AppleTV+ ha aperto il portafogli: i film e le serie in uscita con cui vuole battere Netflix

Di Gabriele Niola
·4 minuto per la lettura

From Esquire

Nella grande guerra dello streaming (perché è proprio una guerra e pure molto dura) Netflix ci sembra il più potente e il più forte. Al momento ha più abbonati e ha le serie e i film migliori (per non parlare dei documentari) e per quanto poi abbia anche i peggiori, i titoli più visti in streaming sono sempre i suoi, almeno 8 su 10 ogni settimana. Eppure Netflix è il novellino, il povero in questa guerra, quello con meno soldi, meno talenti e meno proprietà, soprattutto quello privo di un altro business a coprirgli le spalle. Netflix fa solo questo, è solo una piattaforma, i rivali fanno tutt’altro con risultati considerevoli e poi sono una piattaforma. Con i suoi 20 miliardi annui di profitto Netflix è Davide di fronte ai Golia Amazon (280 miliardi annui), Disney (20 miliardi come Netflix ma un catalogo e un know-how produttivo che le consentono di fare qualsiasi cosa) e ora anche Apple (274 miliardi annui) ha deciso di fare sul serio.

Quando è stata lanciata la prima volta, nel 2007, la Apple TV non aveva certo quest’ambizione, non doveva essere il fulcro di una serie di contenuti prodotti da Apple stessa ma semmai tentare di ricalcare la rivoluzione che iTunes aveva portato nella musica (la vendita di musica digitale facile e per tutti) con i film. Non c’è mai riuscita davvero ma quando nel 2019, 12 anni dopo, la stessa casa ha lanciato la piattaforma Apple TV+ è stato chiaro che era cambiato tutto, anche se non c’era nulla di clamoroso nei suoi annunci. A detta di tutti gli insider Apple non aveva infatti le idee chiarissime riguardo cosa produrre, sapeva solo che quell’arena dei contenuti originali era quella in cui stare. Ha cominciato con le serie centrandone almeno una di rilievo (The Morning Show, molto bella ma poco seguita) e pensava di proseguire su quel solco, come avevano fatto i rivali, e poi è arrivato Greyhound.

Photo credit: Apple
Photo credit: Apple

Greyhound è il film su cui Tom Hanks puntava moltissimo, tanto da produrlo anche e scrivere la sceneggiatura. Originariamente previsto per la sala, è una bella storia solida di guerra con Hanks che dà il massimo, un’avventura marina di navi contro sottomarini tedeschi invisibili che ti attaccano sott’acqua. Tesissimo. Le sale sono state chiuse per via del lockdown e la produzione l’ha messo all’asta. Apple l’ha comprato e rilasciato senza troppa voglia ma sulla piattaforma ha fatto un numero di spettatori paragonabile ad un’uscita cinematografica (almeno stando a quello che dicono da Apple, eh!), ha portato nuovi abbonati e ha scatenato un passaparola positivissimo. Un successo così grande da cambiare i piani di Apple TV+, facendoli sterzare in corsa, ridirezionando una parte dei soldi investiti nelle serie verso i film e non solo.

E negli ultimi mesi ha proprio cominciato a marciare ad un altro ritmo. Non solo la serie Ted Lasso, con Jason Sudeikis sta andando molto bene, ma da tempo si sa che stanno producendo Killers Of The Flower Moon, il prossimo film di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio e Robert De Niro (per cui bisogna aspettare il 2021 e costa, costa parecchio), hanno già messo online il nuovo film di Sofia Coppola con Bill Murray, On The Rocks, e infine ora ha stretto una partnership grossa con l’ex capo del canale via cavo numero 1, HBO, ovvero Richard Plepler. Gli produrranno quel che vuole e il primo risultato annunciato è il ritorno di John Stewart.

Photo credit: Pool - Getty Images
Photo credit: Pool - Getty Images

Stewart da noi non è proprio tra i più noti anchorman americani ma in patria è un’istituzione e, cosa più importante, nel 2015 si era ritirato dopo 17 anni del suo Daily Show con cui ha cambiato la satira e l’informazione, lanciando diversi altri talenti (tra cui Stephen Colbert, che da qualche anno ha ereditato il Late Show di Letterman). Ora per Apple ritorna a trasmettere e farà di nuovo uno show sull’attualità. E in tutta questa storia il dettaglio che va notato è che uno come Stewart se vuole uscire dalla pensione non ha problemi di porte in faccia, chiunque gli darebbe i soldi che chiede per una produzione, come del resto è capitato a David Letterman con Netflix (la sua serie di interviste rilassate è alla terza stagione). Il fatto che ad accaparrarselo sia stata invece Apple TV+, di certo non la piattaforma con il maggior numero di abbonati né quella che dà più garanzie, è sinonimo di quanto debba essere stata conveniente l’offerta fattagli e quindi quanto Apple abbia deciso di investire.