Appendicite bambini: sintomi, cause, dieta e come riconoscerla

appendicite bambini

L’appendicite è una malattia infiammatoria che parte dal tratto iniziale dell’intestino grasso e può colpire i bambini. Questo fragile allungamento intestinale è lungo circa cinque millimetri. Pur non svolgendo alcuna funzione importante, il fragile allungamento dell’intestino viene spesso infiammato per varie cause, creando notevoli disagi all’interno dell’organismo.

Appendicite bambini: i sintomi

L’appendicite nei bambini è frequente ed è una delle conseguenze di chirurgia addominale. L’appendicite può colpire ad ogni età e in certi casi può presentarsi anche al di sotto di un anno. I sintomi più comuni si differenziano a seconda dell’età. Per i bambini tra i 3 e i 13 anni, i sintomi sono: sofferenza della pancia, febbre, diarrea con muco, nausea e vomito. Un primo campanello d’allarme per i bambini è dato dall’innalzamento della temperatura, seguito da intensi dolori al ventre. Il bambino potrebbe non avere più la febbre dopo qualche giorno, pur presentando gli altri sintomi. In questi casi trascorsi 24 ore circa converrebbe consultare un medico prima che l’appendicite possa esplodere.

Come riconoscerla

1) SOFFERENZA DELLA PANCIA

È il sintomo più frequente. Il bambino avverte la sofferenza intorno all’ombelico per poi migrare al di sotto della pancia nella parte destra. Lo stato di dolore aumenta con una semplice pressione, con un movimento di scatto o con una respirazione prolungata. Nella maggior parte dei casi i muscoli addominali appaiono molto rigidi al tatto.

2) FEBBRE

Lo stato febbrile compare quando l’infiammazione è in stato avanzato, ovverosia quando l’appendice è stata forata. Ne consegue che le feci entrano nell’addome, provocando importanti infezioni.

3) DIARREA CON MUCO

Non è un caso frequente, ma può capitare. La diarrea avviene in piccole quantità e con muco.

4) NAUSEA E VOMITO

Il dolore addominale nasce nell’area intorno all’ombelico o nei pressi dello stomaco. Solitamente la nausea ed il vomito si verificano quando i succhi gastrici entrano in contatto con la parete dell’esofago, provocando nausea e vomito.

Trascorso 24 ore, se la situazione peggiora per la persistenza di dolori forti all’addome, è necessario consultare immediatamente un medico per evitare che la situazione degeneri.

Le cause

L’ostruzione è una delle cause principali dell’appendicite. Il muco che si forma a causa dell’ostruzione provoca un rigonfiamento, infezioni e blocco intestinale. L’ostruzione che provoca l’appendicite non è dovuta solo a importanti quantità di feci, ma anche di piccole quantità. In conseguenza del blocco, l’appendicite provoca forti infiammazioni ed infezioni. Se lo stato di infiammazione perdura per qualche giorno, può capitare una perforazione che causa, nella maggior parte dei casi, un rilevante ascesso. Non è raro in questi caso che la parte dell’addome si possa infiammare provocando la peritonite, realmente mortale. Non solo, una perforazione può indurre i batteri a compromettere seriamente l’apparato del cuore, con conseguenze letali.

La dieta efficace

La dieta nel bambino riveste un ruolo fondamentale per contrastare la formazione dell’appendicite. In presenza di un’ infiammazione è consigliabile evitare certi cibi: non è importante in questi casi cosa si mangia, ma cosa si dovrebbe non mangiare per facilitare la guarigione. In primo luogo è opportuno mangiare piccole quantità di cibo durante il giorno in modo da aiutare l’organismo a lavorare bene. In secondo luogo è consigliabile che il cibo venga cotto a vapore sia per quanto concerne le verdure e sia per la carne, esclusivamente magra. Anche il pesce dovrà essere cotto per evitare l’uso di grassi. Nella dieta del bambino inseriremo lo yogurt, riso o pasta integrale. Il benessere dell’intestino sarà favorito anche da un’ equilibrata idratazione, perché l’acqua aiuta ad espellere gli scarti dell’ organismo. Il bambino, inoltre, dovrà evitare tutti i cibi e le bevande che possono affaticare eccessivamente l’intestino, come ad esempio tutti gli insaccati, le carni rosse, i formaggi, alimenti precotti, le bibite gassate ed il cioccolato.