Annegamento Naya Rivera: l'ex marito fa causa per omicidio colposo

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Ryan Dorsey, ex marito di Naya Rivera, ha intentato una causa per omicidio colposo per la morte dell'attrice di “Glee”, annegata quest'estate durante un’uscita in barca con il figlio di quattro anni sul lago Piru, in California.

La colpa, secondo l'accusa, sarebbe dell'autorità locale e dei gestori del lago a nord-ovest di Los Angeles, dove è avvenuto l'incidente.

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Secondo quanto riportato dalla Bbc, l’accusa sostiene che l’attrice non sarebbe stata adeguatamente avvertita dei rischi che avrebbe potuto correre nuotando in quel lago. I pericoli erano molteplici, dalle "forti correnti, alla scarsa visibilità fino alla profondità dell'acqua mutevole". Inoltre la barca noleggiata da Rivera "non era dotata di una scala accessibile in sicurezza, di una corda adeguata, di un'ancora, di una radio o di qualsiasi meccanismo di sicurezza per impedire ai bagnanti di essere allontanati dalle loro barche". Non ci sarebbero stati neanche i dispositivi di galleggiamento.

L’8 luglio di quest’anno, Naya Rivera aveva deciso di trascorrere un po’ di tempo con il figlioletto di 4 anni. Per l’occasione aveva pensato di noleggiare un’imbarcazione e compiere un’escursione sul lago Piru. Nel pomeriggio di quello stesso giorno il bambino era stato ritrovato solo e addormentato sull'imbarcazione alla deriva. Il corpo dell'attrice era stato ritrovato diversi giorni dopo e la sua morte dichiarata accidentale.

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