Banco Alimentare: “Diminuiscono le eccedenze di cibo per chi chiede aiuto”

(Adnkronos) - Un ulteriore pesante incremento del numero di persone in povertà, una minore disponibilità di risorse alimentari dal recupero delle eccedenze e un calo delle donazioni economiche. In occasione della Terza Giornata Internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari, istituita dalle Nazioni Unite e che si celebrata ieri, Banco Alimentare ha manifestato forte preoccupazione per l’immediato e prossimo futuro e fa appello al nuovo governo affinché il sostegno al Terzo Settore rappresenti un punto fermo delle prossime politiche sociali e non limitato a contributi soltanto straordinari. Nel primo semestre del 2022 Banco Alimentare ha salvato dallo spreco 19.845 tonnellate di cibo, in calo rispetto allo stesso periodo del 2021 in cui era stato registrato un recupero di 21.331 tonnellate. Tra i vari alimenti quelli più recuperati sono stati frutta, verdura e pane e prodotti simili: si tratta di beni importanti per una dieta equilibrata, distribuiti però in minor quantità alle persone che ne hanno bisogno e che aumentano di giorno in giorno.

“Dall’inizio dell’anno ad oggi 85.000 persone in più (ormai quasi 1.750.000) – sottolinea Giovanni Bruno, Presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus – si sono rivolte a una delle 7.600 strutture caritative che sosteniamo in tutta Italia attraverso la distribuzione gratuita di prodotti alimentari. Oltre alla diminuzione dell’8% del recupero di eccedenze dall’Industria e dalla Grande distribuzione, la difficile situazione economica ha avuto ricadute negative anche sui nostri costi di gestione che sono cresciuti del 45% tra logistica, trasporti ed energia elettrica. Registriamo inoltre anche un calo del 30% delle donazioni economiche da aziende e da privati. Finora siamo riusciti a portare avanti il nostro lavoro quotidiano cercando di dare risposta alle tante persone e famiglie che si trovano in difficoltà ma non nascondiamo di essere preoccupati per i prossimi mesi”.

Ad oggi il calo nei recuperi è stato per ora compensato da incrementi dei prodotti provenienti dai Fondi Nazionali (Fn) e dai Fondi europei (Fead) per gli aiuti agli indigenti. L’austerity che si prospetta nei prossimi mesi provocherà con tutta probabilità una ulteriore riduzione delle eccedenze alimentari recuperabili e una minor quantità di prodotti messi a disposizione da Fn e Fead: è evidente che se il cibo costa il 20-25% in più, a parità di fondi le quantità saranno del 20-25% in meno. “Rivolgiamo dunque a tutti un appello – afferma Bruno – perché ancora una volta è il momento della solidarietà, della condivisione, del farsi carico gli uni degli altri per il rafforzamento di una convivenza civile capace di dare speranza in un momento che si preannuncia particolarmente difficile. La democrazia si alimenta di questo”.