ArcelorMittal, blitz della Finanza a Taranto e Milano

L'Ilva di Taranto (REUTERS/Tony Gentile)

La procura di Milano sta portando avanti un'indagine su ArcelorMittal e il suo tentativo di sciogliere il contratto di affitto dell'ex Ilva. Due le ipotesi di reato per il gruppo franco-indiano: le false comunicazioni al mercato (aggiotaggio informativo) e "distrazione senza concorso con il fallito", un reato di natura fallimentare che riguarda chi "essendo consapevole dello stato di dissesto dell'imprenditore distrae o ricetta merci o altri beni dello stesso o li acquista a prezzo notevolmente inferiore al valore corrente, se il fallimento si verifica".

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Il reato di aggiotaggio informativo si ipotizza invece in relazione alle false comunicazioni che Arcelor Mittal avrebbe fornito ai mercati dopo aver rilevato le attività industriali dello stabilimento siderurgico di Taranto. Tra quelle contestate dalla Procura di Milano, c'è inoltre anche l'accusa di omessa dichiarazione dei redditi.

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L'inchiesta, al momento contro ignoti, è stata avviata la settimana scorsa dai pm Mauro Clerici e Stefano Civardi con il coordinamento del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli.

La guardia di finanza, su ordine della Procura di Taranto e di quella di Milano, ha in corso perquisizioni e sequestri di documenti negli uffici di ArcelorMittal nella città pugliese e in quella lombarda.

"L'azienda conferma la presenza della Guardia di Finanza negli uffici di Milano e nello stabilimento di Taranto di ArcelorMittal Italia e sta collaborando fornendo le informazioni richieste", ha affermato ArcelorMittal in una nota.

Intanto la multinazionale ha sospeso la decisione di spegnere l'altoforno 2 di Taranto in attesa della sentenza del Tribunale di Milano. L'udienza sarà il 27 novembre, mentre venerdì 22 il premier vedrà i vertici dell'azienda.