Alluce valgo: come curarlo senza intervento chirurgico

alluce valgo

L’alluce valgo consiste in una deviazione laterale dell’alluce che nel tempo può andare ad interessare anche e altre dita. La sporgenza ossea che si forma alla base può creare una dolorosa borsite se a stretto contatto con la calzatura. La conseguenza è dunque, oltre ad un danno estetico, anche la difficoltà nel reperire delle scarpe idonee.

Alluce valgo: le cause

Le cause dell’alluce valgo posso essere distinte in due tipologie.

L’alluce valgo primitivo, o idiopatico, vede origini genetiche e costituzionali. Questo vuol dire che nella famiglia della persona esistono già casi del genere e dunque il suo sviluppo nel corso degli anni non è riconducibile ad altri fattori.

L’alluce valgo secondario è determinato da cause acquisite come le malattie autoimmunitarie, degenerative, post traumatiche o per un asse non corretto del retropiede.

La calzatura non rientra tra le cause dell’alluce valgo, nè è legata al suo peggioramento. Il tacco o una scarpa stretta sono però collegati ad un arrossamento, con eventuale conseguente infiammazione dell’area interessata.

L’alluce valgo è una patologia prevalentemente femminile e si presenta orientativamente intorno ai quaranta anni di età. Nonostante questo, anche gli uomini possono accusare questa problematica.

I sintomi

L’alluce valgo presenta una serie di sintomi ben definiti:

  • Dolore: La sporgenza ossea che si va a formare è sormontata da una borsite che va sempre più ad infiammarsi.
  • Deviazione assiale secondaria: Come precedentemente accennato, l’inclinazione dell’alluce va a coinvolgere anche le altre dita del piede interessato, fino a creare dei veri e propri accavallamenti.
  • Atteggiamento a martello delle altre dita: Si presenta cioè una flessione dell’articolazione, anche con la presenza di callosità dolorose sul dorso del dito. Una condizione avanzata può portare ad avere lussazioni.
  • Callosità sulla pianta del piede: L’eccessiva sporgenza e dunque un carico errato sul piede porta alla formazione di callosità dolorose.

Cosa fare

Nel caso in cui la patologia fosse agli stadi iniziali, è possibile mettere in atto delle terapie conservative. Il loro scopo è quello di fermare o rallentare il dolore ed il disagio senza sottoporsi ad un intervento chirurgico.

Per prima cosa è necessario evitare di stare molte ore in piedi, poichè sforzare l’area va solo ad aumentare il disagio.

L’uso di calzature adeguate è inoltre un’ottima scelta per consentire all’arco del piede di non sovraccaricarsi e dunque diminuire il dolore.

Una valida soluzione in caso di dolore è l’applicazione di ghiaccio sull’area interessata.

Indossare con costanza dei plantari realizzati su misura permette di avere un sostegno adeguato per la propria specifica situazione.

Allo stesso modo, anche l’uso di tutori riesce a portare grandi benefici. Questi si dividono tra diurni e notturni ed i loro obiettivi sono quelli di separare l’alluce dal resto delle dita tramite divaricatori in silicone, oppure di proteggere le borsiti per mezzo di guaine elastiche con cuscinetti.

La fisioterapia e terapie come ultrasuoni, onde d’urto o laserterapia si sono rivelate di grande utilità, così come anche una ginnastica specifica consigliata rigorosamente dal fisioterapista. Tali esercizi sono ideati appositamente per fermare lo spostamento dell’alluce, migliorare la flessibilità e sviluppare i muscoli del piede. Anche camminare a piedi nudi aiuta molto ad irrobustire l’area.

Per quanto riguarda il trattamento dei calli, dei pediluvi con acqua tiepida ed amido di riso permettono di ammorbidirli, oltre a rilassare le estremità. L’aggiunta di olio essenziale di lavanda o di camomilla ha anche effetti antidolorifici.

L’alluce valgo è dunque una patologia che può avere vari gradi di gravità, ma prendersene cura in maniera costante ed attenta può realmente prevenire la necessità di un intervento chirurgico.

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