Barack Obama papà modello (e femminista) parla di mascolinità tossica con le figlie Sasha e Malia

Di Elisabetta Moro
·3 minuto per la lettura
Photo credit: ABC - Getty Images
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From ELLE

Eh sì, Barack Obama - oltre a essere affascinante, carismatico, brillante e chi più ne ha più ne metta - è anche femminista. Non che avesse molta scelta, comunque, con una moglie come Michelle e due figlie femmine appartenenti a quella Gen Z che, quando si tratta di disuguaglianze sociali, non lascia certo spazio a tentennamenti. Lui comunque ha fatto i compiti e si è impegnato per stare al passo con le sue donne e non cadere sui soliti stereotipi (e atteggiamenti) che mettono in crisi anche gli uomini più progressisti. Così, nell'ultima puntata del podcast Renegades: Born in the USA condotto dall'ex presidente e da Bruce Springsteen (come, non ne avevate sentito parlare?) Obama affronta il tema tutt'altro che scontato della mascolinità tossica, chiamando in causa anche Sasha e Malia con cui ha potuto discutere dell'argomento.

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"Parlo con le amiche delle mie figlie di come crescono i ragazzi maschi" racconta nell'episodio in uscita oggi, "e gran parte della cultura pop dice loro che ciò che conta in modo chiaro e determinante per essere un uomo, per essere virile è eccellere nello sport e nelle conquiste sessuali". Non male sentire un pensiero simile da parte di un ex presidente degli Stati Uniti, specie perché, per molti uomini, è ancora difficile mettersi in discussione e analizzare le etichetti che la società gli appiccica addosso. Ma Obama non si ferma qui: "E poi c'è la violenza, giusto?", aggiunge, "Queste sono le tre cose che contano, e la violenza, almeno quando è salutare, è inclusa nello sport. Più tardi, alla lista si aggiunge il fare soldi. Quanti soldi puoi riuscire a fare?".

Per seguire tutta la conversazione tra Obama e Springsteen bisogna ascoltare l'episodio su Spotify, of course, ma già da queste prime anticipazione la puntata sembra assai preziosa. I due si sono focalizzati sullo stereotipo dell'uomo americano e l'ex presidente ha detto all'amico che, mentre ci sono alcune qualità dell'"uomo americano tradizionale" degne di lode ed emulazione ("Il senso di responsabilità e la disponibilità a fare sacrifici per tua famiglia e le generazioni future") c'è anche un altro lato della medaglia. "Ci sono un sacco di cose di cui per tanto tempo non abbiamo tenuto conto", ha spiegato parlando del #MeToo e della parità ancora ben lontana dall'essere raggiunta. "Non abbiamo mai completamente fatto i conti con chi erano i nostri padri, cosa avevano dentro, come sia importante capirlo e parlarne, quali lezioni dobbiamo imparare. Tutto questo è rimasto sepolto".

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Insomma, sembra chiaro che Barack Obama abbia scelto di mettere in dubbio passo dopo passo cosa vuol dire essere "uomo" nella società moderna e questo suo percorso è inscindibilmente legato alle donne della sua vita: sua madre, sua moglie, le sue figlie. "Crescendo senza un padre, ho passato molto tempo a cercare di capire chi fossi, come il mondo mi percepiva e che tipo di uomo volevo essere" ha raccontato su Glamour Magazine nel 2016. "È facile assorbire tutti i tipi di messaggi dalla società sulla mascolinità e arrivare a credere che ci sia un modo giusto e un modo sbagliato di essere un uomo. Ma quando sono diventato più grande, ho capito che le mie idee sull'essere un 'ragazzo duro' o un 'ragazzo cool' non mi rappresentavano. Erano una manifestazione della mia giovinezza e insicurezza. La vita è diventata molto più facile quando ho iniziato a essere me stesso". Secondo Obama smantellare la mascolinità tossica, smettere di criticare i padri che fanno davvero i padri (e di chiamarli "mammi") e rendersi conto dei doppi standard è un passo essenziale per cambiare gli schemi che opprimono le donne. "Dobbiamo superare questi limiti. Dobbiamo continuare a cambiare l'atteggiamento che spinge le nostre ragazze ad essere pudiche e i nostri ragazzi a essere assertivi, che critica le nostre figlie per aver parlato e i nostri figli per aver versato una lacrima". Che dire: cari uomini, se lo dice Barack Obama (e the Boss) forse c'è da credergli.