All'Hotel The St.Regis di Venezia si dorme nella suite in cui soggiornava Monet

Di Micol Passariello
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Photo credit: Niall Clutton
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From Harper's BAZAAR

Nell'autunno del 1908, Claude Monet era a Venezia. Soggiornava in un albergo in centro, con una vista incredibile sul Canal Grande. Per lui era un’ispirazione. Con quell’affaccio dipingeva ogni giorno i suoi preziosi dipinti. La camera con vista amata dal maestro dell’attimo fuggente era una delle suite del The St. Regis Venice. Un tempo noto come Grand Hotel Britannia, questa destinazione di lusso è sempre stata amata da intellettuali, socialites e artisti, come J.M.W Turner o John Singer Sargent.

Nel libro “Monet a Venezia” di Philippe Piguet, si racconta di come anche la moglie di Claude Monet, Alice, fosse incantata da quel panorama: “Le viste dalla nostra camera d’albergo – scriveva alla figlia - sono le più magnifiche di tutta Venezia, e per Monet è tutto ciò che conta”.

Photo credit: Niall Clutton
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Circondato dalla laguna, il The St. Regis Venice è la destinazione ideale per uno staycation all’insegna dell’arte, abbinando il soggiorno raffinato alle bellezze che la città offre. La posizione dei cinque palazzi che compongono l'hotel, affacciati proprio sul Canal Grande, è privilegiata per esplorare il centro, di fronte a Santa Maria della Salute e a Punta della Dogana, a pochi minuti a piedi da piazza San Marco. Con interni ispirati a Carlo Scarpa, uno dei principali architetti veneziani, l’albergo perla di Marriott International, ha messo a punto un programma di artists in residence, che soggiornando nell’hotel lavorano a opere destinate a far parte del décor.

Una full immersion nell’arte, specie se si alloggia nelle Monet Suite, che si trovano nel palazzo Badoer Tiepolo, il più antico risalente al XVII secolo, ispirate al mondo del pittore impressionista e intrise del suo spirito poetico. Basta affacciarsi a quelle finestre per ritrovare la vista che aveva ispirato Monet. L’interior design s’intona agli acquerelli dell’artista francese e regala agli ospiti l’illusione di vivere in uno dei suoi quadri. Alle pareti, i ritratti delle vedute del Canal Grande di Olivier Masmonteil omaggiano Monet, parafrasandone il percorso creativo nel linguaggio moderno. Nell’ampio soggiorno, che ammicca alla vista dall’alto sulla laguna, tutto porta nel mondo del grande impressionista, dai quadri ai tappeti, che ricordano i colpi di pennello sulla tela realizzati dal pittore e le increspature dell’acqua.

Photo credit: Courtesy
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Ma il fil rouge artistico prosegue nelle aree comuni. A partire dal Grand Salone, dove Masmonteil da la sua interpretazione contemporanea di quattro inestimabili opere d'arte di Tintoretto. La sapienza dei vetrai di Murano si fonde all’arte contemporanea in partnership con Glasstress, che invita artisti di varie discipline e i maestri vetrai a creare opere d'arte uniche, esposte tra i vari ambienti dell’hotel, selezionate dal curatore britannico Robin Greene. Le opere da ammirare sono tante, come Reclining Nocturne 3, di Karen La Monte, situato nella Long Gallery. Nella Library incontriamo l’ensemble geometrico Untitled di Tony Cragg, e il trittico di volti enigmatici See No Evil, Hear No Evil, Speak No Evil di Jaume Plensa. La pasta di vetro è ancora una volta l’elemento principale in Beauty Vir di Luigi Benzoni.

Vetro, colori e atmosfere intime si mischiano all’Arts Bar, dove l’arte diventa la musa dei cocktail ispirati al patrimonio culturale della città e alle star della scena contemporanea. In uno spazio esperienziale, tra ritmi jazz e atmosfere soft, la tentazione è provarli tutti, dal Venetian Cobbler ispirato a Tintoretto, al Chevalier di Casanova, dal Wiskey Dot Sour, che porta nel mondo puntinato di Yayoi Kusama, al Canal Art dedicato a Banksy.

Photo credit: Niall Clutton
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Da non perdere il tramonto in giardino, nel raffinato salotto en plein air in stile geometrico all’italiana, privato e raccolto. La vista sul Canal Grande è sorprendente, racchiude tutta l’allure della magia veneziana.