Alle Olimpiadi di Tokyo i nostri (e vostri) occhi saranno puntati su queste ragazze magiche

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Photo credit: Ian MacNicol - Getty Images
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Quelle che inizieranno il 23 di luglio, mai così attese, dopo il rinvio di un anno causa pandemia, sono destinate a essere le Olimpiadi più incentrate sulle donne di sempre. Secondo il CIO, le donne rappresenteranno il 48,8 % del totale degli olimpionici, con un aumento delle partecipazione del 45 %, rispetto ai Giochi olimpici di Rio 2016, ma solo, paradossalmente, del 2,2 % rispetto alle Olimpiadi del 1900, le prime a includere le donne. Allora, infatti, 22 donne hanno gareggiato in cinque sport "femminili", tra cui golf e croquet. In questa estate 2021 che ambisce alla vera ripartenza, ma che inciampa nell'ostacolo delle varianti del Covid (tant'è che mentre scrivo ancora non si sa se Tokyo aprirà al pubblico o meno), eppure non molla la speranza di poter essere memorabile, in senso buono, possibile, più di 5.000 atlete gareggeranno in più di 300 eventi, molti dei quali coinvolgeranno velocità, rischio, forza, intelligenza e coraggio. Questa attenzione al numero e alla visibilità delle donne alle Olimpiadi rappresenta il culmine di una strategia iniziata nel 2014, quando il CIO ha adottato una nuova agenda di pianificazione che includeva esplicitamente un impegno per "l'uguaglianza di genere". Un obiettivo che pare essere stato raggiunto con questi Giochi, al netto del fatto che in parallelo hanno anche subìto un pesante contraccolpo alla loro alleanza verso le donne, dopo che il presidente del comitato organizzatore e il direttore creativo esecutivo dell'apertura dei Giochi, si sono dimessi in seguito a osservazioni considerate sessiste. Resta, comunque, un fatto, e cioè che nessun precedente evento sportivo globale ha coinvolto e celebrato le donne nella stessa misura di queste Olimpiadi 2020 (sì, anche se si tengono un anno dopo, rimangono intitolate così). E allora, sulla scia di questa ondata di campionesse fantastiche, e con la curiosità di vedere l'effetto che faranno le nuove competizioni miste dove si confronteranno alla pari maschi e femmine (tra cui la staffetta e il triathlon), ecco il nostro elenco, per forza di cose parziale, delle sportive su cui terremo gli occhi particolarmente puntati. Tra di loro non c'è, purtroppo, la nostra stella del salto in lungo Larissa Iapichino, che si è dovuta ritirare all'ultimo per un infortunio, ed è un dispiacere per il quale a consolarci ci sono solo i suoi quasi 19 anni, così pochi da prometterle di recuperare e prendersi tutto.

Simone Biles

Photo credit: Laurence Griffiths - Getty Images
Photo credit: Laurence Griffiths - Getty Images

Simone Biles, sempre lei. Impossibile non partire dall'atleta americana che ha fissato l'asticella così in alto nella sua disciplina che per le sue concorrenti para quasi impossibile batterla. I suoi salti che sfidano la gravità, insieme alla sua assurda velocità e potenza, mettono tra lei e le avversarie miglia e miglia di distanza. A maggio, per esempio, ha eseguito un volteggio così tecnicamente avanzato che altre ginnaste non lo tenteranno nemmeno. A giugno è arrivata al titolo dei Campionati di ginnastica degli Stati Uniti. Ai Giochi di Rio 2016, Biles ha vinto quattro ori : nell'all-around, nell'evento a squadre, nel volteggio e nel corpo libero. Ci aspettiamo lo stesso, o anche di più, a Tokyo, dove potrebbe essere la prima donna in 53 anni a difendere un titolo olimpico a tutto tondo.

Ayomide Folorunso

Photo credit: Ivan Romano - Getty Images
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La più atipica delle atlete è Ayomide Temilade Folorunso, 24 anni compiuti il 17 ottobre, quattrocentista ma anche studentessa in Medicina, va tutti i giorni ad allenarsi al campo di Fidenza, fra Parma e Salsomaggiore, dove vive con la sua famiglia, con mamma Mariam e papà Emmanuel. Mentre si qualificava per i 400 ostacoli, Ayomide ha anche partecipato a un corto They shall run, organizzato e realizzato da Ermanno Menini, Daniele Colucciello e dal loro gruppo di lavoro (si può vedere sulla pagina Facebook AyoTemiFolo, ndr), dove parla di fede, in senso profondo, religioso, racconta del suo rapporto con Dio, con le cose invisibili. Quando le chiedono che cosa c'è in lei, di nigeriano, risponde "il valore aggiunto del sentirsi parte di due mondi, di avere i piedi in due staffe culturali, insomma di appartenere due volte. Credo sia la mia benzina più preziosa, una benzina sdoppiata. Un privilegio. Mi sento italiana, sono italiana, ma ho anche radici dall'altra parte del mondo, perché è lì che sono nata. Mi spinge la mia energia misteriosa, che è probabilmente la somma delle mie due appartenenze".

Simone Manuel

Photo credit: Al Bello - Getty Images
Photo credit: Al Bello - Getty Images

Quando Manuel ha vinto i 100 metri stile libero ai Giochi di Rio, la sua non è stata solo una medaglia, ma è stata anche una fetta di storia, perché questa 24enne è diventata la prima donna afroamericana a vincere una competizione di nuoto individuale. Ma Simone non difenderà quel titolo a Tokyo, nuoterà, invece, nei 50 metri stile libero a Tokyo, dopo aver vinto l'argento a Rio.

Simona Quadarella

Photo credit: Insidefoto - Getty Images
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La nostra nuova stella del nuoto si chiama Simona Quadarella e arriva a Tokyo per vincere. Questa nuotatrice romana classe 1998 ha conquistato la medaglia d'oro nei 1500 stile libero ai Mondiali di nuoto in corso a Gwangju, nella Corea del Sudcon, con il tempo strabiliante di 15’40″89, stabilendo il record italiano precedentemente ottenuto da Alessia Filippi. Ha un solo motto: una vasca dietro l’altra, una bracciata dietro l’altra, una gara dietro l’altra. Un simbolo di costanza a pelo d’acqua, determinata come solo le più grandi campionesse sanno essere. Le americane stiano ben in guardia, insomma, perché Simona non si vuole fermare più.

Lilly King

Photo credit: Ian MacNicol - Getty Images
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King, 24 anni, è la campionessa olimpica in carica nei 100 metri rana, ma è anche la nuotatrice che ha riportato in auge l'antagonismo storico tra Usa e Russia. La sua, infatti, è una personale guerra non tanto fredda, ma assolutamente accesa, contro Yulia Efimova, la sua principale rivale, sospesa due volte per sostanze vietate, e la cui presenza ai Giochi, per questo, è stata pubblicamente e pesantemente criticata da King. Le due potrebbe doversi affrontare di nuovo, e c'è da scommetterci che, nonostante l'acqua, saranno scintille.

Allyson Felix

Photo credit: Patrick Smith - Getty Images
Photo credit: Patrick Smith - Getty Images

A lungo campionessa timida e riservata, Felix si è trasformata in una combattente per l'uguaglianza delle donne da quando ha dato alla luce il suo primo figlio nel 2018. Dopo aver, infatti, dichiarato che il brand Nike doveva impegnarsi per dare più rilevanza alle atlete donne, ha deciso di infrangere anche le clausole di riservatezza e per parlare pubblicamente di come l'azienda le aveva tagliato il compenso per poi farle pressioni per un rapido ritorno alla competizione, poco dopo essere diventata madre. Felix ha risposto con una sfilza di vittorie incredibili: a soli 10 mesi dal parto (un cesareo d'urgenza, ndr) ha vinto la medaglia d'oro nella 4X400 mista ai Mondiali di atletica di Doha arrivando a quota 12 ori in un campionato mondiale e superando il record del campione dei campioni Usain Bolt

Stephanie Gilmore

Photo credit: Sean M. Haffey - Getty Images
Photo credit: Sean M. Haffey - Getty Images

L'australiana Gilmore, 33 anni, ha come grande avversaria Carissa Moore, di cinque anni più giovane. Moore è stato a lungo considerato il futuro del surf quando ha vinto il suo primo titolo della World Surf League nel 2011, interrompendo la striscia di quattro anni di dominio Gilmore. Ma le due si sono scambiati di nuovo le posizioni ai vertici: l'australiana, infatti, s'è ripresa la corona nel 2012, 2014 e 2018, l'americana nel 2013, 2015 e 2019. La rivalità tra le due avrà come scenario il largo di Chiba, in Giappone, tra le cui onde le due si giocheranno un titolo inedito per questo sport.

Leticia Bufoni

Photo credit: Sean M. Haffey - Getty Images
Photo credit: Sean M. Haffey - Getty Images

Come il surf, lo skateboard sta facendo il suo tanto atteso debutto olimpico, quattro anni dopo le Olimpiadi di Rio 2016, troppo tardi perché il Brasile, che ha le atlete più forti, potesse festeggiare le medaglie in casa. Tra le sue stelle, la super social Bufoni (quasi 3 milioni di follower su Instagram), che nel 2013, è diventata l'unica atleta femminile a vincere tre medaglie d'oro da X Games nello stesso anno ed è stata nominata per un ESPY Award – Miglior atleta femminile di Action femminile. Ma non è tutto, perché poi nel 2015, ha vinto il primo campionato del mondo di Super League femminile a Chicago e nel 2018 Forbes ha nominato Leticia Bufoni come una delle donne più importanti negli sport internazionali per il 2018. A Tokyo dovrà vedersela soprattutto con le connazionali Pamela Rosa e Rayssa Leal, e sarà uno spettacolo carioca imperdibile.

Vanessa Ferrari

Photo credit: FABRICE COFFRINI - Getty Images
Photo credit: FABRICE COFFRINI - Getty Images

Vanessa, ancora lei, contro quell'aliena di Biles, ma a testa sempre alta. La ginnasta di Brescia classe 1990, tigre delle competizioni mondiali, ha quest'anno raggiunto un traguardo storico: è la prima italiana a qualificarsi per la quarta olimpiade della carriera. Su Instagram ci ha gasat* a mille, commentando così il suo successo: "Ci ho creduto, ho lavorato senza sosta e finalmente, con uno straordinario 14.266 salgo sul primo gradino del podio che vale il pass per Tokyo. All'inizio di questo cammino avevo promesso che vi avrei fatto sognare e vi dico solo che il grande sogno continua, andiamo a scrivere un'altra pagina di storia!". Vai Vane, i Giochi sono tuoi.

A'ja Wilson

Photo credit: Abbie Parr - Getty Images
Photo credit: Abbie Parr - Getty Images

Wilson ha guidato la Carolina del Sud al suo primo titolo NCAA nel 2017 , è diventata la scelta numero 1 del Draft WNBA (il sistema di trattative per cui le società che partecipano alla Women's National Basketball Association, la massima divisione professionistica di pallacanestro negli Stati Uniti d'America, scelgono le nuove giocatrici), vincitrice del Rookie of the Year nel 2018 e del Most Valuable Player nel 2020 . Insomma, è la queen del basket e potrebbe portare la sua squadra alla medaglia d'oro, e sarebbe una del tutto logica tappa nella sua inarrestabile carriera. C'è anche da dire che le donne del basket americano hanno vinto la medaglia d'oro a tutti i Giochi dal 1996, e l'attaccante 24enne potrebbe svolgere un ruolo da protagonista nella lotta per il settimo titolo consecutivo.

Jessica Rossi

Photo credit: Lars Baron - Getty Images
Photo credit: Lars Baron - Getty Images

Jessica Rossi, campionessa olimpica nel trap femminile a Londra 2012, ai Giochi di Tokyo sarà non soltanto una delle atlete italiane che potrebbe portarci delle medaglie, ma anche portabandiera nella cerimonia di apertura, assieme al corridore Elia Viviani. Lei, emiliana della provincia di Ferrara, è una che non ha mai pensato di fare altro nella vita, e non a caso ha disputato la sua prima gara a soli 8 anni, allenata dal padre Ivan Rossi, ex campione italiano di tiro a volo. Quest'anno Rossi ha ufficializzato la separazione dal marito Mauro De Filippis, anche lui specialista della Fossa e vicecampione del mondo in carica, oltre che numero 1 del ranking internazionale. Più che una notizia di gossip, la rivelazione di Jessica Rossi potrebbe avere delle conseguenze anche dal punto sportivo. Sì perché la coppia Rossi-De Filippis avrebbe partecipato alla gara mista del tiro a volo (e sarebbero stati i grandi favoriti a Tokyo). Parlando della gara mista a Un giorno da pecora su Rai Radio 1, ha detto che a Tokyo per questa prova potrebbe essere scelta la sua compagna in azzurro Silvana Stanco.

Naomi Osaka

Photo credit: Chris Hyde - Getty Images
Photo credit: Chris Hyde - Getty Images

Osaka, che è cresciuta negli Stati Uniti ma è cittadina giapponese, è probabilmente la più grande star dello sport del suo Paese, una celebrità da megawatt di cui ogni mossa è tracciata. Oltre alle sue sublimi abilità nel tennis, rappresenta una nuova visione del Giappone, che abbraccia il multiculturalismo e la sua bellezza. Osaka, che si è ritirata dagli Open di Francia a maggio, ha parlato, ed è la rottura di un tabù per il mondo del tennis, dei suoi problemi di salute mentale, spiegando che "la cosa migliore per il torneo, per gli altri giocatori e per la mia salute sia che io mi ritiri così che tutti possano tornare a concentrarsi sul tennis che si sta giocando a Parigi. Non ho mai voluto essere una distrazione. Ammetto che il mio tempismo non è stato ideale e che il mio messaggio poteva essere più chiaro. Soprattutto, non avrei mai voluto banalizzare il tema della salute mentale o usare questa espressione alla leggera. La verità è che ho sofferto di lunghi episodi depressivi dallo US Open 2018 e non è stato facile conviverci". Osaka ha deciso di saltare anche Wimbledon, ma ha intenzione di competere alle Olimpiadi e, ovviamente, di tornare a vincere.

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