Arriva al cinema il film vincitore di Venezia La Scelta di Anne – L'Événement, con un poster bellissimo

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Photo credit: Stefania D'Alessandro - Getty Images
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Il 4 novembre arriva in anteprima mondiale, solo nei cinema italiani, il film che ha vinto il Leone d’Oro all'ultima edizione del Festival di Venezia, La scelta di Anne – L’èvènement, della regista Audrey Diwan. Ad annunciarlo ci pensa un poster iconico, una locandina che ci porta dentro al film, al primo sguardo.

Protagonista del poster e del film è Anne, studentessa francese che negli Anni 60 decide di ricorrere all'aborto, all'epoca illegale. Ad interpretarla magistralmente ci pensa l'attrice franco-rumena Anamaria Vartolomei che buca letteralmente il poster con il suo sguardo di ghiaccio. Seria, enigmatica, forte, malinconica, la storia di Anne ci arriva dritta in faccia con uno sguardo e noi iniziamo a capire che per questo film sarà necessario metterci in gioco in prima persona. La scelta di Anne – L’èvènement, è tratto dal romanzo autobiografico di Annie Ernaux, ed è ambientato nella Francia del 1963. Il film racconta il viaggio della battaglia fisica ed emotiva di Anne, giovane donna che decide di abortire per completare i suoi studi e sfuggire al destino sociale della sua famiglia proletaria, in un mondo che condanna il desiderio delle donne, e il sesso in generale. Ma sarà una lotta contro il tempo.

Photo credit: Courtesy Photo
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La scelta di Anne – L’évenément è percorso da una suspense quasi insostenibile, come ha spiegato a Elle durante la 78 Mostra di Venezia Audrey Diwan: "È una sorta di thriller intimo. L’idea era quella di non seguire semplicemente Anne, ma di essere davvero lei, far fare agli spettatori, uomini o donne che siano, il suo stesso viaggio". Un percorso che ci conduce per mano attraverso passaggi scabrosi e delicati, dove il corpo è il campo di battaglia, esposto a manipolazioni e sofferenza. Passaggi che riusciamo a intuire già osservando il volto che ricambia il nostro sguardo nella locandina.

"Volevo soprattutto realizzare un’opera cinematografica, ma con la consapevolezza che il tema del diritto di ogni donna a decidere del proprio corpo non è mai esaurito e nemmeno garantito, anche laddove l’aborto è legale - continua Diwan - Con questo film volevo spezzare il silenzio che ha accolto l’uscita di quel libro così importante, fare un film che assomigliasse a un grido. Spero che in molti lo ascoltino".

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