Avanti! Una squadra di giovani quarantenni per il design

Di Paola Carimati
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Photo credit: La Triennale di Milano, sede del Museo del Design Italiano
Photo credit: La Triennale di Milano, sede del Museo del Design Italiano

From ELLE Decor

Ecco, ora tocca a Marco. È la riflessione condivisa da tutti noi che scriviamo, progettiamo, produciamo, promuoviamo il design, in Italia e all’estero. Marco è la persona: ha lavorato sodo, ha studiato tanto e sempre, ha trasformato la sua passione in professione. E oggi è felice. E non c’è niente di più bello, in un periodo complicato, sospeso e faticoso come quello che stiamo vivendo, di condividere la soddisfazione di un amico che procede lungo il suo percorso con i piedi ben piantati a terra.

Photo credit: Luca Caizzi
Photo credit: Luca Caizzi



È di poche ore fa la notizia della nomina di Marco Sammicheli a membro del Comitato Scientifico di Triennale come curatore per il settore design, moda e artigianato. Lui che dagli anni dell’Università a Siena coltiva il sogno di dirigere un museo di design, da oggi ricopre il ruolo di Sovrintendente di quello italiano: si occuperà delle attività espositive, di ricerca e di implementazione della collezione permanente per promuove e divulgare la disciplina oltre la cerchia degli addetti ai lavori.

Photo credit: Gianlica Di Ioia
Photo credit: Gianlica Di Ioia

La Presidenza di Triennale ha inoltre incaricato Damiano Gullì del ruolo di Head Curator del Public Program multidisciplinare dell’Istituzione milanese. Già responsabile della comunicazione (e paladino della stampa, non solo di settore), il suo lavoro andrà ad affiancare quello degli altri curatori.

Photo credit: Jean Picon
Photo credit: Jean Picon



Bene. Anzi benissimo. Ricordiamo infatti che anche ad Annalisa Rosso, loro coetanea, da poco entrata nel team digital del Salone del Mobile.Milano è stato affidato il ruolo di Direttore Editoriale della nuova piattaforma online.

“Milano, città di connessioni: rende la creatività di dominio pubblico. Editoria e formazione hanno trasformato il design in fenomeno diffuso che ibrida altre discipline", era la riflessione di Marco ai tempi della pubblicazione di The Design City, il libro curato con Anna Mainoli. Non sfugge infatti ai più che tutti e tre, oltre che poco più che quarantenni, sono milanesi di adozione. Milano città che accoglie, Milano città del design, Milano città del fare e del saper fare sistema. "Milano come espressione, nel mio caso, di accoglienza e inclusività”, sottolineava sempre in quell’occasione.

Procedo quindi per incisi di senso che si agganciano per sensibilità. “Qui (a Milano ndr.), ieri come oggi, imprenditori, giovanissimi creativi, istituzioni e società civile si incontrano, si parlano, si confrontano. Il design italiano è un sistema di conversazione continua. Di strette di mano e scontri, di questioni umane e relazioni. Vorrei che il museo della Triennale a partire dagli oggetti lo raccontasse”, confidava Stefano Boeri in un’intervista a Elle Decor Italia. “Questo è il nostro capitale, un capitale umano, sociale, non misurabile sul piano economico, ma fondamentale sul piano intellettuale”. Tutto torna.

Mi piace pensare che questi incarichi siano atti di fiducia nei confronti di una generazione responsabile, appassionata e determinata che accetta la sfida dell’oggi. Che ha saputo trasformare con pazienza e intelligenza i tempi incerti del lockdown in opportunità. La loro crescita è un segnale da non lasciar cadere, ma al contrario da sostenere.

Qualcosa si muove e muove l’aria. Respiriamo.