazio consentito. Una collezione che avrebbe riempito tre saloni.

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Scendendo quindi nel sotterraneo, chiamato Monk's Parlour, ci si ritrova nella sala da pranzo, un ambiente angusto e inquietante di vocazione gotica, con le vetrate colorate, i rilievi romanici sulle pareti e il teschio sul tavolo. Proprio accanto, ecco il cuore di questa Wunderkammer: la sala del sarcofago, forse il pezzo forte (e più stravagante) dell’intera collezione. Si tratta dell’autentico sarcofago, ricavato da un unico pezzo di alabastro, interamente coperto da geroglifici, costruito per seppellire il faraone egiziano Seti I (padre di Ramesse II), originariamente ospitato in una sontuosa tomba nella Valle dei Re, contenente la bara e anche la mummia. Fu tanta la gioia di Soane quando lo ricevette in dono, che organizzò una sontuosa festa lunga tre giorni, per celebrarlo e mostrarlo a tutti.

Dopo la sua morte il ricco mecenate lasciò in eredità alla nazione la dimora e il suo strepitoso patrimonio culturale, a patto che tutto fosse lasciato così com’era. Il patto è stato rispettato, entrare al 13 di Lincoln's Inn Field proietta subito nel suo stravagante mondo. Il piccolo museo rappresenta l’autobiografia di uno dei personaggi più interessanti della storia inglese.