Applausi a scena aperta per Mia Ceran, che normalizza l’allattamento al seno su Instagram

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Ha scelto una citazione di Emily Ratajkowski per raccontare il nuovo capitolo della sua vita iniziato giusto un mese e mezzo fa. Mia Ceran è mamma di Bruno Romeo dal 9 agosto e ha deciso di seguire l’esempio di Emrata, ma anche Chiara Ferragni, Ashley Graham e l’attrice americana Mandy Moore e di sdoganare l’allattamento anche su Instagram (e far venire l’orticaria agli haters specializzati in mom shaming). "Se sembra che io stia sempre allattando è perché è davvero così", ha scritto la conduttrice e giornalista postando la foto in cui allatta circondata da una marea di paste e pasticcini.

Mia, che dal 4 ottobre torna in tv con la nuova edizione di Quelli che il calcio per la prima volta dal debutto nel 1993 in onda il lunedì, non è una postatrice seriale su Instagram ma quando lo fa, lo fa con cognizione di causa e la maggior parte delle volte per lanciare un messaggio. A un mese dalla nascita del suo bimbo, infatti, ha affidato al suo profilo una riflessione potentissima sulla maternità, sull'equilibrio donna-mamma-professionista e sull’importanza di farsi aiutare.

“Qualche giorno fa, a meno di un mese dalla sua nascita, Bruno è venuto al lavoro con me, in Rai, nel primo giorno in cui riprendevamo a lavorare 'in presenza'. Sembra tutto molto quieto e pacifico in questo scatto, ma nessuno aveva immortalato le volte in cui ho cenato imboccata dal mio compagno o in cui ho cercato di nascondere il rumore del tiralatte durante una call di lavoro", ha scritto Mia centrando il tema importante della (non) verità mostrata sui social che inevitabilmente crea disagio e inadeguatezza in chi fa fatica a rivedersi. Un pensiero su quanto sia importante farsi aiutare senza sentirsi inadatti: nel suo caso i ringraziamenti sono tutti per il compagno e padre del piccolo Federico Ferrari, i nonni, la nonna bis e “mamma Rai” che le ha permesso di portare il figlio al lavoro.

"Anche io sono stata fan della retorica del 'posso farcela da sola e posso conciliare tutto', poi ho capito che avere l’ambizione di essere Wonder Woman non solo è irraggiungibile (almeno per me) ma è anche sbagliato. È una gran truffa quella di pensare che le donne debbano sempre dimostrare di saper fare tutto da sole (per chi ci riesce solo complimenti, sia chiaro)", ha specificato la 34enne in un elogio delle fragilità, della diversità, dell'importanza del benessere psicofisico di una donna in un momento così delicato. Meno eroine e più donne vere, ci piace.

"Bisogna invece chiedere tutto l’aiuto di cui si può disporre senza vergognarsene (mariti, compagni, famiglia, nonni, amici, datori di lavoro, colleghi) per tirare su un figlio. Ho realizzato che nei primi mesi di vita di un bambino non esistono buone e cattive madri (eppure quanto giudizio c’è in giro); esistono donne aiutate e sostenute e donne lasciate sole in un momento meraviglioso ma delicato. Se avete bisogno di aiuto: chiedetelo. Se potete darne: offritelo". Amen.

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