Arriva Looop di H&M e i vestiti rinascono, Madre Terra ringrazia, la coscienza si risveglia

Di Federica Caiazzo
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy di H&M
Photo credit: Courtesy di H&M

From ELLE

“Troppo preziosa per essere sprecata”: il colosso della moda low cost H&M punta sempre più dritto verso la salvaguardia dell’ambiente. L'appuntamento al Drottninggatan 56 di Stoccolma (solo per ora), nel cui monomarca di H&M è stato istallato il primo sistema di riciclo in-store (al mondo!), chiamato Looop. I clienti avranno così l’opportunità di trasformare un vecchio capo di propria scelta in qualcosa di totalmente nuovo. Proprio per mostrare loro come e perché scegliere di farlo, H&M ha reclutato quattro grandi attivisti dal cuore green.

Il processo di riciclo dei vestiti promosso da Looop di H&M avviene attraverso otto step meccanici, che vanno dalla pulizia, filtraggio e smantellamento delle fibre fino alla creazione di una nuova trama. Tutto senza utilizzare né acqua né coloranti. “L’unica cosa che viene aggiunta è un materiale ecosostenibile che rende più forte e resistente il filato. È essenziale utilizzarlo perché, per ridare vita ai capi, è necessario in primis sciogliere le fibre intrecciate. Naturalmente, vogliamo che i clienti possano amare il nuovo capo per anni e anni a venire”. Nota bene, la tecnologia che fa da cuore pulsante a Looop è stata sviluppata da The Hong Kong Research Institute of Textiles and Apparel (HKRITA) in collaborazione con la Fondazione H&M, e sarà presto possible acquistarne la licenza per rendere l’industria della moda sempre più propensa all’economia circolare.

Photo credit: Courtesy di H&M
Photo credit: Courtesy di H&M

Spiegato il progetto dal punto di vista “meccanico”, veniamo ai volti della campagna. La madrina senior scelta da H&M per il lancio di Looop è l’antropologa Jane Goodall, conosciuta sin dal 1960 per il suo impegno a sostegno della salvaguardia degli scimpanzè. “Jane – annuncia H&M – rappresenta una forza globale nell’approccio etico agli animali e la protezione del pianeta. Oggi lavora con il Jane Goodall Institute incoraggiandoci tutti a prendere la nostra parte di responsabilità nei confronti del futuro”. Ovviamente la risposta (alla domanda implicita) è sì: con l'aiuto di Looop, anche Jane Goodall è riuscita ad abbracciare la rivoluzione del riciclo promossa da H&M e ridato vita a una delle sue camicie iconiche. “Ho indossato lo stesso tipo di camicia per anni e anni nelle più svariate occasioni – rivela. – Avrei tanto voluto nascere con la pelliccia o con le piume, così da non dover mai proprio comprare vestiti”. Da oggi, la camicia di Jane rivivrà grazie a H&M sotto forma di maglione.

A unirsi alla rivoluzione del riciclo promossa da H&M attraverso Looop ci sono anche la cantautrice americana Solána Imani Rowe (in arte SZA), l’attivista per il clima Vic Barrett e la modella Andreea Diaconu. Ognuno di loro ha realizzato in collaborazione con il marchio scandinavo della moda low cost una mini-clip video in cui racconta la storia del capo di abbigliamento che ha scelto di riciclare. Solána Imani Rowe, nota nel panorama della musica R&B, ha “rubato” una gonna in maglia del 1991 dal guardaroba della madre: “Mi sento davvero emozionata all’idea di avere la possibilità di poter avere sempre con me qualcosa che per tanti anni ha avuto importanza per mia madre e che rappresenta un determinato periodo storico. Così non dovrò comprare qualcosa di nuovo”. Al suo messaggio corale si è unito anche l’attivista Vic Barrett, che ha vissuto in prima persona gli effetti del cambiamento climatico a seguito dell’uragano Sandy abbattutosi su New York nel 2012. E che, proprio come Jane Goodall, ha voluto ridare vita a una camicia. Quarto e ultimo volto della campagna è la modella Andreea Diaconu che ha riciclato l’uniforme da karate (cimelio e “ricordo di tantissime competizioni”, racconta lei) in un maglione. Avanti tutta, H&M. La rivoluzione del riciclo è appena iniziata. E non ha alcuna intenzione di fermarsi.