Andremo davvero al parco dove oggi c'è lo Scalo Ferroviario di Porta Romana?

Di Redazione Digital
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Photo credit: Courtesy Coima
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Non c'è da stupirsi se sul nuovo progetto di rinnovamento architettonico dello Scalo ferroviario di Porta Romana, a Milano, lavorerà anche la celebre Miuccia del fashion. Perché è stato anche grazie alla Fondazione Prada che questa fetta di periferia meneghina compresa nei confini del sud-est cittadino si sia rigenerata di strutture e servizi negli ultimi anni. Il punto è: come procederà il suo sviluppo? E la risposta si trova nell'acquisizione del terreno di via Lorenzini da parte di una cordata di società composta proprio da Prada Holding S.P.A, Coima SGR e Convivio.

Photo credit: Ferrovie dello Stato
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Al prezzo di 180 milioni di euro, i tre colossi della modernizzazione urbana si sono aggiudicati la superficie di circa 190mi la mq attraverso un bando aperto da Ferrovie dello Stato. Insieme al terreno, le tre società "hanno acquistato" l'incarico di firmare la costruzione del Villaggio Olimpico destinato a ospitare gli atleti delle Olimpiadi Invernali del 2026.

Photo credit: Ferrovie dello Stato
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La trasformazione dello spazio seguirà più o meno questi step. La linea ferroviaria tuttora attiva verrà coperta da una collina verde; mentre, a dominare il paesaggio urbano, ci sarà una rete di cavalcavia che unirà le diverse zone della città. COIMA SGR svilupperà la componente residenziale libera e agevolata e il Villaggio Olimpico, che al termine delle competizioni sarà trasformato in uno student housing con circa 1.000 posti letto; Covivio svilupperà funzioni a uso ufficio e servizi; Prada Holding S.p.A., interessata soprattutto alla qualità del parco, realizzerà un edificio a uso laboratorio e uffici per estendere le sue attività già presenti nell’area. Deduciamo quindi che sarà proprio quest'ultima società a dotare l'area di un ulteriore tocco culturale.

Photo credit: Courtesy Coima
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"Il Gruppo Prada già vent’anni fa decise di realizzare nel quartiere prospicente via Brembo – via Lorenzini un proprio centro direzionale ed un complesso a destinazione pubblica di natura culturale, sede oggi della Fondazione Prada. Da vari anni, affacciandoci dalle terrazze del museo, ammiravamo l’ampio spazio dello scalo ferroviario in disuso, rammentando la storia della Milano industriale, nella speranza che non venisse perduto il suo ricordo; per questo, quando le Ferrovie hanno deciso di dismettere l’area, ci siamo attivati per trovare dei partner che condividessero con noi il proposito di preservare l’armonia degli spazi , arricchendo la vita del quartiere, scopo per il quale abbiamo deciso di partecipare a questa grande impresa”, ha dichiarato Patrizio Bertelli, azionista di riferimento di Prada Holding.

La zona cambierà volto per il 2025 e 26 mila metri quadrati sono rimasti sotto l'ala delle Ferrovie dello Stato. Come sarà la Milano che verrà?