Barbie: l’evoluzione della bambola dal 1959 ad oggi

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La Barbie è la bambola intramontabile che ha fatto sognare generazione dopo generazione e sempre in continua evoluzione. Era infatti uno dei giochi preferiti di molte di quelle bambine che ora sono adulte e ancora oggi sono uno dei regali più richiesti dalle bambine di tutto il mondo. Uno dei pregi della Barbie è che è stata capace di cambiare nel tempo, di adattarsi ai cambiamenti della società mantenendo il suo stile. Ancora oggi, con un po’ di fantasia e qualche Barbie, è possibile passare interi pomeriggi a casa immaginando scenari diversi.

Barbie: le origini della bambola

Barbie nasce dalla mente creativa dei coniugi Handler. Infatti Elliot Handler era cofondatore con Harold Matson della famosissima casa produttrice di giochi “Mattel”. La prima Barbie fu esposta alla Fiera del Giocattolo di New York nel 1959, ed arrivò in Italia nel 1964. Aveva i capelli scuri e un costume zebrato, solo in un secondo momento infatti divenne bionda. Man mano che questa bambola diventava famosa, la Mattel iniziò a creare un mondo intorno a lei: fratelli, sorelle, vari animali e soprattutto il famoso fidanzato Ken.

Che cos’ha la Barbie di speciale?

Barbie resiste in commercio da ben 60 anni e ancora oggi è tra le bambole più amate dalle bambine. Questo perché, a differenza dei soliti bambolotti, racconta storie diverse. Non è semplicemente una mamma, ma una donna bella, intelligente e spigliata che può ottenere tutto ciò che vuole e permette alle bambine di immedesimarsi in qualunque ruolo.

Ovviamente, come dicevamo, Barbie è dovuta cambiare molto nel tempo. Oggi non rappresenta più quello stereotipo della bionda perfetta, magra e senza un difetto fisico, a cui le bambine di una volta si ispiravano spesso con poco successo.

Barbie: evoluzione della bambola e collezioni

La bambola Barbie ha un’evoluzione straordinaria. Ad oggi sono nate diverse collezioni estremamente moderne. Ogni paese del mondo ha la sua Barbie, cosicché ogni bambina possa identificarsi in lei. Il motto dell’ultima campagna della Mattel è infatti proprio “Le bambole non devono avere limiti, proprio come i bambini che ci giocano”. È così infatti che è stata presentata la prima collezione “Barbie ungendered”, una Barbie senza genere, molto lontana dalla sua antenata bionda, ma fornita bensì di un kit con cui ogni bambino può scegliere il genere da attribuire, se vuole, alla sua bambola. Queste Barbie infatti non sono più sinonimo di femminilità, bensì sono prive di qualunque tratto sessuale particolarmente evidenziato, sono delle preadolescenti che, grazie alle due parrucche e ai sei outfit forniti, possono diventare maschio o femmina a seconda del genere con cui il bambino o la bambina si identifica maggiormente.

Questa collezione prosegue un lavoro di integrazione già fatto in precedenza dalla Mattel, come per esempio la collezione “Barbie Careers” in cui le bambole svolgono anche lavori maschili insegnando alle bambine che non esistono lavori da uomo o da donna ma possono scegliere qualunque strada desiderano. Inoltre, oltre alle Barbie di diverse etnie, è nata anche Barbie curvy, perché Barbie non è più emblema della perfezione femminile, ma vuole rappresentare il mondo in tutti i suoi colori e le sue forme.

Le “Barbie ungendered” di Mattel, cercano di dimostrare come davvero tutti possano giocare con le bambole, che non esistono giochi per bambino o per bambina ma che ognuno è libero di scegliere cosa più gli piace. La vera forza della Barbie è quindi la sua estrema modernità, sempre al passo con i tempi e proprio per questo è ancora oggi uno dei giochi più amati e scelti dalle bambine, e forse in futuro anche dai bambini, di tutto il mondo.