Anticipo scolastico: primina sì, primina no

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Anticipo scolastico cos'è
Anticipo scolastico cos'è

Quante volte avete visto i vostri figli accanto agli amici e li avete pensati come più maturi rispetto ai coetanei? Solitamente questo è il motivo principale per cui i genitori scelgono per la propria bambina e bambino l’anticipo scolastico o primina, ovvero l’ingresso anticipato per cogliere l’opportunità di far cominciare ai propri piccoli la scuola elementare un po’ prima rispetto ai sei anni.

Anticipo scolastico: cos’è

Una valida check list molto pratica per capire se la propria figlia e il proprio figlio sono pronti per un anticipo scolastico:

  • Autonomia: sarebbe bene che la bimba e il bimbo fossero in grado di vestirsi da soli, di andare in bagno da soli, di tenere in ordine i propri giochi come poi sarà necessario prendersi cura del proprio materiale scolastico

  • Capacità di concentrazione: il giusto livello di attenzione e di collaborazione è fondamentale per l’ingresso alla scuola primaria. Restare seduti per più ore sarà una novità, rispetto alla scuola dell’infanzia, e anche la concentrazione sarà fondamentale per riuscire ad ascoltare la maestra e fare i compiti assegnati

  • Rapporto con i suoi coetanei: la classe sarà un ambiente più strutturato, dove ci sarà bisogno di spirito di gruppo, capacità di condivisione e di convivenza con gli altri, magari con meno capricci possibile

  • Emotività: occorrerà un poco più di autocontrollo e una più attenta gestione delle emozioni, perché proprio in questa fase sarà evidente lo sviluppo di una nuova maturità, che prevede un maggior distacco dai genitori

Anticipo scolastico: cosa dice la normativa

La legge italiana che disciplina l’anticipo scolastico è la n. 53/2003, formalizzata poi con il Decreto Legislativo n. 54/ 2004: superando la “primina”, tale legge ha aperto le porte al cosiddetto anticipo scolastico, grazie al quale – secondo la normativa vigente – si può effettuare l’iscrizione alla scuola elementare anche per bambini più piccoli, purché abbiano già cinque anni e mezzo e compiano i sei anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico al quale si iscrivono.

Anticipo scolastico: i consigli degli esperti

Molti psicologi evolutivi ritengono che un ingresso precoce nella scuola primaria e il conseguente confronto con bimbi più grandi potrebbe solo favorire l’intelligenza della bimba e del bimbo. Altri, sostengono che sia fondamentale mantenere il giusto tempo per il gioco, e che la scuola primaria non sempre sia in continuità con la scuola dell’infanzia come “scuola del gioco”, elemento importantissimo per una crescita equilibrata.

Primina e psicologia scolastica: i perché dei no

  • Meglio prolungare la stagione del gioco libero, perché è proprio il giocare che favorisce l’acquisizione naturale di abilità sociali utili quando si sarà più grandi

  • Meglio rispettare i tempi naturali di sviluppo della bambina e del bambino, senza affrettare artificiosamente i tempi, per evitare che la scuola diventi non un’esperienza di crescita ma una fonte di stress

Primina e psicologia scolastica: i perché dei sì

  • Entrare in un ambiente con più stimoli, perché i piccoli hanno l ‘opportunità di confrontarsi con i più grandi, può favorire una maggiore rapidità di apprendimento

  • Essere anticipatari non ha valenza psicopedagogica quando le bimbe e i bimbi hanno portato a compimento uno sviluppo superiore alla media, tale da non pregiudicare il loro apprendimento

Conclusioni e consigli

La scelta spetta ai genitori, ma è bene tenere in mente diversi aspetti, senza isolare l’idea anagrafica sottesa all’anticipo scolastico, ma considerando anche le reali capacità della propria figlia o del proprio figlio.

  • Sarà utile e professionale un confronto sia con il pediatra, soprattutto sul fronte dello sviluppo psicomotorio della bimba e del bimbo, sia con le maestre e gli educatori della scuola materna, per conoscere tutte le sfumature caratteriali dei propri figli che possono avvantaggiare o meno l’ingresso scolastico anticipato

  • L’anticipo scolastico deve essere per il bene della bimba e del bimbo, esclusivamente, e non per un fattore di orgoglio dei genitori: la primina significa comunque sempre un anno in meno di spensieratezza e gioco

  • La possibilità offerta dalla legge di anticipare l’ingresso a scuola è pensata per quei bambini che presentano uno sviluppo superiore alla media, non per tutti i nati fra gennaio e aprile, a prescindere dalle capacità percepite dai genitori. Per questo il confronto schietto con altri operatori che conoscono la bambina e il bambino sarà fondamentale

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