Arriva (finalmente) l’ora legale, quella luce in più che ci regala tempo e risparmi sulla bolletta

Di Daniela Passeri
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Photo credit: surface su unsplash
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From ELLE

Cambia l’orario, torna l’ora legale in Italia, quella che ci regala un’ora di luce in più al giorno, ci dà l’impressione che le giornate siano più lunghe, ma soprattutto ci fa risparmiare sui consumi di energia e sulle emissioni nocive. Da domenica 28 marzo, spostando in avanti le lancette dell’orologio di un’ora, ritardiamo di un’ora l’accensione della luce artificiale in un momento in cui le attività di lavoro sono ancora in pieno svolgimento (uffici, negozi, imprese). Questo ci permette di risparmiare sulla bolletta energetica. Quanto? Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale, lo scorso anno l’ora legale in Italia ha fatto risparmiare 400 milioni di kWh (kilowattora), che equivalgono ai consumi medi annui di 150 mila famiglie, quelle che vivono in una città delle dimensioni di Bologna o Firenze. In mancate emissioni nocive per il clima siamo sulle 205 tonnellate meno di CO2, pari ad un risparmio economico di 66 milioni di euro.

Photo credit: Getty / Chinaface
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L’anno scorso, però, eravamo in lockdown quando è scatta l’ora legale: con i consumi al minimo, il risparmio è stato più contenuto del solito. Quest’anno, con i consumi in ripresa, ci si attende un risparmio decisamente superiore. Nel lungo periodo, dal 2004 al 2020, il minor consumo di elettricità per l’Italia dovuto all’ora legale è stato di circa 10 miliardi di kilowattora, che equivale ad un risparmio per i cittadini di 1 miliardo e 720 milioni di euro, quindi una media di 107 milioni di euro all’anno. I mesi in cui l’ora legale ci fa risparmiare di più sono aprile ed ottobre, mentre nei mesi estivi, l’allungamento delle giornate fa diminuire il risparmio perché l’ora di accendere le luci arriva quando le attività sono già in gran parte chiuse.

Questo cambio di orario primaverile poteva essere l’ultimo, secondo le indicazione della Commissione europea che nel 2018 aveva proposto agli stati di abolire il passaggio all’ora legale e di scegliere in quale fuso rimanere stabilmente. Però, nel Consiglio Europeo gli stati sono divisi e una soluzione condivisa ancora non è stata trovata. A chiedere lo stop al cambio di orario, che ha comunque anche dei costi, oltre che vantaggi, sono gli stati del Nord Europa, per i quali i risparmi sono relativi, in quanto le giornate estive sono comunque più lunghe. Invece, alle latitudini mediterranee, il cambio conviene eccome, dati alla mano.