Arriva Soul, il nuovo film prezioso Disney+Pixar sull'anima e sulla musica soul (da riascoltare)

Di Mary Adorno
·9 minuto per la lettura
Photo credit: Pixar
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From Cosmopolitan

Era atteso da molto tempo e ora arriva come un prezioso regalo di Natale, anche se in una versione inaspettata, come lo è stato questo 2020. Su Disney+ il 25 dicembre sarà disponibile in streaming Soul, il nuovo film d'animazione della Disney e Pixar che sarebbe dovuto uscire al cinema per riportarci sulle poltrone e davanti a un grande schermo, come da tradizione delle festività. Se questo, causa Coronavirus, non è possibile, non significa però, che, accucciata sul tuo divano e avvoltolata nella tua copertina, tu non possa goderti lo spettacolo che sarà tutto anima, musica e storie da portarsi nel cuore. Dici che per la fine di quest'anno ci farà bene? Secondo noi sì. Abbiamo colto l'occasione per darti nuove inspo per la tua playlist e per ripercorrere la storia della musica soul (e dell'anima) attraverso le cantanti che ci hanno toccato le corde più profonde e sono diventate un pezzo indimenticabile e imprescindibile anche della pop culture.

Per farlo, però, cominciamo dall'inizio, ovvero dalla trama di Soul. A dirigere la nuova impresa Disney Pixar è il premio Oscar Pete Docter, lo stesso di Inside Out, e la storia raccontata dal film è quella di Joe Gardner, un insegnante di musica di scuola media che ha l’occasione unica di suonare nel migliore locale jazz della città. A causa di un piccolo passo falso (qualcosa ti suona familiare?), però, verrà catapultato dalle strade della città di New York all’Ante-Mondo, un luogo fantastico dove le nuove anime sviluppano personalità, interessi e manie prima di andare sulla Terra. Per ritornare sul suo pianeta d'origine Joe si allea con 22, un'anima molto speciale che ancora non ha capito il fascino dell'esistenza umana. Pete Docter ha raccontato così l'ispirazione all'origine di Soul:

"Tutto ha avuto inizio con mio figlio che ora ha 23 anni. Nell’istante in cui è nato, mi sono reso conto che aveva già una sua personalità. Da dove era arrivata? Credevo che la personalità si sviluppasse attraverso l’interazione con il mondo. Eppure era piuttosto chiaro che tutti noi nasciamo con una percezione unica e specifica di ciò che siamo. Nella nostra storia”, prosegue, “tutti nascono con un’anima. E queste anime non arrivano impreparate: vengono formate e ricevono una personalità e degli interessi".

E fin qui c'è una trama e una strana storia di anime perse in universi paralleli. Soul, però, come dice il gioco di parole nascosto dietro al titolo, è anche musica. Lo è a partire dalla canzone che fa da maintrack, Vero Amore. TADAN.

Per questo vogliamo arrivare al secondo livello, quello della playlist, con delle artiste che potresti avere intercettato in tanti film ed eventi super pop. Pronta per il viaggio? Go ahead, babe.

Soul, un film sull'anima ma anche sulla musica soul: le cantanti donne che ne hanno fatto la storia e sono entrate nella pop culture

La storia della musica soul è una di quelle black stories da conoscere in questo 2020 in cui abbiamo anche combattuto in nome del Black Lives Matter. Affonda le sue origini nelle etichette indipendenti, e una in particolare: la Atlantic. A questa erano legati una serie di artisti che sarebbero stati pionieri del genere e lo avrebbero scagliato nell'empireo della storia della musica. Erano Solomon Burke, Wilson Pickett, Otis Redding e Aretha Franklin, solo per fare dei nomi. E da lei possiamo cominciare per arrivare ad altre artiste, come Etta James, Diana Ross, Amy Winehouse e Alicia Keys, che da lì sono partite e hanno incrociato la loro musica con il jazz o il rhythm and blues per creare mille contaminazioni. Loro hanno fatto la storia del soul, del jazz o dell'RnB, ma sono anche artiste entrate nella pop culture. Qui abbiamo ricostruito un piccolo percorso con qualche curiosità.

Aretha Franklin, la regina del soul che hai visto in The Blues Brothers

Suo padre era un pastore battista e lei cominciò a firmare i primi contratti quando aveva 18 anni. A farla decollare fu l'etichetta Atlantic. Ha venduto milioni di dischi, ha conquistato 18 premi Grammy, detiene il primato della prima stella per una donna sulla Rock and Roll Hall of Fame, apposta nel 1987. Il suo soprannome era Queen of Soul e come ogni regina aveva le sue fisse: amava le pellicce, non viaggiava in aereo e si spostava solo in autobus per i suoi concerti. La sua storia è legata a doppio filo ai diritti dei neri. È stata amica di Martin Luther King e con lui aveva partecipato all'organizzazione la Marcia su Washington. Al suo funerale intonò Precious Lord. Le sue canzoni parlano di storia dei neri, dell'esigenza di avere rispetto dagli uomini, dell'amore.

Il suo cameo pop è nel film The Blues Brothers e in una scena indimenticabile. Respect!

Nina Simone e la citazione di Rihanna in un album di Kanye West

Chiunque parli o scriva di Nina Simone farebbe fatica a darle una definizione di genere. Era una creatura eccezionale che sapeva muoversi dalla musica classica, sulle note di Bach, al jazz e blues fino a toccare il folk. Nella sua produzione anche le sfumature soul hanno avuto un ruolo e la sua storia assomiglia molto a quella di altre artiste del suo tempo, come Aretha Franklin. Ha cominciato a suonare il piano classico quando aveva 3-4 anni, a insegnarglielo erano state due donne bianche che poi avevano raccolto fondi per farla studiare alla Juilliard School di New York. Dopo un anno e mezzo lì, Nina Simone, nata Eunice Waymon, tentò la via di una borsa di studio a Philadelphia che però non ottenne e che la costrinse a cercare lavoro. Lì cominciò la sua carriera di cantante: in un bar in cui suonava da mezzanotte alle 7 di mattina. A dare la sferzata fu l'incontro con il marito, che divenne il suo manager. La sua storia speciale, in cui anche i suoi demoni hanno avuto un ruolo, è raccontata nel documentario di Netflix What Happened, Miss Simone?. Ci sono filmati dell'epoca, c'è la figlia che parla di una madre eccezionale, ci sono i suoi collaboratori storici.

Ci sono, infine, almeno due spunti molto pop: la figlia che definisce il padre come un Puff Daddy ante-litteram per la madre e Nina Simone che canta Porgy alla Playboy's Penthouse, presentata direttamente dal fondatore Hugh Hefner. Infine, per aggiungere un'altra curiosità, Rihanna canta alcuni versi di Nina Simone presi dal brano Do What You Gotta Do nella canzone Famous di The Life of Pablo, l'album di Kanye West a cui ha collaborato.

Diana Ross, Bridget Jones e la sua partecipazione all'halftime show del SuperBowl

Diana Ross è la rappresentante di un'altra etichetta che ha fatto la storia della musica soul e RnB a Detroit, la Motown. Ha debuttato nel 1958 come cantante e all'inizio faceva parte del gruppo delle Supremes. La sua carriera da solista partì invece nel 1970.

In termini di pop culture non c'è evento che battezzi gli artisti e il loro successo come l'halftime del Super Bowl. E Diana Ross partecipò a questo nel 1996 lasciando un ricordo indelebile perché concluse la sua esibizione andandosene dal palco in elicottero. LOL. A questo si aggiunge un'altra curiosità per le appassionate di Bridget Jones. Nel film c'è la sua versione di Ain't No Mountain High Enough, canzone che in origine era di Marvin Gaye.

Amy Winehouse, il new soul che hai visto nei Simpson

La storia di Amy Winehouse è anche la storia di una tragedia e di una vita consumata troppo in fretta. Morta a 27 anni nel 2011 con la sua voce graffiante aveva fatto da transfert agli anni d'oro del soul e del blues, tanto da essere considerata una delle maggiori esponenti del soul bianco, insieme ad altre artiste come Adele. Era nata da una famiglia ebraica di un borough di Londra e nel 1999 era entrata alla National Youth Jazz Orchestra. Il successo mondiale arriva 7 anni dopo, nel 2006, quando pubblica Back To Black, da cui sarà tratto uno dei singoli che hanno fatto la storia della musica, Love Is A Losing Game. Nel 2007, quasi a decretarne l'ulteriore successo e l'entrata nel mondo della pop culture ci fu il suo cameo animato in una puntata dei Simpson, il cartone con i protagonisti gialloni che in quegli anni aveva un sacco di ospitate dallo showbiz, come Rolling Stones o Paul McCartney.

Alicia Keys, la cantante che hai visto come presentatrice degli MTV EMA

Una delle rappresentanti del soul di nuova generazione è Alicia Keys, che a settembre 2020 ha lanciato il suo nuovo album Alicia. È nata a New York nel 1981 e nel 2001 ha debuttato con il suo primo album Songs in A Minor. Nel 2002 ha conquistato 5 Grammy Awards e il suo secondo, The Diary of Alicia Keys (2005), e terzo album, Unplugged (2006), hanno venduto milioni di copie. A decretare il suo successo nella pop culture un altro degli eventi che tiene a battesimo le star: gli MTV EMA per cui ha fatto la presentatrice nel 2019.

Bonus track: Etta James, la queen del rhythm and blues interpretata da Beyoncé in Cadillac Records

Era nata a Los Angeles nel 1938 da una mamma allora 14enne e da un padre mai identificato. Etta James, tempo dopo, sosteneva che fosse un famoso giocatore di biliardo. La sua produzione musicale fu immensa, la sua vita molto complicata e legata a parecchi demoni e dipendenze, tra cui quella dall'eroina, di cui ha sofferto per un lungo periodo. Per Etta James non sempre è facile definire una differenza tra soul e rhythm and blues, ma la sua figura è sempre stata associata per genere a quest'ultimo. A identificare la sua musica è stata anche la sua etichetta storica, la Chess Records di Chicago, la cui storia ha ispirato il film Cadillac Records in cui la cantante è interpretata da Beyoncé. Alla cerimonia di insediamento di Obama, Beyoncé ha cantato la sua At Last. Etta James non l'apprezzò molto: si scusò subito dopo per avere espresso quell'opinione poco gentile e diede colpa alle conseguenze delle droghe di cui aveva abusato nella sua vita.

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