"Andavo verso il baratro, poi papà mi ha salvato". Hunter Biden fa i conti con il suo tumultuoso passato

Di Redazione Gente
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Photo credit: Barack Obama, Joe Biden e il figlio Hunter
Photo credit: Barack Obama, Joe Biden e il figlio Hunter

La pecora nera della famiglia vuole fare i conti con il passato. Ora che Joe Biden, da poco eletto presidente degli Stati Uniti, è al vertice della notorietà e del potere, il figlio Hunter, che ha superato lutti familiari, alcolismo, tossicodipendenza e molti scandali, sempre con l’appoggio incondizionato del famoso genitore, parla di sé nella autobiografia Beautiful Things (Cose bellissime). Appena pubblicato in America, il libro (che sarà in Italia il 27 maggio, edito da Solferino) è il tentativo del maggiore dei figli rimasti a Joe di ripulire la propria immagine molto compromessa.

Photo credit: Il libro di Hunter Biden Beautiful Things
Photo credit: Il libro di Hunter Biden Beautiful Things

Si inizia con il terribile incidente d’auto che ha straziato la famiglia Biden nel 1972. “Mio padre è appena stato nominato senatore, si trova a Washington”, scrive Hunter. “Mia madre Neilia, una bellissima e brillante trentenne, ha deciso di portare me, mio fratello Beau e la nostra sorellina Naomi a comprare l’albero di Natale in un negozio di Wilmington. Beau ha quasi 4 anni. Io ne ho quasi 3”. Un camion travolge la vettura, uccidendo Neilia e la figlia di 1 anno e ferendo gravemente gli altri due. “Ricordo di essermi svegliato in una stanza di ospedale con Beau nel letto accanto al mio. Vedo le sue labbra che si muovono e ripetono tre parole all’infinito: "Ti voglio bene. Ti voglio bene. Ti voglio bene".

Photo credit: Hunter Biden con Beau e Ashley
Photo credit: Hunter Biden con Beau e Ashley

Dopo il trauma che segna l’infanzia dei due fratelli, Joe si risposa nel 1977 con Jill, l’attuale first lady, e nel 1981 nasce la figlia Ashley. Hunter segue le orme di Beau, frequentando come lui il liceo privato cattolico Archmere Academy, a Claymont, nel Delaware, poi scegliendo studi giuridici. Il primogenito sarà sempre per il più giovane un sicuro punto di riferimento affettivo, ma anche un esempio ingombrante di successo. Durante gli anni del corso di legge a Yale, Hunter incontra Kathleen. Si sposano nel 1993 e dalle nozze, troncate con una brusca separazione nel 2015, nascono Naomi, Finnegan e Maisy. “Sono un padre cinquantunenne che ha contribuito a crescere tre bellissime figlie”, scrive oggi Hunter nel libro in un soprassalto di orgoglio. Ma non c’è nulla di cui andare fieri, nelle pagine in cui si descrive in preda alle droghe o all’alcol. Per esempio: “Compravo il crack per le strade di Washington e mi cuocevo la dose nel bungalow di un albergo di Los Angeles”. E ancora: “Avevo una tale voglia di bere che mi ritrovavo a stappare la bottiglia, acquistata al negozio dietro l’angolo, prima di aver rimesso piede in casa”.

Photo credit: Hunter Biden e il fratello Beau
Photo credit: Hunter Biden e il fratello Beau

La fragilità di Hunter si riflette nella sua incerta carriera di uomo di affari, intrapresa sotto la protezione del padre, che nel 2009 diventa vicepresidente degli Stati Uniti, e nell’ombra del fratello, procuratore generale del Delaware ed eroe di guerra in Iraq. Proprio la tragedia dell’amato Beau, che si spegne per un tumore cerebrale nel 2015, precipita Hunter nello sconforto. In ospedale è il malato a dare la carica all’altro, dicendo: "Quando staremo meglio ci dedicheremo solo a questo, cercheremo e coltiveremo cose bellissime". Il titolo Beautiful Things deriva da tale espressione, ma nel libro la morte di Beau coincide con il tracollo. “Non avevo mai bevuto in quel modo. Non mi ero mai ridotto a non avere quasi la forza di uscire di casa. Avevo perso nove chili. Mangiavo solo i pochi generi alimentari disponibili al negozio di alcolici: nachos, cotenne fritte di maiale, noodle precotti. Alla fine il mio stomaco non reggeva più nemmeno i noodle”. Joe Biden è costretto a intervenire, arriva con la scorta a casa del figlio e decide che ha bisogno di aiuto. “Papà è così. Cerca sempre di ricordarmi che non tutto è perduto. Non mi ha mai abbandonato, mai evitato, mai giudicato a prescindere dai miei pessimi comportamenti”, scrive contrito Hunter.

Photo credit: Hunter Biden e la seconda moglie Melissa Cohen
Photo credit: Hunter Biden e la seconda moglie Melissa Cohen

Joe approva il figlio anche quando viene a sapere dell’imbarazzante legame sentimentale tra lui e la cognata Hallie, vedova di Beau. Dichiara: "Io e Jill siamo felici che si siano trovati per mettere insieme le loro vite, dopo un simile lutto". Kathleen invece non la prende affatto bene e butta il marito fuori di casa, chiedendo il divorzio. Lui riconosce adesso nel libro: “La relazione con Hallie è iniziata come un disperato tentativo di aggrapparsi all’amore perduto da entrambi e quando è finita ha approfondito la tragedia”. Hunter sprofonda in un abisso di autodistruzione, tra droghe e prostitute. Frequenta i club di spogliarelliste e ha un figlio nel 2018 da una di loro, Lunden Roberts, che lo forza a riconoscere il bambino dopo un test del Dna. Però l’anno seguente è quello della faticosa rinascita. Hunter si disintossica e ottiene una nuova stabilità sentimentale grazie alla regista sudafricana Melissa Cohen, sua attuale moglie, da cui nel 2020 ha il figlio Beau. A lei nel libro dedica pagine appassionate e riconoscenti.

Beautiful Things affronta anche lo scandalo creato dalla presenza di Hunter, privo di specifiche competenze, ai vertici della compagnia ucraina del gas Burisma Holdings. Nel 2019 Donald Trump accusò Joe Biden di abuso di potere, per aver fatto ottenere al figlio l’incarico e per aver impedito a un procuratore locale di indagare su presunti episodi di corruzione riguardanti l’azienda. Poi il caso si è sgonfiato e Hunter attacca Trump, definito “un vile con una missione vile”, quella di denigrare con le sue falsità il padre Joe per colpire un pericoloso rivale politico. Ma ora Biden senior ha vinto le presidenziali e Biden junior può prendersi le sue rivincite in un libro.

Testo di Igor Ruggeri

Tutte le foto sono state pubblicate da Gente