All'alba di Cannes 2021 Marion Cotillard torna a parlare di Harvey Weinstein (e non fa sconti a nessuno)

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"Non avevo capito la sua perversità, anche se sapevo che aveva un problema". A poche ore dall'avvio della 74esima edizione del Festival di Cannes, Marion Cotillard torna a parlare del ruolo delle donne nel cinema e lo fa ricordando la sua personale esperienza con Harvey Weinstein. "Ho lavorato con lui più volte, non mi ha mai fatto alcuna avance" – ha dichiarato a Femmes puissantes l'attrice, che stasera sarà alla Croisette per presentare Annette, il suo nuovo film con Adam Driver. Durante la trasmissione di Léa Salamé la più hollywoodiana delle attrici francesi ha affermato di non essere stata vittima del produttore statunitense, condannato a 23 anni di carcere per stupro e violenza, ma ha ammesso di avere subito "attacchi da parte di alcuni uomini sul campo, come tutte le attrici penso".

Photo credit: Stephane Cardinale - Corbis - Getty Images
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"Sono stata in grado di proteggermi abbastanza da fare in modo che non mi andasse troppo male" – ha detto la Cotillard –. [Le molestie] mi sono capitate spesso durante i provini, quindi in un contesto di lavoro in cui mi è stato chiesto di fare delle cose. Pensavo che un'attrice fosse una persona che si abbandona, specialmente con Jean-Claude Brisseau. Questa è una professione in cui il desiderio dell'altro è fondamentale, il che rende tutto abbastanza ambiguo". Il riferimento è al regista francese, condannato per molestie sessuali nel 2005, quando ancora il #MeToo era lontano a venire e le denunce per abusi erano difficili a vedersi.

Photo credit: JACQUES DEMARTHON - Getty Images
Photo credit: JACQUES DEMARTHON - Getty Images

Ai tempi Brisseau, morto l'11 maggio 2019, finì al centro di una serie di scandali per le sue audizioni a luci rosse ai danni di due attrici in preparazione al film Choses secrètes. "Queste audizioni erotiche sono indispensabili: posso lavorare sullo stile e sulla recitazione prima di filmare – dichiarò all'epoca il regista, che ha sempre respinto le accuse –. Mi permettono di scoprire qualità e problemi con il loro corpo e la loro recitazione. Le attrici assunte per queste audizioni sapevano esattamente quale fosse il soggetto del film e lo facevano di loro libero arbitrio". Contro di lui testimoniarono dieci attrici, compresa Marion Cotillard, che ammise di essersi sentita chiedere durante il casting di accarezzarsi. Bastò questo perché Brisseau fosse condannato a una pena detentiva di un anno, poi sospesa, e al pagamento di una multa di 15mila euro: segno di un'epoca del cinema che si stava preparando a cambiare e che oggi porta molte interpreti a denunciare abusi di vario genere.

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"Stiamo vivendo gli inizi di una vera rivoluzione, nel cinema come in tutti i circoli. Adèle Haenel è estremamente potente, quando evoca questi carnefici che attaccano le donne, lo fa senza giudizio, con molta umanità – ha aggiunto Marion, che due anni fa si schierò a fianco della collega dopo che ella trovò la forza di denunciare un abuso subito a 12 anni da parte del regista Christophe Ruggia. In quell'occasione la Cotillard definì il suo coraggio "un regalo di una generosità senza eguali nei confronti di donne, uomini, giovani attrici e attori": "Cara Adèle, tu hai fatto la storia".

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