Allarme zecche, attenzione all'estate

zecche allarme
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Con l’arrivo dell’estate bisogna prestare una certa attenzione anche alle zecche, che proliferano con il caldo: dove vivono, come fare prevenzione e come rimuoverle? Già lo scorso aprile l’Agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie aveva pubblicato i dati sulla diffusione di questo parassita in Europa, la cui presenza è nettamente aumentata. La causa sarebbe da individuare nei cambiamenti climatici. Durante l’inverno, invece, restano nascoste principalmente sotto le pietre e nelle crepe dei muri (soprattutto ei ricoveri per animali).

Zecche, con l’estate arriva l’allarme: dove vivono e quali patologie causano

Le zecche sono antropodi dell’ordine degli Ixodidi, compreso nella classe degli Aracnidi, e si nutrono di sangue. Nel mondo si conoscono ben 900 specie, 36 quelle note in Italia. Nel nostro Paese la specie più conosciuta è quella dell’Ixodes ricinus, o zecca dei boschi, la quale può causare la malattia di Lyme, che può coinvolgere il sistema nervoso, la pelle, gli organi interni (se non curata diventa cronica), e l’encefalite da zecche. Quest’ultima comincia con febbre alta, mal di testa, stanchezza, dolori ai muscoli e alle articolazioni, ma a volte, dopo 10/20 giorni, subentrano disturbi del sistema nervoso centrale (encefalite, paralisi). Anche i nostri amici a quattro zampe possono essere colpiti dalla patologia. Tra le specie diffuse, c’è anche la Rhipicephalus sanguineus, o zecca del cane, che può causare varie malattie e diffondere diversi agenti patogeni per gli animali e per l’uomo.

Si tratta di animali piccolissimi, grandi da pochi millimetri a un centimetro. Hanno una forma rotondeggiante ed è attraverso un apparato boccale, il rostro, che succhiano il sangue. Nel caso delle zecche molli (Argasidae) si fatica a distinguerlo dal resto del corpo. Le zecche dure, Ixodidae, sono dotate di scudo dorsale rigido e hanno un rostro ben più visibile, che si addice meglio a pasti più lunghi. Una volta trovato l’ospite da attaccare, infatti, le zecche molli si cibano per ore, mentre le zecche dure proseguono anche per settimane.

Come rimuovere le zecche e come fare prevenzione

Le zecche attaccate al corpo, dell’uomo o di altro animale, vanno rimosse tempestivamente. Per farlo ci si può servire di pinzette con le quali afferrare il corpo del parassita. Poi, con un leggero movimento rotatorio antiorario, va estratto. Dopodiché è importante disinfettare il luogo della puntura e tenerlo sotto controllo per qualche giorno. Il consiglio, inoltre, è di conservare la zecca in una provetta con l’alcol. In questo modo, infatti, qualora subentrassero problemi come febbre e dolori articolari, il parassita potrà essere fatto esaminare e sarà possibile intervenire di conseguenza.

Per prevenire la puntura di zecca è importante evitare di camminare nei terreni con l’erba alta, indossare pantaloni e magliette che coprano il corpo il più possibile e scegliere scarpe chiuse quando si fanno camminate in campagna o in montagna. Utile potrebbe essere mettere un cappello, soprattutto per i bambini, e bisognerebbe anche evitare di sdraiarsi sul prato.

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