Antivirale Pfizer ai primi segni di malattia, al via test

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Un antivirale a somministrazione orale contro il Covid per adulti sintomatici non ricoverati e che non rischiano una progressione verso forme gravi di malattia. Pfizer annuncia l'avvio di uno studio clinico di fase 2-3 che valuterà la sicurezza e l'efficacia di un farmaco antivirale sperimentale (PF-07321332) progettato per contrastare il virus. Una terapia che potrebbe quindi essere somministrata ai primi segni di infezione.

Lo studio, randomizzato in doppio cieco - informa il gruppo americano in una nota - arruolerà circa 1.140 partecipanti che riceveranno o PF-07321332 più ritonavir o placebo ogni 12 ore per 5 giorni. Gli inibitori della proteasi come PF-07321332 - ricorda Pfizer - sono disegnati per bloccare l'attività dell'enzima principale di cui il coronavirus necessita per replicarsi. L'idea è che la co-somministrazione con una bassa dose di ritonavir, un altro inibitore della proteasi, contribuisca a rallentare il metabolismo di PF-07321332 permettendogli di restare nell'organismo più a lungo a concentrazioni più elevate, continuando così ad agire per combattere Sars-CoV-2.

Il primo studio registrativo di fase 2-3 su PF07321332/ritonavir è partito a luglio su adulti sintomatici non ospedalizzati con diagnosi di Covid-19 ad aumentato rischio di progredire verso forme gravi. Il nuovo trial punta invece a testare l'approccio anche in pazienti sintomatici che non corrono questo rischio. In caso di successo del trial, evidenzia Pfizer, PF-07321332/ritonavir potrebbe rispondere a "una significativa esigenza medica non soddisfatta: fornire ai pazienti una nuova terapia orale che potrebbe essere prescritta al primo segno di infezione, senza che si renda necessario il ricovero".

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