Animali domestici come deterrente contro "le bionde"

·4 minuto per la lettura
Animali domestici come deterrente contro "le bionde"
Animali domestici come deterrente contro "le bionde"

Smettere di fumare per amore del proprio cucciolo? Negli Stati Uniti si può, ma forse si ricomincerebbe a settantanni come la bionda Gwyneth Paltrow!

Secondo uno studio condotto su oltre 3 mila proprietari di un cane o un gatto americani, ben il 28% dei fumatori proverebbe a smettere di fumare se sapesse che il fumo passivo può far male ai propri animali e altrettanti si adopererebbero per far perdere i vizio al partner.

Peccato che la maggior parte dei fumatori ignori questo tipo di rischi.
"In realtà, scrivono infatti su 'Tobacco Control' i ricercatori del Center for Health Promotion and Disease Prevention all'Henry Ford Health System di Detroit (Usa), ancora pochi fumatori si rendono conto dell'impatto del loro 'vizio' sulla salute di cani e gatti di casa.
Eppure diversi studi hanno collegato il fumo passivo al pericolo di linfoma nei gatti e di tumori di naso e polmoni nei cani. I cani rischiano anche reazioni allergiche, infezioni agli occhi e problemi respiratori, mentre i felini possono ammalarsi di tumori del cavo orale e i volatili di disturbi alla pelle
."

Ora però l'indagine da loro condotta mostra che se un intervistato su cinque è fumatore, con una media di 13,5 sigarette al giorno, la metà delle quali accese in casa, ben il 28% di quelli che possiedono un animale domestico sarebbe pronto a smettere sapendo che il fumo passivo può far male al proprio cane, al proprio gatto o ad altri tipi di animali da compagnia, mentre un altro 11% ha dichiarato che penserebbe di smettere sulla base di questa motivazione. Stesso discorso anche per i proprietari di animali non fumatori ma conviventi con qualcuno che fuma, di cui il 16% ha dichiarato che chiederebbe al suo convivente di smettere, mentre il 24% proverebbe almeno a convincerlo a fumare fuori casa.

"Questo non significa che le persone amino i propri animali domestici più di se stesse o dei propri bambini, è soltanto un fattore di motivazione in più per smettere di fumare", ha detto in un'intervista Sharon Milberger, coautrice dello studio.
Secondo Milberger infatti "chiedere ai fumatori di smettere per il bene dei loro animali domestici potrebbe essere una strategia efficace per farli rinunciare alle sigarette anche in considerazione del fatto che negli Stati Uniti, su 71 milioni di persone che possiedono un animale, circa un quinto fuma, mentre secondo i Centers for Disease Control and Prevention i fumatori ammontano a poco meno del 20% dell'intera popolazione americana."

L'amore per Fido e Micio può dunque essere un potente alleato per la salute dei fumatori, una spinta in più verso l'addio alle sigarette?

Non so perché ma sono scettica.  Tra quello che si dichiara di essere disposti a fare in un sondaggio e quello che poi si fa davvero nella realtà c'è un abisso, soprattutto quando si tratta di vizi come quello di fumare. Anche perché come ammette la stessa ricercatrice "è difficile pensare che possa esistere un fumatore non consapevole che il fumo nuoce alla salute sua e di chi gli sta intorno".
Comunque tentar non nuoce. Sui pacchetti di sigarette da oggi potremmo mettere la scritta "il fumo uccide te e i tuoi amici a quattro zampe".

Coi figli funziona relativamente e a tempo: molte madri smettono per il bene dei loro bambini solo quando sono in gravidanza e/o allattamento, per smettere subito dopo.
Qualcuna resiste di più, ma è un chiodo fisso che non si scaccia. Proprio in questi giorni l'attrice Gwyneth Paltrow ha dichiarato che, per amore della figlia Apple, si è separata "momentaneamente" dalle sigarette, ma che "a 70 anni" ricomincerà a fumare, perché ama fumare e perciò ha deciso che può benissimo aspettare.
"L'ultima sigaretta – ha detto l'attrice senza un minimo di ritegno – l'ho fumata il giorno in cui ho scoperto di essere incinta. Mi sono seduta e ho gustato con calma quella che sarebbe diventata la mia ultima sigaretta".
Questo dimostra quanto poco gliene importasse, visto che nel momento in cui si scopre di essere incinta, il figlio ha già diverse settimane di vita e quindi di esposizione al fumo. Considerato che, come tutte le mamme sanno, i primi mesi sono i più delicati per lo sviluppo del nascituro, ogni sigaretta in più, anche l'ultima fumata con tanto gusto, poteva essere di troppo.

La paura di nuocere alla salute dei propri animali porterà allo stesso tipo di risultati?
Probabile, anche perché sembra che a livello biologico figli e animali domestici suscitino gli stessi effetti in genitori/proprietari.

Un team di biologi giapponesi ha dimostrato che dopo aver accarezzato e coccolato il proprio cane o gatto, e soprattutto aver stabilito un contatto anche visivo con lui, nei padroni aumentano i livelli di un ormone chiamato ossitocina, collegato pure alle emozioni dell'amicizia, dell'amore romantico e, cosa ancora più rilevante, di quello genitoriale.
Se i 'pet' stimolano le stesse sensazioni positive di un pargolo in culla, perché non dovrebbero far smettere "momentaneamente" di fumare? Non ci salverà dalle dichiarazioni della "bionda" Paltrow, ma magari dalle sigarette…
0 Post correlati Fini e Bersani sotto la lente dello psicofisionomo Generazione “AIDS-free” grazie a UNICEF È di nuovo emergenza Aids Halloween ha messo a letto gli italiani “