Amadeus non arretra: Junior Cally resterà tra i 24 Campioni. L'attacco è (quasi) unanime

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L’attacco è quasi unanime, ma Amadeus non arretra. Junior Cally resterà tra i 24 Campioni in gara al Festival di Sanremo, sarà presente all’Ariston il 4 febbraio nonostante le polemiche degli ultimi giorni. Il rapper è al centro degli attacchi per alcuni sui testi ritenuti sessisti e violenti contro le donne. Il regolamento della rassegna non prevede però l’esclusione in corsa di un artista, salvo fatti di strettissima attualità, ovvero prossimi all’evento e tali da rendere obbligatoria una decisione radicale. E il rapper non sembra disposto al passo indietro spontaneo.

Dal mondo della politica è unanime la richiesta di non far salire sul palco Junior Cally. Lo stesso presidente della Rai, Marcello Foa, ha espresso “forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata. Il Festival, tanto più in occasione del suo 70esimo anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e di unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani”. E chiede che Amadeus sappia ″riportare il festival nella sua giusta dimensione″. 

Per Nicola Zingaretti da Sanremo “quest’anno si trasmette un brutto messaggio, che offende le donne” .Attacca Junior Cally anche Matteo Salvini, ma il suo intervento ottiene l’effetto di moltiplicare le polemiche. “Mi vergogno di quel cantante che paragona donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana”, protesta su Twitter l’ex ministro attirandosi, a stretto giro, un mare di repliche. Dal Pd arrivano quelle di Matteo Orfini, Valeria Valente e Alessia Morani. “Io invece - scrive quest’ultima - fossi in te #Salvini mi vergognerei perché hai detto che gli insulti alle donne vanno bene se fatti in casa. Che pena, mamma...

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