Anche chi non ha mai visto un film Marvel guarderà WandaVision

Di Giuseppe Fantasia
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Photo credit: Marvel Studios
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From Marie Claire

Cercate di raffreddare – ammesso che ci riusciate - i vostri bollenti spiriti, resi tali dai nudi e dalle prodezze acrobatiche e sexy del duca di Hastings (Jean-Regé Page), sicuramente più bello della serie che lo vede protagonista - Bridgerton, su Netflix - e lasciatevi invece conquistare da Paul Bettany in WandaVision su Disney+. Fare un paragone tra i due è come dire a un viaggiatore frequent flyers se preferisce Londra o New York, ma di sicuro, una “sosta” di mezz’ora su entrambi (tanto dura ogni episodio che interpretano nelle due diverse serie) ve la consigliamo davvero. Se Page, secondo i rumors, lo vedremo forse nel prossimo James Bond, il bell’attore inglese - dopo esser sopravvissuto ai deliri di Lars Von Trier (in Dogville), aver preso due volte i voti (in Priest e ne Il Codice da Vinci), fatto l’ispettore tenendo a bada Johnny Deep e Angelina Jolie (in The Tourist) e diviso le scene con Russel Crowe quando quest’ultimo era ancora un sex symbol (in A beautiful mind e in Master & Commander) – lo abbiamo visto svoltare verso il super pop interpretando Dryden Vos in Solo: a Star Wars Story - secondo film antologico della celebre saga fantascientifica - e in Avengers: Age of Ultron, il film Marvel distribuito dalla Disney dove è Vision, l’androide protettore dell’umanità e custode della Gemma della Mente. Ebbene, preparatevi, perché dal 15 gennaio prossimo tornerà ad interpretare sì Vision, ritrovandosi però catapultato nel mondo di WandaVision che ha poco o nulla a che vedere con l’action-fantasy.

Photo credit: Marvel Studios
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Lo vediamo arrivare in macchina all’inizio della serie – nove episodi diretti da Matt Shakman - a Westview, la tipica periferia americana che se non fosse per il bianco e nero, assomiglierebbe a Wisteria Lane di Desperate Housewives. Con lui c’è la neo sposa Wanda Maximoff (Elizabeth Olsen), una casalinga che fa una vita da strega e usa i suoi poteri per sbrigare le faccende domestiche mentre lui – un androide sintezoide capace di alterare a piacimento la propria massa e solidità corporea - indossa un faccia umana con giacca e cappello e lavora in ufficio fino alle 5. Le loro storie triste che ci hanno fatto conoscere in Avengers le lasciano alle spalle e qui cercano entrambi di fare conoscenza con i vicini inserendosi nella società. Nella loro vita idilliaca - una quotidianità in cui la vera sfida non è più fare battaglie apocalittiche, ma cercare di non bruciare la cena - accade ben presto qualcosa e cominciano così a nascere dei sospetti, sui vicini e non, che si fanno sempre più insistenti.

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“Creare WandaVision – ci ha spiegato il regista via Zoom da Los Angeles - è stato come unire le vecchie sitcom alla Dick Van Dyke con Ai confini della realtà, riproducendone le atmosfere e prodotti molto diversi tra loro in cui cambiano dialoghi, movimenti e stile della recitazione, un qualcosa che ha rappresentato una prova interessante anche per gli attori”. “Non potevo arricciare il naso – ha aggiunto in proposito, ridendo, Wanda/Elizabeth Olsen citando Vita da strega - perciò ho dovuto trovare qualcosa di diverso che fosse appropriato, ma WandaVision, alla fine, è la storia di due persone che cercano di ambientarsi in un luogo nuovo e di non sentirsi diversi dagli altri”. La serie – stando almeno ai tre episodi che abbiamo visto in anteprima - è davvero come l’ha definita la sceneggiatrice Jac Schaeffer, ovvero “una lettera d’amore per l’età d'oro della televisione, un omaggio a tutte quelle serie incredibili del passato e alle persone che sono venute prima di noi, ma è anche un tentativo di aprire un nuovo territorio”. Il formato, lo stile e il linguaggio evolvono infatti come se si percorressero varie epoche della tv, “un bellissimo puzzle che il pubblico scoprirà nel corso degli episodi”, ha precisato Paul Bettany. “Bisogna togliere gli strati e avvicinarsi sempre di più alla verità di ciò che sta accadendo alla città e a questa strana coppia”, ha aggiunto l’attore inglese che da anni vive negli Stati Uniti, dicendo che hanno girato il primo episodio in due giorni di fronte a un pubblico in studio, dal vivo, “esattamente come avrebbero girato una serie degli anni '50: è stato davvero da brividi, folle e divertente”. In proposito, la Olsen ha ricordato che la prima volta che si è ritrovata sul set tutto era confuso nella sua mente, “un occhio alla camera e un occhio al pubblico, una cosa a cui non si è certo abituati”. Sono venuti poi in aiuto gli effetti speciali, anche perché lei - una strega a tutti gli effetti che riesce a controllare la mente delle persone e ad essere una perfetta donna di casa, orchestrando vettovaglie e cucina al comando della sua mente – lo fa come se avesse qualcosa da lanciare che in realtà non esiste. “È una cosa molto comica, ma non facile”, ha spiegato. “Ho passato molto tempo a preparare le mosse con un movement coach e alla fine sono diventate assolutamente naturali”. La serie è anche un modo perfetto per il mega produttore Kevin Feige, creatore dei più grandi successi Marvel, per approdare in televisione ed è stato proprio lui a spiegare che WandaVision “è sicuramente qualcosa che non si era mai visto prima”. “Anche chi non conosce i film Marvel – ha aggiunto - sarà comunque in grado di seguirla, proprio come accade per The Mandalorian, serie nell’universo di Star Wars che può essere vista anche da chi non conosce le vicende di Guerre Stellari”.

Che vi piaccia o no, ma non potrà non piacervi, a fare la differenza in questo caso è proprio Bettany. Dove lo trovate, infatti, un uomo con un fisico scultoreo, nato dall’unione di una gemma e di un fulmine, un essere umano che ha organi sintetici e una gemma incastonata in fronte che gli permette di non mangiare e bere e di emettere raggi dai suoi occhi, ma soprattutto una persona positiva che è sempre disponibile ad ascoltare, ad aiutare, a ballare e bravissimo anche a… fare altro? Rifletteteci.

Photo credit: Marvel Studios
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